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Friday, 16 September 2016

Safir Nòu - "Groundless" (La bèl 036)

"Safir Nòu (Antonio Firinu) is a composer, guitarist and accordionist. The music collected in the album Groundless could be identified as “total music”, influenced by different styles and genres, from world music to post-rock to jazz. The sounds and the melodies bring the listener to an ethereal and hypnotic dimension, which is the “groundless” dimension indeed. The Album has been produced between Italy (Cagliari), Spain (Leon) and the Netherlands (Amsterdam)." (Text from release page)

Un graduale risveglio, i sensi che ad uno ad uno, tenendosi per mano, si riappropriano del mondo circostante. Ed è la chitarra di Antonio Firinu ad accompagnarmi in questa delicata estasi sonora. Musica che respira, che si prende le giuste pause, con gli strumenti che si scambiano carezze aggraziate, si guardano negli occhi e beneficiano dei silenzi per riprendere il loro intimo rapporto con maggior intensità. C'è sentimento, c'è grazia, c'è un segreto desiderio di riappacificarsi con un mondo che sta premendo sull'acceleratore con gli occhi chiusi. Ci sono esperienza e capacità di ascolto, la rara abilità di utilizzare ritmiche inusuali (5/8, 7/8) con semplicità ed eleganza. La musica di Safir Nòu cavalca l'aria, adagiandosi su brezze primaverili, sorridendo alla bellezza che la natura ogni giorno ci regala senza avere nulla in cambio. Ma c'è anche tensione, sottile, quasi impercettibile, come quella delle corde degli strumenti suonati. Ci sono i colori di un mare invernale, ponte immateriale di congiunzione tra terra e cielo, finalmente adagiato in quella silenziosità che gli appartiene. E in questo mare, su di una piccola isola, uno strumento prega l'universo, prega per la bellezza che l'uomo, figlio corrotto della natura, volendo sa creare. Bellezza universale, come quello che "Groundless" rappresenta. Musica che non ha una connotazione geografica, ma che si armonizza con il respiro della terra e dell'universo, scansando le abusate malignità che ogni giorno vengono esposte gratuitamente dai media. La filosofia del donare bellezza per ricevere bellezza, per migliorare un'umanità viziata e soggiogata da un sistema economico invadente. La musica di Safir Nòu è un morbido volare, un abbandono ai sensi, un amorevole lasciarsi cullare spogliandosi delle brutture e le cattiverie che ogni giorno incrociamo, volontariamente o involontariamente. Senza tempo.


Antonio Firinu (Safir Nòu)



Artist: Safir Nòu (SC)
Title: Groundless
Label: La bèl
Style: acoustic, guitar, neo-classical
Date: September 09, 2016







Tuesday, 2 August 2016

Koji Maruyama - "comune" (mimi records 252)

 "comune" offers a collection of four meditative piano pieces so extraordinarily beautiful that you won’t believe it. This is dreamy and wistful music that somehow seems to be staring off into the distance, only occasionally waking with a start to the quirky calling of a wrinkle from the real world.These pieces just seem to unfold, taking the listener at once to a deeper, yet buoyant place within them and each leaves you with the anticipation of the next. And I hope this has left you with the anticipation of hearing for yourself. (text from release page)

crepe nei piedi accompagnano il tuo lento dissolverti. il profumo dell'autunno si fa riconoscere dall'erba calpestata. sarà nuovo,  come ogni minuto senza di te.  come lo era prima, senza di te. eri la luce che illuminava le mie tenere ambizioni e l'acqua che innaffiava la mia rugosa creatività. il tuo ultimo abbraccio è ancora imprigionato nella mia maglietta. il milionesimo essere umano senza un tracciato, senza un disegno da colorare, forse altalenante e solo, ma sicuramente libero. cos'altro se non la dedizione? le tue dita muscolose ti porteranno in alto ma quaggiù cosa lasci? case vuote e anime che con te si sono riaccese in un umido inverno, ma ora l'estate è sopra la mia testa indifesa e ciò che mi tormenta è il freddo che sento. il passato è ritornato passato, il presente mi sfiora senza toccarmi e il futuro è aria densa di fitte goccioline. Koji Maruyama suona piccole poesie impregnate di malinconica positività. Tra il bianco e l'azzurro, accarezzando tutte le tonalità intermedie, cavalcando dinamiche e andamenti, con ferma determinazione e incantevole grazia.

Artist: Koji Maruyama (SC)
Title: comune
Label: mimi records
Style: ambient, acoustic, piano
Date: July 26, 2016


Saturday, 28 May 2016

Stereoshape - "Laser Lori" (self released)

Laser Lori is written and produced by Stereoshape.  Track 9 is written by the fabulous Erna. Jens Rödner - Guitar, Bassguitar, Vocals, Drums and Keys  Oliver Rieger - Arrangement, Drums, Synths, Lyrics  Erna Imamovic - Vocals on tracks 1, 2, 5 and of course 9  Lars Rödner - Vocals on track 6 and 7 

Ciao Sara. L'ennesimo cancro improvviso che colpisce il mio vicino di casa da poco conosciuto  sembra dispiacermi di più rispetto ad una persona frequentata da una vita. Un'altra vita che vuole spegnersi saltando nel vuoto di un ponte che celebra il panorama di questa città che ha perso un'identità e arranca a ritrovarla, visto il faticoso e volte poco sincero rapporto tra ognuno di noi. La madre di mia moglie che ha scelto il lamento lento e apparentemente insignificante per recriminare una vita che non ha voluto ma che non ha avuto la forza di modificare. Cara Sara, qui tutti si lamentano in continuazione e io voglio spegnere questo vorticoso rumoreggiare inquietante e accendo Stereoshape. Oh si, cara, questa è elettronica che circola nelle vene. Bassi che fanno fluire il sangue come fosse l'acqua di un giorno di pioggia ininterrotta. Si, probabilmente mi dirai che non senti nulla di nuovo, ma quel timido fill di batteria che porta al refrain di "Purple Blooming Clouds" è innocentemente assassino. Come il modo di collegare un brano all'altro (che solo su Soundcloud si ha modo di capire efficacemente). Un album fluente, accurato, intelligente. Le piccole cose, come tagliare l'erba con la forbice dove il tosaerba non può arrivare. Le piccole cose. Sempre. Le piccole cose fanno le cose grandi. Come ti ho già detto potrei elencare Notwist, Tarwater e tutta la compagnia bella tedesca. Ma non importa. Stereoshape per me funzionano così,  senza inutili paragoni. Sarà l'età, saranno le innumerevoli ore passate ad ascoltare musica, ma era da un po' che non mi soffermavo su un album come questa volta. Magari tu mi dirai che per te Stereoshape sono insignificanti e io resterò sbalordito. Com'è possibile? Non è possibile non riconoscere la cura che c'è dietro a questa musica. È come una pianta di rose ben curata. Che ti piaccia o non ti piaccia il fiore, con un minimo di sensibilità puoi riconoscere l'amore che si è dato per farla diventare tale. Laser Lori ha compensato gli sporadici cali di energia di questi ultimi mesi. Da quando tu sei partita. Fluire e determinare il percorso contemporaneamente. Con la tenera consapevolezza che qui tutto inizia e tutto finisce. Apparentemente.



Stereoshape



Artist: Stereoshape
Title: Laser Lori
Label: self released
Style: electronic, pop, acoustic
Date: May 08, 2016




Friday, 29 January 2016

Cuarto / Indiosingracia – “Krilin Split” (La bèl 033 / Bestiar 140)

“Krillin Split” is a valuable collaboration between two promising young Spanish musicians: Cuarto and Indiosingracia. Tradition, modernity and ingenious experiments gather in ten tracks melting folk, electronic, ambient and pleasant oddness. “Krilin Split” is cozy, warm, friendly and candidly melancholy. The first step towards something new. (Text from La bèl page)

sensualità. corpi che si cercano e non si trovano. movimenti ripresi dagli occhi come videocamere digitali. rallentando, quasi fermandosi, per ricordare meglio, per riempire le giornate di una gioia sempre più difficile da ritrovare. immaginare. sorvolare su quella disturbante parola chiamata realtà. carezze e abbracci che vorresti regalare ma soffocati dalla paura di essere frainteso. eppure è tutto così semplice. una voce irrompe e urla: "bambini alzatevi e gestite questo mondo!" non è facile, ma forse sapreste fare di meglio. improvvisare e giocare con l'istinto e scoprire per l'ennesima volta che la vita è così piccola. e sentirsi stupidi, imprigionati in una fragile bava di ragno che avvicina astutamente regole, comportamenti di dovere, maschere. una stanza colma di maschere! una mano che si accarezza lentamente il torace,  che forse cerca il battito di un cuore impaurito e anestetizzato. passeggiate solitarie lungo rettilinei verticali ed orizzontali e quella minima sensibilità che basta per accorgersi che il sole non è mai lo stesso. parlare con l'aria, in un'inconsapevole speranza che i miei dialoghi arrivino a destinazione. una musica pura. che chiede solo di essere ascoltata, vissuta, ma sottovoce. senza disturbare il frequente faticoso vivere di ognuno di noi. “Krilin Split” è il dialogo immaginario che ognuno può trovare con chi meglio crede. Con il figlio che cresce, con l'albero che sta aspettando la primavera, con la moglie in trasparenza, con un luogo ritrovato dopo anni o con un anima generosa che si incrocia casualmente con la tua.



Cuarto/Indiosingracia



Artist: Cuarto (FB) / Indiosingracia (BC)
Title: Krilin Split
Label: La bèl / Bestiar
Style: acoustic, guitar, electronic, folk
Date: January 06, 2016






Monday, 28 December 2015

Makoto Tanaka - "The fluttering we Original Soundtrack" (totokoko 050)

about this work
stage play "kibou no hoshi" produced by ishihara promotion.
this is a soundtrack for documentary film.
documentary is about rehearsal to public performance.
Documentary film by Yu Katsumata. 
"The fluttering, we" Original Soundtrack.
Music Composed by Makoto Tanakala
(text from release page)

la primavera che dovrà arrivare mi invia una mail dicendomi di stare tranquillo. andrà tutto bene come al solito, forse anche meglio degli anni precedenti. le api mi aspetteranno tra le tegole del solaio? il profumo dell'erba secca che si è nascosta per mesi pensando che non la trovassi. poche note messe al punto giusto, piccoli cambiamenti che tratteggiano le differenze che rendono uniche tutte le cose, belle o brutte che siano. una camera dall'alto soffitto, un'ampia vetrata, un pianoforte e un violino e fuori la natura che ascolta ammaliata. girare su se stessi, sempre più velocemente, ingenui primi esperimenti per modificare la percezione della realtà. il dolce piacere della solitudine, soprattutto quando è diventata merce rara. fuori il mondo si prepara ad essere felice, nonostante tutto, con l'amara consapevolezza che poco cambierà, tranne l'ennesimo vestito che indosserà, illudendo se stesso e gli altri di essere riuscito a cambiare veramente.

Artist: Makoto Tanaka (FB)
Title: The fluttering we Original Soundtrack
Label: totokoko
Style: acoustic, soundtrack, guitar, piano
Date: October 16, 2015


Saturday, 5 December 2015

armaud - "How to Erase a Plot" (lady sometimes records)

"armaud is an ethereal warrior. 
A charming balance between fragile vocals and a down-to-earth attitude, from the seemingly sad little girl to the woman finally claiming her courage to be rough." (text from Bandcamp page)

passi leggeri  tra le vie di una città in bianco e nero, per non disturbare il tempo che ti cammina accanto. minuscole gocce di nebbia nascondono abilmente le imperfezioni di una vita inconsapevolmente improvvisata. carezze e respiri sotto a lenzuola dipinte di nero. potresti essere chiunque ma sei tu. un sottile gioco di intimità accennate, di sguardi che fuggono impauriti,  di pieghe di vestiti stropicciati che si spostano lentamente come onde di un mare dormiente.  un'invadente sensibilità che ti accompagna al bicchiere più vicino per placarla. quante albe e tramonti persi per giocare ai giochi di una società cronicamente ammalata? i puntini elettrici che si accendono sotto la pelle, brevi e rare gioie orgasmiche provocate dall'ascolto di gioiellini intimo-acustici quali "BK". L'autunno sta per terminare e "How to Erase a Plot" continua a dipingere le mie giornate di tenui colori grigio-bluastri. Credo che se in un improbabile giorno dovessi incontrare Paola Fecarotta, vocalist e compositrice di Armaud, l'abbraccerò per più di tre secondi e non più di quindici. Da non dimenticare anche Marco Bonini, ingegnoso musicista romano che seguo con interesse da alcuni anni, in attività anche con Mamavegas, Acre e Ubik.



Paola Fecarotta (armaud)



Artist: armaud (official site)
Title: How to Erase a Plot
Label: lady sometimes records
Style: dream-pop, folktronika
Date: October 23, 2015








Friday, 4 December 2015

Jan Grünfeld – “Music for plants” (La bèl 031 / Headphonica 109)

"The tracks of “Music for plants”are based on a live improvisation with electric guitar and a looping machine. Jan Grünfeld has recorded the music in the summer of 2014 on a huge balcony of an old villa in Bad Muskau, right at the German-Polish border – a very arcadian place! The music is free, like a suntrap. The plants grow better with Jan Grünfeld’s music! But not turn up too loud! And do not forget to water!" (Text from release page)

Movimenti delle palpebre al rallenty. L'odore della notte spalmato su abiti disordinati. Instancabili cicale giocano a nascondino tra le pieghe di campi incolti. Una spirale sonora che attira e respinge flussi di note che si confidano segretamente tra di loro. La natura dipinge con colori tenui le pareti fluide di questo carezzevole quadro sonoro. Si sorvolano cime di elevata bellezza nell'ipnotica "full bloom". Scaricare i pesi superflui per ottenere una migliore lievitazione e risvegliarsi di soprassalto tra le strade notturne infrasettimanali di un'assonnata città mitteleuropea. C'è questa intimità che mi abbraccia e a momenti mi sembra di essere seduto accanto a Jan, nel balcone di questa vecchia villa dove sono nate queste tenui entità sonore vestite di ambient, ma con una profondità che penetra nel sottosuolo, sia terrestre che umano. (feel alife)


Jan Grünfeld

Artist: Jan Grünfeld (official site)
Title: Music for plants
Label: La bèlHeadphonica
Style: acoustic, guitar, ambient
Date: October 07, 2015






Saturday, 27 June 2015

Madoka Ogitani - "City" (self released)

Madoka Ogitani riparte da dove ci aveva lasciati, da quel piccolo capolavoro di semplicità intitolato "Take a walk", e va oltre. "City" sembra il perfetto proseguimento. Infatti nelle prime sei tracce si respira ancora l'aria di una natura gioiosa (Morning in the Garden), di risvegli primaverili, di insetti e animali impegnati in danze private. Playground continua lo stesso discorso regalando pura gioia con la sua semplice e armoniosa melodia. Madoka ha la capacità di raccontare radiose storie sopra ad un elementare arpeggio di pianoforte di quattro note. Serecret Shortcut sembra provenire da un programma televisivo per bambini con personaggi colorati in procinto di allestire un buffo circo. Ma lentamente l'atmosfera cambia dirigendosi verso il sound più introspettivo e sperimentale che caratterizzerà la seconda parte dell'album. Se le prime sei tracce sono il proseguimento della passeggiata naturalistica intrapresa in "Take a Walk", le restanti sei sono l'arrivo nella City che dà il titolo a questo nuovo lavoro della musicista giapponese. Ed è Slow bus ad accompagnarci per le vie di questa città immaginaria. Tra la veglia e il sogno, immersi in un'ingannevole nebbiolina che si dirada pian piano, lasciando scorgere le migliaia di luci di una città che non dorme. Luci che diventano linee, flash, riflessi e insensata dimostrazione di società avanzata. Under the ground sprigiona ciò che Madoka può essere quando va oltre. Cupo, ipnotico, viscerale, senza dubbio uno degli episodi migliori e più innovativi di City. Un album che più ascolto e più apprezzo e che consolida l'amore che nutro verso la musica composta da questa, a parer mio speciale, musicista giapponese. Non è in free download. Una rara eccezione per i contenuti di questo blog.


Madoka Ogitani




Artist: Madoka Ogitani (SC)
Title: City
Label: self released
Style: electro-acoustic, ambient, piano
Date: June 11, 2015


Saturday, 9 May 2015

Red Trees - "Give Love" (La bèl 029)

“For the first time I let that love fully fill my heart. It felt pure and innocent. When I returned home I knew that everything had to change, and it did. ‘Give Love’ is not just a bunch of songs, it is some kind of alchemy. It is the best moments of my life and the reason that I can breathe again.” (Words from release page)

D'accordo. Niente di nuovo all'orizzonte. Aggeggi elettronici vietati all'ingresso. Cinque passi appoggiando la schiena lungo la parete del corridoio ed ecco...Red Trees. Due chitarre,  due voci e una batteria lo-fi che ha l'unico scopo di abbracciare questo suono intimo e sincero. Sottili emozioni da cameretta. Timidi sguardi che si incontrano e si sfuggono, consapevoli di dover mantenere un segreto che non c'è. Quella calma che nasconde la certezza che un giorno tutto sarà colorato coi pastelli dei nostri piccoli desideri. Non c'è nulla di cui preoccuparsi. Tutto scorre infischiandosene delle nostre maledizioni, se ce ne sono. Tutto si modella secondo la nostra volontà. E' la scultura della vita. La leggerezza di una farfalla, l'amore che si percepisce in uno sguardo, il desiderio tenuto chiuso in una bottiglia che nel giorno perfetto si stapperà. E sarà gioia. La stessa gioia che regalano l'incertezza e l'attesa. Una breve intimità che rigenera sentimenti impigriti dall'incapacità di apprezzare ogni giorno tutta la bellezza che ci ruota intorno e dentro di noi.


Red Trees



Artist: Red Trees (FB)
Title: Give Love
Label: La bèl
Style: acoustic, folk, guitar
Date: May 02, 2015







Friday, 1 May 2015

SousLePont - In "EtLàC’EstQuoi” (self released)

SousLePont are characterised by their unusual instrumentation (trombone, marimba & accordion) and their original repertoire which 
is mainly written for couple dances, but it doesn't end there! Recorded and mixed at Studios La Buissonne by Nicolas Baillard and Gérard de Haro between december 2014 and march 2015.

The musical arrangements galvanise interactions amongst dancers and are pefectly suited for dance workshops.
Guillaume Viala : Marimba
Léa Lachat : Accordion
Raphaël André : Trombone
Graphism : Rob Taylor

Musica senza tempo, eseguita impeccabilmente. Spartiti scritti a mano, scarabocchi, cancellature. Musica fatta per danzare, dicono loro. Ma qui c'è tanto di più. C'è una tradizione folkloristica europea rivisitata originalmente e con grande stile, utilizzando strumenti inusuali. C'è freschezza e fantasia compositiva e il folk è solamente un bel vestito indossato per l'occasione. Ascoltate "ScottishDuBateleur" e fatemi sapere. Mi chiedo come mai nessun regista non ha mai pensato a loro. Ci si potrebbe costruire un film partendo solamente dalla musica. In "EtLàC’EstQuoi” si può incontrare di tutto, divertendosi anche molto. "Gromasio", l'ultima traccia, ne è la dimostrazione. I Mr. Bungle trasformati in un cartoon d'altri tempi. Unico. Ed è meraviglioso leggere queste parole nel sito della band: "Tutta la musica di SousLePont  è distribuita con licenza libera Creative Commons by-nc-sa per promuovere il riutilizzo e il libero flusso."Libero" non significa gratuito, ma comporta un diverso rapporto tra il creatore e il pubblico."






Artist: SousLePont
Title: EtLàC’EstQuoi
Label: self released
Style: acoustic, folk, world
Date: March 10, 2015








Saturday, 28 March 2015

nobutaka daigo - ある一日。(otoginomori 006)

御伽の森レーベル主宰の文月だいごの小作品集。今までコンピなどで公開していた3曲をミックスし直し、描き下ろし2曲を追加した5曲入り。作者コメント : この作品は、自分にとって、とりとめのない日記のようなものである。日々訪れては去っていく時間や日常の風景を切り取って、忘れないように書き留めた。誰に見せるでもない雑記である。今 日 も 、 明 日 も 、 明 後 日 も 、 毎 日 続 く 、 「 あ る 一 日 。 」(Words from release page)

Ecco qua. Cinque brani che potrebbero collocarsi tranquillamente nei cataloghi Totokoko o La bèl. Invece a proporre ある一日。di nobutaka daigo è l'emergente otoginomori, label giapponese che sta conquistando le mie simpatie. Il suono si appoggia su quell'innocenza e semplicità elettro-acustica che sa far vibrare le corde della mia anima, se fosse un pianoforte. I primi due brani scorrono, leggeri, caratterizzati da un timido drumming elettronico che sorregge arpeggi di chitarra acustica accarezzati dalle classiche sonorità degli idiofoni che caratterizzano molta della musica elettro-acustica giapponese. Ma è sulla terza traccia, "ǃÇÒǴdžÇfl", che l'insieme inizia a fluire, nella disorganizzazione ritmica che mi conquista, fino all'incedere melodico d'archi, finto o vero che sia, ma così carezzevole, uscito da qualche scena piovosa di un film di qualche decennio fa. L'autentica bellezza della semplicità che i giapponesi molte volte sanno cogliere, senza cadere nelle mielosità che frequentemente caratterizzano certe produzioni occidentali. O le singolari stonature della prima parte di "kitan", cha invece sa poi aprirsi e volare leggera su verdi orizzonti incontaminati. Così, semplice, timido, forse innocuo, come può essere il destino di una vita qualunque.


Artist: nobutaka daigo (SC)
Title: ある一日
Label: otoginomori
Style: acoustic, electronic, instrumental
Date: March 21, 2015


Sunday, 8 March 2015

Microwolf – "You Better Go Now" (esc.rec.47)


"You Better Go Now was written, recorded and mixed at Microwolf’s home over a period of five years, using an acoustic guitar, a Casio keyboard, a banjitar, a snare drum, maracas, pots and pans, a Juno synthesizer and numerous other sounds and instruments, all processed through uninformed misuse of Logic Pro. The album was conceived during some rather intense years, in which, like the protagonist in Hangman, Microwolf was looking for people, places and things that would rescue him – eventually learning that he should have been looking for something else entirely. He likes to think all the songs in the album reflect on this theme one way or another." (Words from release page)

Cinque anni. Ne è sicuramente valsa la pena. Perchè "You Better Go Now", album scritto dall'olandese Benjamin van Vliet, alias Microwolf, è ricco, profondo, intenso. Un orgasmo di creatività acustica miscelata con estrema sensibilità ad elementi elettronici minimali. L'Africa è la prima immagine che mi compare davanti agli occhi. A partire dalle ritmiche, a cui susseguono i cori e la strumentazione adoperata. "The Microphones", prima traccia dell'album, può fare da guida a tutto quello che succederà durante il bel viaggio che accompagna l'ascolto di "You Better Go Now". Intrecci sonori che si mescolano creando colori che profumano di umanità intelligente e positiva. Beat elettronici che si rigirano tra le lenzuola che odorano del perfetto intreccio di due corpi che si amano. Sospensioni nel vuoto che si colmano delicatamente. L'imperfezione ritmica, giocosa e ricercata, mi fa innamorare di questo, a mio parere, concept album datato 2015. Un album che come inizia finisce. Un movimento acquatico. Un cerchio. Un loop. Tutto ritorna alla sua origine e si trasforma ad ogni nuovo ciclo. Un album che potrebbe trovarsi a proprio agio nel catalogo della Real World di Peter Gabriel. Invece è qui. esc.rec. Olanda. Label, o netlabel, oramai il confine si è dilatato. Chi non si arrende sopravvive, o probabilmente nel futuro vivrà, visto la qualità della musica proposta. (Non è free download. Raramente mi permetto queste divagazioni. Ma 5€ per un album simile sono pochi. Con 5€ mi compro 2 gelati in Italia. In questo album c'è arte  raccolta in cinque anni di lavoro.) Messaggio per esc.rec. Apprezzo il tuo slogan: "Buy music. Support the creative. Feel good."


Artist: Microwolf
Title: You Better Go Now
Label: esc.rec.
Style: singer-songwriter, folk, acoustic, guitar, ethnic
Date: February 24, 2015


Saturday, 14 February 2015

noda yûki - "film d'hiver" (self released)

ancora giappone. ancora lievi arpeggi di chitarra. armoniche che accarezzano le membra. c’è pace. c’è quiete. c’è amore. c’è un netto distacco dalla frenesia odierna, indemoniata da ritmi vertiginosi di produzione e comunicazione. qui si sta bene. c'è la neve che rallenta il normale trascorrere del tempo. guarda la neve che scende ed insieme ascolta arlese ne hai la possibilità. altrimenti puoi sempre immaginare. la sensibilità musicale di alcuni artisti giapponesi mi ha coinvolto oramai da diversi anni. che siano esploratori elettronici o, come in questo caso, semplicemente acustici. molte volte il loro approccio musicale profuma di innocenza e sincerità. apemst ne è un esempio. innocente bellezza. leggo new age nei tag della pagina bandcamp di noda yûki. completo: new age with soul.




Artist: noda yûki (SC)
Title: film d'hiver
Label: self released
Style: piano, guitar, acoustic, soundtrack
Date: December 30, 2014


Saturday, 7 February 2015

Madoka Ogitani – “Take a Walk” (La bèl 028)

The colors of spring. A piano, a delicate guitar arpeggio, a flute and tiny sounds. The beauty of simplicity. This is Madoka Ogitani. Five tracks to listen to while you’re taking a walk… (Words from release page)

La rinnovata luce della primavera che ad ogni suo tornare riaccende vibranti sentimenti oscurati dal letargo invernale. Rettilinei fasci di luce arredano una stanza di una scuola per l'infanzia con geometrie astratte.  Strumenti musicali lasciati incustoditi per l'intimo piacere di un momento qualsiasi. Melodie elementari che rinfrescano lo spirito... ed è poco più di un attimo... un cauto risveglio...il sole che sorge... un rituale esaltante...uno sbatter d'ali che è uno schiaffo per l'aria sonnecchiosa della notte. Nuovi modelli di carillon adattati per il mattino sorridono sulle bancarelle di un mercatino di Tokyo. Tutto è respiro, tutto è luce in quella semplicità che è davanti a noi quotidianamente e che difficilmente  percepiamo. Quel lieve desiderio di annusare il profumo di un alba giapponese. Ma tutto finisce con lo stesso delicato amore con cui questo piccolo album è iniziato.
Madoka ha realizzato un piccolo capolavoro di semplicità e naturalezza. Una musicalità fanciullesca. Bambini che saltellano gioiosi su prati da poco fioriti. Yes! Why don't we take a walk?

Artist: Madoka Ogitani
Title: Take a Walk
Label: La bèl
Style: piano, guitar, acoustic, soundtrack
Date: February 05, 2015

Sunday, 1 February 2015

Cuarto - "Self​-​titled" (Bestiar Netlabel 113)

"This album compiles songs that have been composed, recorded and mixed in London between September and November of 2014, except song #10, which was recorded in Pelràs in December 2012. Song #1 was composed for the soundtrack of the documentary about the architect Oscar Tusquets Blanca. Songs #6, #7 and #8 were composed for my father's birthday. 
Every sound in the album was made with guitar, except for vocals and the shaker in song #1. 
Artwork and some vocals in song 7# by Mariona Valdés." (Words from release page)

Il futuro immaginato che rosicchia astutamente il presente. Scava dentro ad uno spazio gratuito ed illimitato di felicità. Il tempo che si sposta, che si nasconde,  che si trasforma e che con lunga esperienza si prende gioco di ognuno di noi. Sinuoso e solitario serpente alla ricerca di vittime in deserti appassiti da esperimenti nucleari. Un sole perpendicolare che disidratata una solitudine permanente appena accennata. Impronte. Polvere che si alza creando nubi minacciose per instancabili formiche laboriose. Una vorticosa ciclicità mi scaraventa all'interno di sempre più ristrette riserve indiane. Una chitarra, pietre e ramoscelli di diverse dimensioni a scandire il tempo. Una vita inconsciamente guidata da  primarie esigenze sessuali quotidianamente presenti. Delicate movenze, mani fredde sul collo. L'innocenza di dieci minuscole dita che sbottonano un bianco grembiule per sistemare dei pantaloni leggermente abbondanti. Mentre i seni mi guardano o sono io che timidamente guardo loro. Sono corpi schiacciati  e sudati su carovane che attraversano un deserto assolato, tra polvere e terra e carezze sussurrate. Sono altri due occhi che nascondono in malo modo quella maledetta paura di sbagliare che ci perseguita. Liquido giallo che rende il sangue arancione, dilata con grazia sensi spesso in conflitto o altre volte intorpiditi da un presente a tinta unita.

Artist: Cuarto (FB)
Title: Self​-​titled
Label: Bestiar Netlabel
Style: guitar, acoustic, soundtrack
Date: January 24, 2015

Tuesday, 27 January 2015

Takuyoshi Fujiyama - "l[r]ight place" (Mayoware 176)

"This anthology was assembled to play by piano and violin in the nucleus, has become a high-purity music without limit. They are also excluded glittering and excessive electronic sound also beat by rhythm tracks in there, but even space of its elimination has been sound, has become a beautiful music lively and a life force, there is no waste of all. In particular, the first track "light place" even it is difficult to express in any words, making it the very strong beautiful masterpieces. Look what kind of views to people who listen to this music, or of having any kind of feelings, it is Very exciting one work." (Words from release page)

Pianeggianti distese accarezzate da un finto vento primaverile. Jane, Harvey, Holly e Michael si ritrovano dopo 22 anni a discutere (al centro di una spiaggia bluastra) di un possibile remake di "The piano". Noi, il più delle volte stretti e schiacciati in una vastità di spazi immensi e disturbati da un futuro sbriciolato da un risveglio sbagliato. Ma il suono avvicina, il suono ricompone. Amalgama anime ibernate da un inverno volontariamente troppo lungo. Si trasforma in goccia ritmica vibrante che scurisce (in un adagio), piccoli lembi di sabbia in solitudine forzata. Un ritorno obbligato, quello che una memoria gassosa quotidianamente ci proietta.

Artist: Takuyoshi Fujiyama
Title: l[r]ight place
Label: Mayoware
Style: classical, acoustic,
Date: December 29, 2014


Sunday, 11 January 2015

Gillicuddy - "Up​/​Down" (self released)

Music and artwork by Gillicuddy. 
Recorded, mixed and mastered at The Captain's Inn, Bochum.

Nulla di estremamente nuovo in casa Gillicuddy, ma è sempre piacevole lasciarsi trasportare dalle note della sua chitarra. Questa volta accompagnata anche da lievi note di piano (All Eventualities). Una dolce presenza per queste miti giornate invernali.

Artist: Gillicuddy
Title: Up​/​Down
Label: self released
Style: acoustic, guitar
Date: January 03, 2015


Sunday, 4 January 2015

Various Artists - きつねび [otogi-004]


「きつねび」は大晦日にまつわる日本のお伽話の一つです。
江戸の王子稲荷には、大榎の下で毎年大晦日に関東八カ国からキツネが集まって狐火をともし、
その火で翌年の吉凶を占ったという言い伝えがあります。
この「きつねび」の曲ひとつひとつが来る年へ続く冬の夜道を照らしてくれることでしょう。

Pace. Serenità. Sono poche le parole che mi passano accanto durante l'ascolto di questa nuova compilation firmata otoginomori, fresca label giapponese giunta alla sua quarta release. Elementi elettronici ed acustici si uniscono nella classica spontaneità tutta giapponese (totokoko, Bunkai Kei, elementperspective, Mayoware), tra soffici ammiccamenti erotic-soft (Peeano) e gloriosi inni alla pace dal forte profumo orientale (satohyoh) e ispirati avvolgimenti sonori per tiepide notti insonni (AXVXA). Ho trascorso un po' di tempo ad ascoltare ciò che si propone nell'altra sponda, quella che si trova a metà strada tra questi luoghi e il mainstream, il tanto pompato panorama indie. A parte il fatto che le classifiche di fine anno sembrano per la maggior parte fatte con il copia-incolla, mi accorgo che c'è un problema. Se quasi tutti premiano l'ultimo album dei War on drugs come tra le cose migliori del 2014 c'è un grosso problema temporale, o di cultura musicale o di qualche potere occulto che si è impossessato anche della scena indie. Nulla di male, un buon album, ma siamo nel 2014 e magari ci si potrebbe aspettare qualche novità dalla musica. Non mi dilungo, la mia curiosità indie è per ora terminata e torno sui miei passi, cioè qui. E visto che きつねび è una fiaba giapponese dedicata al capodanno ricomincio da qui. Buon 2015.

Artist: Various
Title: きつねび [otogi-004]
Label: otoginomori
Style: acoustic, electronic
Date: December 31, 2014

Saturday, 25 October 2014

ŠKM banda - "Panontikon" (KAPA Records)

"SKM banda is an instrumental quartet, which became one of the most interesting slovenian alternative bands in the last few years. In the past years SKM banda established their general image and sound, defined as eclectic post-jazz. The instrumental fusion of rock, jazz, funk, noise and post-rock-based hardcore - made by two guitars and rhythm-section - enables the listener to discover the undiscovered!" (Words from ŠKM banda FB page)

Quanto riempie lo spirito l'ascolto di musica suonata bene, composta con grazia e da musicisti preparati! Legami strumentali che si abbracciano unendo una vastità di stili differenti facendo gli indifferenti. Un'estesa cultura musicale che non si nutre di auto-celebrazione ma cerca il nutrimento nel naturale fatto di suonare e di godere di questo semplice (per chi ne è capace) atto. Sono convinto che il quartetto sloveno riesca ad amalgamare molto bene gli ascolti di ognuno dei propri componenti, perchè quel che ne esce da "Panontikon" è una miscela effervescente di post-rock-fusion-folk assolutamente originale. Chitarre che dialogano come sorelle affiatate e una base ritmica che ti fa sentire al sicuro da qualsiasi catastrofico evento naturale. E il bello è che tutta questa delizia sonora sembra scritta (e magari lo è veramente) ed eseguita nella massima naturalità, quasi fosse un'improvvisazione venuta nel miglior modo. Spostamenti ritmici, banjo, ukulele, contrasti, cambi d'atmosfere che se uno non ci pone la giusta attenzione potrebbero passare inosservati. Delizie acustiche come "Tolažba" mi colmano le ore perse a cercare buona musica nel paludoso mondo del web. Fossi il produttore di questo album avrei posto uno stop alla traccia numero sei. I mescolamenti ritmici di "Jutranji" faccio fatica a digerirli e il l'assillante loop di banjo di "Vračanje"  mi porta all'esasperazione. Ma a me piace pensare a ciò che mi piace e quindi è da circa una settimana che il mio lettore va in loop dalla traccia uno alla traccia sei.

Artist: ŠKM banda (FB)
Title: Panontikon
Label: KAPA Records
Style: acoustic, folk, rock, jazz
Date: October 13, 2014



Sunday, 19 October 2014

The Hand in the Ocean - "Road to I Am​/​/​6 Minute" (self released)

"Dear friends, family, and well-paid fans:
We are breaking up.
We're going to play one last show but don't know where/when. Give us some ideas if you got em.
We recorded two songs at Rustbelt Studios - Music Production Recording & Mixing Facility a long time ago that we never released so here they are. I don't know what will happen to the unrecorded new material. 
Thank you to everyone who listened, we love yu" (Words from The Hand in the Ocean FB page)

Per chi cerca musica nel web è oramai un nuotare liberamente in oceani vastissimi di suoni, generi, musica composta, suonata e registrata da chiunque, punto. Con il promettente mondo delle netlabels che sembra oramai respirare in modo asmatico, un Bandcamp che non ha ancora trovato una giusta strada per farmi ascoltare ciò che voglio (e a cui devono pensarci altri siti (che anche loro non hanno trovato una giusta strada per farmi ascoltare ciò che voglio)), un Soundcloud, un Mixcloud che caricano gigabyte di musica ogni ora e major che cercano di raschiare il fondo su ciò che hanno in magazzino o cercano di corrompere maree di giovani con prodotti che non avranno storia...mi domando...quanto tempo devo impegnare per trovare musica di cui innamorarmi, possibilmente free? Forse è questa la democrazia della rete? Democrazia è anche il tempo che si spende per cercare ciò che è libero nel quasi infinito mondo del web. The Hand in the Ocean è probabilmente una band che non esisterà più (visto l'ultimo annuncio postato su Facebook) e probabilmente non molte persone ne sentiranno la mancanza. Una band che magari in altri decenni avrebbe potuto vivere della propria musica. Sincera, pura, magari non innovativa, ma con due album che meritano un ascolto (e magari pure una donazione), o come nel mio caso decine e decine di piacevoli ascolti. we fished all night and caught the day  (free) e Tree​/​Forts (5€). Tutto qui. Nell'attesa che qualcosa si muova seriamente nella libera creatività della musica odierna.

Artist: The Hand in the Ocean (FB)
Title: Road to I Am​/​/​6 Minute
Label: self released
Style: acoustic, folk
Date: October 09, 2014