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Tuesday, 13 September 2016

Damn Robot! - "Derp" (Hawk Moon Records 020)

"Damn Robot!’s “Derp” is a bright, bold and beautiful work. With post-rock leanings, it has a flexibility that feels reminiscent of Mogwai’s early work. A sense of optimism permeates the collection. Fully realized the song’s drift by in an iridescent display of colors. Over the course of “Derp” Damn Robot! creates a wordless narrative of sorts. By navigating vast seas of sound Damn Robot! presents a kaleidoscopic array of sounds. Effortlessly bringing samples into a mix of classical, rock, with shades of ambient the collection comes straight from the heart." (Text by Beach Slot)

Perché non ti fermi? Così, improvvisamente, un piccolo scherzo, senza avvertire? Non sarebbe nè triste nè divertente. Sarebbe e basta. Guardo alle lotte impossibili con freddo distacco. Tutto c'è e non c'è, sorprendentemente insignificante. Tutta questa ossessionante smania a dover lasciare su questo inquinato terreno un'impronta, un assurdo segno del nostro passaggio. Lottare, sopravvivere, vivere, illudendosi con amarezza della nostra inutile presenza. Damn Robot 2016. Un po' di spazio, inteso come quella sostanza buia e misteriosa oltre la nostra atmosfera. Ma anche un po' di affascinante intimità da cameretta che si lascia sedurre facilmente da echeggianti ritmicità elettrificate. Centinaia di immagini che scorrono rapide di fronte ad un buio tenebroso. Tutto può essere dimenticato in un istante. Tutto può essere, in alternativa ad un galleggiamento imposto. Quello sporco rifugio del fare, quella logorante malattia del dover assolutamente terminare qualcosa, ingannandosi consapevolmente sulla reale importanza di quel qualcosa o, in alternativa, alla reale importanza della reale importanza.


Damn Robot!




Artist: Damn Robot! (SC)
Title: Derp
Label: Hawk Moon Records
Style: post-rock, electronic, ambient
Date: August 22, 2016




Saturday, 21 February 2015

Pharaoh Colour - "Synesthesia EP" (self released)

"Pharaoh Colour is James Humphrys
 All songs written and engineered by James Humphrys in his cellar except track 3 written by Bombay Bicycle Club. Co-produced and co-mixed by James Humphrys and Ed Guillaume-Smith. Mastered by Ed Guillaume-Smith. All instruments by James Humphrys.  Keys/synth tracks 2, 3 and 4 by Ed Guillaume Smith. Artwork, photography and graphic design by Maddalena Zadra." (Words from release page)

Il bel ragazzo inglese James Humphrys, già membro dei qui recensiti Wolf Choir, mi contatta su FB per farmi conoscere questo nuovo progetto solista uscito pochi mesi fa. Ispirato dalla lontananza che lo lega alla sua ragazza italiana, Synesthesia EP mi colpisce subito (e anche successivamente) per la brillantezza pop delle prime due tracce. Need to Know profuma di primavera, sorreggendosi su un mix di chitarre che leggere si scambiano accennati sorrisi tra arpeggi, echi e risposte. Cori adolescenziali, una melodia che si fa canticchiare e un piccolo poster degli Smiths vicino al comodino. Once Again è invece un amore a prima vista per quanto riguarda il discorso ritmico. Uno di quei brani che si possono ascoltare sotto diversi punti di vista, ritmicamente parlando. Anche in questo caso un sound chitarristico domina l'intera traccia con intrecci ritmici veramente gustosi e un ritornello spiazzante che mi ritrovo a cantare ancora dopo qualche ora. A me basterebbero anche solo queste due tracce. Ottimo lavoro. Non per originalità ma per un eccellente buon gusto pop.

Artist: Pharaoh Colour (SC)
Title: Synesthesia EP
Label: self released
Style: indie, pop
Date: November 29, 2014


Sunday, 18 January 2015

Cock & Swan - "What Was Life?" (TAR021)

"Seattle based duo Cock & Swan have been crafting avant-garde analogue electronic compositions for about a decade from the confines of a secluded bunker turned make-shift studio. These highly detailed and emotionally moving pieces have gotten the attention of many respected publications, who have all exalted the group as one of the best experimental acts to come onto the indie scene in years." (Earmilk)

Gli elementi non variano ma la musica dei Cock & Swan continua a provocare alla mia psiche reazioni che si possono descrivere in due parole: rapimento e ipnosi. A mio parere una delle band più affascinanti uscite negli ultimi anni ma purtroppo ancora snobbata e sconosciuta da buona parte del mondo. Anche in questo nuovo ""What Was Life?", uscito per la losangelina TAR, il duo di Seattle incanta con sonorità che pescano un po' da certa elettronica eighties e dalle sperimentazioni bristoliane anni 90. Il tutto rielaborato con l'intensa personalità di Johnny Goss e Ola Hungerford. Ipnotici giochi di pan-pot, piccoli segmenti elettronici nascosti, i sussurri di Ola frullati negli effetti più disparati e quel lento e inconfondibile incedere ritmico fanno di questo breve "What Was Life?" un altro piccolo gioiello da aggiungere alla discografia di Cock & Swan.

Artist: Cock & Swan
Title: What Was Life?
Label: TAR
Style: electronic, psychedelic
Date: January 06, 2015


Wednesday, 11 December 2013

Stereoshape - "Sepia" (self released)

"After our last releases we felt the urge to slow down a little and try something different. It turned out to be a true liberation. Being tired of creating another house-tune, we made an album which is way calmer than everything we did before. It might be more experimental and melancholic as you would expect, but for us it is the most truthful piece of music we have created so far." (Words from release page)

Musica sinuosa, che si aggira silenziosamente tra le stanze di un appartamento oscurato dalla notte. Leggeri battiti elettronici che tengono per mano chitarre rilassate, passeggiando su lungomari intorpiditi dagli echi di dub-club. Un basso dal fisico palestrato trasmette una sicurezza che il più delle volte bisogna risvegliare assopita sotto la propria epidermide. Un suono uniforme che avvolge le guance come un morbido cuscino lungamente sospirato durante le ultime ore di un giorno sbagliato. Pulviscolo che si lascia trasportare da leggere oscillazioni dell'aria, luna park gratuito per particelle trascurate. Il risveglio è fiacco e frastornato. L'uomo anziano guarda le gambe sporgere dalla terra ombreggiata dalla carcassa di una carovana e non trova parole per un'umanità che ha sbagliato tutto per l'ennesima volta. Il volume dell'autoradio ad un livello che possa coprire i ritmi del motore ed insinuarsi perfettamente come colonna sonora di un'altra notte fredda ed asciutta. Affiancando le linee bianche sbiadite di una strada incustodita e schivando i rami di alberi ancora irritati dallo spazio a loro rubato con prepotenza. "Sepia" è un piacevole ondeggiare tra filtri e chitarre acustiche, tra beat morbidi e un'elettronica usata con la giusta moderazione. Amichevole e confidenziale produce un effetto coperta in una fredda giornata invernale.

Artist: Stereoshape (FB)
Title: Sepia
Label: self released
Style: indie, electronic, pop
Date: December 01, 2013


Saturday, 2 November 2013

The Sea Life - "Transitions" (self released)

"Transitions is our latest EP.
 
In the last year, we've transitioned through several different band members and experienced a number of life changes. All these experiences have had a huge impact in the development of our sound and the direction we plan to go. Of the songs we've produced with our new four-piece lineup, the four songs on "Transitions" are the only ones that we feel properly represent our current sound. We feel that they best portray the transitions that we’ve undergone—as band members and as individuals." (Words from release page)

Le solite strade che cambiano sfumature in accordo con le stagioni. Il disordine e l'imperfezione naturalmente profumano di genuinità. La terra vibra anche se l'aria è apparentemente calma. Dubbi e perplessità sull'utilità delle parole sfilano come giovani majorettes in un carnevale benefico di provincia. Una sofferenza auto-compiacente si trasforma in un freddo serpente aggrovigliato all'interno di uno stomaco in riposo forzato. Decenni di monitor accesi hanno ammalato l'umanità di assurdo protagonismo. Tutto pare immobile e le foglie sembra che quest'anno abbiano timore di staccarsi dai rami. L'incertezza è dipinta su ogni volto che incrocio. La rassegnazione è invece negli occhi che evitano di incontrare i miei. Una sensazione di imbroglio colossale accompagna le mie monotone giornate che si scaldano tiepidamente con i suoni sinceri di "Transitions".

Artist: The Sea Life (FB)
Title: Transitions
Label: self released
Style: indie, pop, rock
Date: October 31, 2013


Wednesday, 2 October 2013

NetMusic Life - September 2013 Selection

These are some of the best tracks that I have heard in September 2013:

Dr. Almeja - "Ek Chuac"

Wolf Choir - "These Remains"

Young Stadium Club - "Waiting For The Light"

Cock & Swan - "Animal Totem"

bo en - "be okay"

loqto - "107.5"

Claro de Luna - "Refracción"




Artwork by Opalino Mind


Monday, 23 September 2013

Wolf Choir - "Mountains and Other Nice Things" (self released)

"Wolf Choir are a young band from Guildford made up of Aram Bahmaie, James Humphrys and Tom Hill. Walls of Fuzz, swells of reverb and funk inflected grooves are what is to be found on their debut EP 'Mountains and Others Nice Things'. More exciting stuff to come so watch this space." (Words from Bandcamp page)

Inizierei questo album dalla fine, dalla fresca "These Remains", adorabile 7/4 cammuffato da ragazzo pop che cammina svogliato tra le vie di Guildford, con headphones al collo che espandono un sound a metà strada tra Police e Hall & Oates. Un suono in cui il basso di Aram Bahmaie spesso ti parla girovagando incuriosito in una stanza immersa di dettagli. Un suono che ha il profumo di vivace e effervescente gioventù, e che si fa tesoro di preziose valige colme di nastri di indie-rock chitarristico degli ultimi decenni. Cinque tracce di ottimo livello, in cui la precisione non è certamente la priorità, messa gentilmente in penombra preferendo piccoli lumi di emotività e genuinità. "Bichon Frisé" poteva essere una grande traccia, al paragone di hit estive disco-seventies, un bel funk trascinante che una migliore attenzione nell'equalizzazione l'avrebbe certamente valorizzato. Peccato. Magari l'intervento di qualche remixer darebbe risultati inaspettati e interessanti. Per essere un'opera prima non mi resta che gioire aspettando sicuri sviluppi generali.


Artist: Wolf Choir (FB)
Title: Mountains and Other Nice Things
Label: self released
Style: indie, funk, pop
Date: September 19, 2013


Saturday, 21 September 2013

Young Stadium Club - "Waiting for the light EP" (self released)

E dopo poco più di dieci minuti tutto finisce e rimango ancora con l'appetito da saziare. E' come aver gustato uno squisito antipasto ed essere accompagnati educatamente all'uscita dal cameriere. Young Stadium Club hanno conquistato egoisticamente i miei ascolti di questi ultimi giorni. Faccio fatica ad allontanarmi dall'energia e dalla decadenza eighties che fuoriesce dalla poderosa "Waiting for the light". Una struttura inusuale e una sorprendente cura delle dinamiche e dell'intensità. In poche parole una delle cose più belle che ho ascoltato negli ultimi mesi e che mi fa scatenare come un ragazzino all'interno della mia auto percorrendo monotoni tragitti. Non vale sicuramente meno "We all got the word to say", traccia che si appoggia su una solida base funk-pop dominata da chitarre sincopate che procurano sani istinti di movimento. Young Stadium Club sono un giovane duo (Dominic/Maciek) di Lodz (Polonia) e la loro provenienza credo che la si possa cogliere in alcune sonorità e atmosfere della propria musica. Alcune "glacialità" nord-europee si mescolano ad una sicura conoscenza di ciò che ha prodotto la new-wave alcuni decenni fa. Tre prelibate tracce di antipasto. Resto in curiosa attesa del primo.







Artist: Young Stadium Club (FB)
Title: Waiting for the light EP
Label: self released
Style: rock, funk
Date: September 18, 2013

Tuesday, 3 September 2013

AM & Shawn Lee - "Fall Tour Sampler 2013" (self released)

Scopro solo ora questi due formidabili personaggi chiamati AM & Shawn Lee. Non proprio dei ragazzini, ma capaci di produrre una musica fresca e frizzante. Numerosi sono i singoli e gli album disponibili (a pagamento) nella loro pagina Bandcamp. Per celebrare il loro prossimo tour mettono a disposizione gratuitamente questa raccolta di quattro brani (intervallati da un paio di brevi commenti) che danno un'idea delle loro enormi potenzialità. Shawn Lee è un polistrumentista dai lunghi capelli che passa disinvoltamente da una batteria ad un pianoforte fino a basso, chitarra e oggetti vari. Nel loro canale YouTube li si può vedere in una serie di video dimostrativi circondati da innumerevoli strumenti. In questo piccolo omaggio intitolato "Fall Tour Sampler 2013" le influenze sono molte e non si nascondono affatto. Dal funk seventies/eighties di "All the love", fino ai Radiohead "amnesiaci" di "Dark into light". Il sound di questo duo è brioso e vivace e questo EP in free download è una buona occasione per approfondire la loro conoscenza.

Artist: AM & Shawn Lee
Title: Fall Tour Sampler 2013
Label: self released
Style: indie, funk, electro
Date: August 31, 2013

Sunday, 1 September 2013

NetMusic Life - August 2013 Selection

These are some of the best tracks that I have heard in August 2013:

Zipp - "Pour Quoi Royale"
The Pluto Moons - "No Evidence"
ProleteR - "Slits"
Zion Dirty Sound - "Mama Africa"
Med Dred - "Jahnoy"
The Townhouses - "Nag Champa"
L'étage nival - "Circles"
Fucksia - "The Water Song"
Poodleplay Arkestra - "An Array Of Astral Hula-Hoopers"
Miche - "Evening Scene" (totokoko)
Madoka - "Life"
Oathless & Good Weather For An Airstrike - "Omerta"

Artwork by Opalino Mind


Friday, 23 August 2013

L'étage nival - "Demotape 2013" (self released)

"L'étage nival aus Basel spielen seit ihrer Gruendung im Fruehsommer 2013 eine eigenartige und eigenwillige Mischung aus Indiepop, Modern Jazz und Trip Hop. Mit der aussergewoehnlichen Instrumentierung erschaffen sie unkonventionell-elektronisch anmutende Grooves, weltfremd-psychedelische Klangflaechen und himmlisch-ueberbordende Melodien." (Words by L'étage nival)

Non riesco a trovare molte informazioni riguardo a questa straordinaria band di Basilea. Il caro amico Google questa volta non mi aiuta e nemmeno una ricerca nei social network mi porta ad avere qualche notizia in più, quindi mi accontento delle brevi note presenti nella loro pagina Bandcamp e della loro musica contenuta in questa breve (e credo prima) uscita intitolata semplicemente Demotape 2013. E' soprattutto la prima traccia a farmi sobbalzare dalla sedia. Sostenuta da un pattern di batteria accattivante, un profondo contrabbasso e dalla densa e cupa voce della vocalist, "Circles" si apre intorno al terzo minuto ad un emozionante solo di chitarra con sfumature jazz che mi procura piacevoli vibrazioni sotto-pelle ad ogni ascolto. E' come se i Radiohead avessero deciso improvvisamente di andare a fare una breve jam in un jazz-club. L'étage nival sanno mescolare egregiamente influenze jazz e rock, abilmente condite con una leggera spruzzata di elettronica che dona il giusto sapore moderno. Se questo è solo un demo non posso che nutrire grandi speranze per l'album ufficiale.

Artist: L'étage nival
Title: Demotape 2013
Label: self released
Style: indie, jazz, alternative
Date: August 17, 2013


Tuesday, 9 July 2013

Ancient Mariner - "In Solitude" (self released)

"Gabriel Jorgensen isn’t the first musician to have scrapped a project previous to start something more ambitious from scratch. But at the same time, Ancient Mariner isn’t your average turning of a page. Last year something clicked, and out came the songs that make up 2013’s debut EP ‘In Solitude’. Sonically, it’s linked to the pagan-like wistfulness of mid-2000s Midlake, the seemingly effortless beauty of Radiohead’s ‘Nude’, even. The title suggests as much, but Gabriel’s first work is clearly, through-and-through, about isolation. Rather than it being a cold sense of loneliness, these songs creep up on you, offering quiet calm from any lurking demons." (Words from DIY)

A volte ascoltare album come questo si ha la sensazione di avvicinarsi alla semi-perfezione della natura. Ogni suono o effetto sembra esser posizionato o livellato nel giusto posto in cui madre natura avrebbe prestabilito. Se successivamente si vuole poi atterrare in un qualsiasi aeroporto internazionale allora possiamo ascoltare dalla filodiffusione quella piacevole via di mezzo che si trova tra i suoni di Radiohead e Coldplay nelle loro espressioni più acustico-malinconiche. Non c'è presenza di tracce abbandonate a se stesse o di schizzi che non hanno subito la trasformazione in opera completa. Qui tutto suona perfetto. Da non confondersi con la perfezione regalata da software e computer. Qui la perfezione viene dall'anima di Gabriel Jorgensen e Matt Wilcox.

Artist: Ancient Mariner (FB)
Title: In Solitude
Label: self released
Style: indie, dreamy, folk
Date: July 02, 2013


Thursday, 20 June 2013

I'lls - "A Warm Reception" (Yes Please)

D'accordo, molte delle sonorità presenti in "A Warm Reception" degli australiani I'lls riconducono ai Radiohead del meraviglioso bis "KidA"/Amnesiac", ma non lo considero un problema. "A Warm Reception" è un buon album, alimentato da momenti intensi determinati da un delicato equilibrio tra elementi elettronici ed acustici. Voci filtrate, cupi arpeggi di chitarra che penetrano silenziosamente notti estive insonni. Ritmiche elettroniche che percorrono strade regolate da semafori malfunzionanti. Piccola perla dell'album è a mio parere l'ultima traccia, "Mine's Here or My End's Here or Nineteen", un denso crescendo lungo oltre sei minuti in cui le numerose voci si perdono in ipnotici vortici sonori. Un altro eccellente album rilasciato dalla label australiana Yes Please.



I'lls



Artist: I'lls (FB)
Title: A Warm Reception
Label: Yes Please
Style: electronic, indie, pop
Date: June 17, 2013






Friday, 7 June 2013

Sins of the Loose Buttons - "AM Arcade" (self released)

"Sins of the Loose Buttons is an alternative rock band that hails from the streets of the great New York City. Sins covers a unique array of genres, but the dance rock, hard funk influenced New York rock band’s style has been created by the members through years of immense practice to prefect their respective instruments. Sins of the Loose Buttons consists of Eric Nizgretsky [Lead Vocals/Rhythm Guitar], Zack Kantor [Lead Guitar/Backing Vocals], Manny Silverstein [Bass], and Kai Colucci [Drums]. Their debut EP 'AM Arcade' is sheer proof of the bands musical potential. In the words of the great Billy Joel, "I'd rather laugh with the sinners than cry with the saints, the sinners are much more fun." Indeed this is true, so look out for the roaring sounds of Sins of the Loose Buttons, a well oiled, hard rock machine, coming to a NYC venue near you!" (Words by Sins of the Loose Buttons from Facebook page)

Un energico e pulsante album proveniente da New York. Loro si chiamano Sins of the Loose Buttons e producono un power-pop-rock suonato molto bene e con sana grinta giovanile. Ciò che mi colpisce di più è la coppia ritmica formata da Kai Colucci (drums) e Manny Silverstain (bass), capace di produrre basi precise e potenti, farcite di stacchi, passaggi e abbellimenti vari dovuti all'ottima tecnica dei musicisti. Nulla da togliere anche al resto della band, i chitarristi e vocalist
Eric Nizgretsky e Zack Kantor, inventori di riff, melodie e cori dall'assimilazione immediata. Le strutture dei brani, pur essendo semplici, si sviluppano su cambi d'intensità e dinamiche che rendono l'ascolto uno spasso. Musica che si presta bene come colonna sonora per lunghi viaggi su autostrade diritte e assolate, con o senza una meta.


Sins of the Loose Buttons




Artist: Sins of the Loose Buttons (FB)
Title: AM Arcade
Label: self released
Style: indie, pop, rock
Date: June 02, 2013









Wednesday, 8 May 2013

TOX and GUEST - "Pixelated EP" (self released)

Quattro tracce di un indie-pop-rock raffinato in cui le voci di Jon Perkins ed Emilie Schattman si armonizzano perfettamente su basi  che scorrono fluide su inoffensivi arpeggi di chitarra e soffici drumming. Caratteristica che dona personalità e originalità a questo EP dei newyorchesi TOX and GUEST è certamente l'inserimento nella line-up della band di una tromba e un sassofono. "Pixelated" è senza dubbio la mia traccia preferita; morbida, con lievi rimandi ad atmosfere shoegaze e con cori che si fanno cantare e memorizzare con facilità senza scendere in pericolose banalizzazioni. Musicalmente potrebbero collocarsi in una zona franca a metà strada tra Kings of Convenience e Cake (e perchè no, anche Prefab Sprout). Un EP che si fa apprezzare senza sforzi eccessivi e che infonde un sottile e piacevole benessere.

Artist: TOX and GUEST (FB)
Title: Pixelated EP
Label: self released
Style: indie, pop, rock
Date: May 03, 2013

Thursday, 2 May 2013

Inkhouse - "Inkhouse" (self released)


"We feel that we must slow down to reach our goals. When all I ever wanted was in front of me"...sagge parole cantate dal giovane trio londinese Inkhouse in "Nephews", prima incantevole traccia di questo EP d'esordio. Un folk elettronico che mantiene elegantemente le distanze dalla classica definizione di folktronika, anche se gli elementi sono quelli. Un semplice arpeggio di chitarra, un'altrettanto semplice ritmica elettronica ed uno stop di largo respiro in cui l'amalgama delle voci avvolgenti di Sabiyha e Andrew trasportano per mano verso ampie distese appena sbrinate da un pallido sole sdraiato all'orizzonte..."Lights shine through, I'll see you". Una melodia fischiettata ed un drumming imprevedibilmente frammentato concludono l'opera. "The Long Way Round" è una folk-ballad che anch'essa gioca sull'intreccio delle voci dei due vocalist. Fragorosi riverberi ricoprono chitarre e batterie che accrescono lentamente lo spessore del brano, accompagnandolo verso un finale colmo di cori e intensità. Posso cogliere una personalità spiccata nel suono di Inkhouse e sono certo che la sapranno sviluppare ancor meglio nei futuri lavori. Disillusi, malinconici e ancora dibattuti tra questioni post-adolescenziali e un manifesto no-future che si esibisce gigantesco all'entrata di ogni grande città.

Artist: Inkhouse
Title: Inkhouse
Label: self released
Style: indie, rock, folk
Date: April 28, 2013

Wednesday, 1 May 2013

NetMusic Life - April 2013 Selection

These are some of the best tracks that I have heard in April 2013:

♫ Candlegravity - "Wanting Someone" (from "Junpei") ♫ You Are Not Real - "I Remember Experiencing Life on a Journey Home and Forgetting How it Felt" (from "You Are Not Real") ♫ Umin - "Voulo" (from "Voulo EP") ♫
Quiet Sun - "Conflate" (from "Flicker and Fade EP") ♫ Motherhood - "Blood Blush" (from "Murdering") ♫ Technocrat - "Starve" (from "So Far EP") ♫ Doprah - "Stranger People" ♫ Widiwava - "Pay for Summer" (from "How I Learned to Stop Worrying and Love 5/4") ♫
- - "elctr+test tone" (from "Fuga")


Saturday, 13 April 2013

Technocrat - "So Far EP" (self released)

La musica di Technocrat accarezza il mio spirito, pur non aggiungendo nulla di nuovo all'infinita enciclopedia della musica. Semplice indie-pop-rock con la giusta gradazione malinconica. La band di Orange County (Los Angeles) torna con un nuovo EP ad solo un mese di distanza dall'ultimo "We are a flood" e le tracce qui presenti ne sono la perfetta prosecuzione. Brilla per intensità "Starve", in cui la voce densa di Chris McGuire si scioglie su arpeggi di piano circondati da bassi oscuri,  galleggianti su mari in riposo. Mentre ritmiche combattenti, in un assetata marcia verso il deserto, donano continui crescendo emozionali. Con le pelli del rullante tirate al minimo ed una semplicità rara ed efficace, Technocrat soffiano sulle nubi che frequentemente ricoprono questo cielo, regalandomi brevi e piacevoli sprazzi di luce solare.


Artist: Technocrat
Title: So Far EP
Label: self released
Style: indie, rock, pop
Date: April 09, 2013


Tuesday, 26 March 2013

Lovelace - "Yet This Time" (self released)

"Created between San Francisco and London, this EP was the outcome of an American Odyssey, which started in the desert and ended up in California..." (Lovelace)

Le ispirazioni musicali elencate da Rebecca Whitbread (Lovelace) nella presentazione di questo album si colgono tutte, da Kate Bush a Bjork e Patty Smith. Comprensibile normalità. Chi non ha influenze? Le cinque tracce contenute in "Yet This Time" sono sincere, esprimono deboli insicurezze interiori nelle liriche ma idee molto chiare per quanto riguarda i contenuti musicali. Basta ascoltare "Question", minuscolo gioiello basato su cori ovattati che costruiscono le fondamenta dell'intero brano, dando un appoggio sicuro ai delicati interventi di contrabbasso e clarinetti. Lovelace ama giocare con la sua voce che più di una volta nell'impostazione dei cori ricorda i canti dei pigmei. Sovrappone strati e strati creando una deliziosa torta dagli innumerevoli sapori. Nei video presenti nel suo sito è un piacere constatare le sue doti da one-woman-band, sola con la sua chitarra in una stanza a creare basi ritmiche con un microfono e spalmarci successivamente sfoglie di loop vocali. Giovane talento che sicuramente saprà conquistare numerosi ascoltatori.



Lovelace



Artist: Lovelace
Title: Yet This Time
Label: self released
Style: indie, pop
Date: March 22, 2013









Thursday, 21 February 2013

Carroll - "Needs" (self released)

Carroll was a twinkle in your father’s eye. Carroll was your grandmother’s name and the street you grew up on. Carroll is the combined effort of people who eat, sleep, and dream in close proximity to one another. Brian Hurlow, Charlie Rudoy, and Max Kulicke gathered together their guitars and synths, their basses and percussion and did what felt right. They stopped running away from Pop and instead invited it in for a snack in a house made of candy, only to lock it in a cage and fatten it up for their own devices. Carroll has been found on quite a few stages and radio dials around the Twin Cities. If their sound is anything, it’s eerie warmth- a Minnesota winter that barely goes below zero.
- Anonymous

E' da molti giorni che i miei ascolti si sono stabilizzati su questo "Needs" dei Carrol, band di Minneapolis che ha rilasciato questo album su Bandcamp con l'opzione "name your price". Un sound soffice e arioso ma con una costante tensione nascosta tra malinconie esistenziali. Stupendo il gioco di tastiere al minuto 2:30 di "Sticks", traccia che si appoggia su una melodia desolata che difficilmente si dimenticata. "Billinarie" è un altro esempio di come questi quattro ragazzi di Minneapolis hanno nel proprio istinto un savoir-faire pop-rock invidiabile. Tutto suona alla perfezione, ogni suono fluisce nella sua sede con il pregevole lavoro di effettistica creato in studio. Sono sicuro che ognuno troverà i propri paragoni con band più note (a me vengono i nomi di Radiohead e Death Cab for Cutie) ma i Carrol sono così determinati e convinti nel loro modo di proporsi che glielo perdono senza esitazioni. E per essere il loro primo album mi preoccupo io di fare l'inchino e le presentazioni ad una grande indie-pop band.


Artist: Carroll (FB)
Title: Needs
Label: self released
Style: indie, pop, rock
Date: February 12, 2013