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Friday, 16 September 2016

Safir Nòu - "Groundless" (La bèl 036)

"Safir Nòu (Antonio Firinu) is a composer, guitarist and accordionist. The music collected in the album Groundless could be identified as “total music”, influenced by different styles and genres, from world music to post-rock to jazz. The sounds and the melodies bring the listener to an ethereal and hypnotic dimension, which is the “groundless” dimension indeed. The Album has been produced between Italy (Cagliari), Spain (Leon) and the Netherlands (Amsterdam)." (Text from release page)

Un graduale risveglio, i sensi che ad uno ad uno, tenendosi per mano, si riappropriano del mondo circostante. Ed è la chitarra di Antonio Firinu ad accompagnarmi in questa delicata estasi sonora. Musica che respira, che si prende le giuste pause, con gli strumenti che si scambiano carezze aggraziate, si guardano negli occhi e beneficiano dei silenzi per riprendere il loro intimo rapporto con maggior intensità. C'è sentimento, c'è grazia, c'è un segreto desiderio di riappacificarsi con un mondo che sta premendo sull'acceleratore con gli occhi chiusi. Ci sono esperienza e capacità di ascolto, la rara abilità di utilizzare ritmiche inusuali (5/8, 7/8) con semplicità ed eleganza. La musica di Safir Nòu cavalca l'aria, adagiandosi su brezze primaverili, sorridendo alla bellezza che la natura ogni giorno ci regala senza avere nulla in cambio. Ma c'è anche tensione, sottile, quasi impercettibile, come quella delle corde degli strumenti suonati. Ci sono i colori di un mare invernale, ponte immateriale di congiunzione tra terra e cielo, finalmente adagiato in quella silenziosità che gli appartiene. E in questo mare, su di una piccola isola, uno strumento prega l'universo, prega per la bellezza che l'uomo, figlio corrotto della natura, volendo sa creare. Bellezza universale, come quello che "Groundless" rappresenta. Musica che non ha una connotazione geografica, ma che si armonizza con il respiro della terra e dell'universo, scansando le abusate malignità che ogni giorno vengono esposte gratuitamente dai media. La filosofia del donare bellezza per ricevere bellezza, per migliorare un'umanità viziata e soggiogata da un sistema economico invadente. La musica di Safir Nòu è un morbido volare, un abbandono ai sensi, un amorevole lasciarsi cullare spogliandosi delle brutture e le cattiverie che ogni giorno incrociamo, volontariamente o involontariamente. Senza tempo.


Antonio Firinu (Safir Nòu)



Artist: Safir Nòu (SC)
Title: Groundless
Label: La bèl
Style: acoustic, guitar, neo-classical
Date: September 09, 2016







Saturday, 3 September 2016

ELYA – “Glaciers” (La bèl 035)

"This work is a consequence of one year of traveling across continents. Glaciers was recorded and conceived between Peru, Sardinia and Istanbul. Elia Casu has a degree in Jazz Guitar from the Conservatorio di Cagliari in Sardinia, and a Masters in New Musical Languages in Siena, Tuscany. He founded a modern music academy in Sardinia (IT) and has been an improviser and teacher from the age of 18. In 2015 he moved to Peru and began working as sound designer and composer for a media production company. Now he’s living in Istanbul. He has played all across Italy and Europe as a member of the bands OnGaku2, PER, Takoma, Nick Rivera and Rural Electrification Orchestra. He is prolific writer with over 20 albums under his belt." (text from release page)

Cicale elettroniche cantano ritmicamente e allegramente in distese indisturbate mentre chitarre irriconoscibili tracciano melodie vagamente profumate di spezie mediterranee. Sonorità ritmiche completamente reinventate si intrecciano con brevi break da videogame a due spanne dal game over. Pattern di batteria che vengono piegati e stropicciati su semplici melodie di tastiere che a volte mettono tenerezza, per poi essere aggredite sorprendentemente da chitarre filtrate e quasi irriconoscibili, forse uno dei fiori all'occhiello di "Glaciers". L'uso delle ritmiche rimanda ad un altro degli artisti di punta di casa La bèl, tal Menion Stefano Ferrari, da poco uscito anche lui con un progetto lontano dai suoi lavori precedenti intitolato "Behind a Shadow". Attraverso i suoi viaggi Elia Casu si reinventa come compositore ambient-elettronico dai risultati brillanti. L'album,  che inizialmente avrebbe dovuto essere pubblicato in due parti, si divide nettamente a metà. La prima con tre tracce dall'andamento frizzante e quasi giocoso e la seconda in cui le tre tracce rimanenti sprofondano in zone ambientali più riflessive e toccanti dove probabilmente escono maggiormente le sensazioni avute visitando luoghi desertici e senza dubbio più vicini ad un sentimento mistico. Con Pastoruri si ha la sensazione di volare al rallenty ad un metro dal terreno, facendosi regalo di ogni sfumatura che il mondo ci dona in ogni attimo. Glaciers è natura, senza dubbio a modo suo, ma in ogni traccia sento il profumo di terra dimenticata, di liquidi ribelli e vegetazione nascosta dietro ad un impercettibile movimento.



ELYA (Elia Casu)



Artist: ELYA (SC)
Title: Glaciers
Label: La bèl
Style: electronic, ambient, experimental
Date: July 14, 2016







Thursday, 9 June 2016

ykymr – "Spring Fields Become a Hummingbird” (La bèl 034)

"Summer makes you lovely, I realized fall.
You have tears from the north.
And, Spring Fields become a hummingbird." (Text from release page)

Ciuffi d'erba che si muovono. Una lucertola che cerca il calore del sole. Un ultra-quarantenne in cerca di affermazione, con se stesso, sotto il sole, spostando terra, spiando i vermi involontariamente disturbati. Un arpeggio che culla il trascorrere delle ore, che finge di non sentire i rintocchi del vicino campanile e accoglie l'ennesima pioggia con serenità. Potresti sdraiarti, svestirti, accusando l'estate, e chiedermi disperatamente un aiuto che il mio insignificante potere potrebbe donarti. Solletichi le mie braccia spiando furtivamente l'erezione dei miei peli. Una voce mi ricorda la bellezza del desiderio, l'energia sprigionata da una positiva insoddisfazione, lasciata vibrare per dare un suono alla ricerca, al rinnovamento, come la primavera raccontata da ykymr in "Spring Fields Become a Hummingbird”. Fermarsi e sorprendersi davanti alla perfezione della natura, accontentandosi per una volta di un semplice sguardo, di una risata improvvisa o della voce spezzata e commossa di una moglie che ha da poco detto addio per sempre a sua madre. Tutto svanisce sotto la nostra disturbata e flebile attenzione, come il piano distorto di "Spring Birds", che timidamente lascia il posto al canto vero dei passeri che allegramente cinguettano su questo prato.


ykymr




Artist: ykymr (SC)
Title: Spring Fields Become a Hummingbird
Label: La bèl
Style: ambient, electro-acoustic
Date: May 07, 2016







Friday, 29 January 2016

Cuarto / Indiosingracia – “Krilin Split” (La bèl 033 / Bestiar 140)

“Krillin Split” is a valuable collaboration between two promising young Spanish musicians: Cuarto and Indiosingracia. Tradition, modernity and ingenious experiments gather in ten tracks melting folk, electronic, ambient and pleasant oddness. “Krilin Split” is cozy, warm, friendly and candidly melancholy. The first step towards something new. (Text from La bèl page)

sensualità. corpi che si cercano e non si trovano. movimenti ripresi dagli occhi come videocamere digitali. rallentando, quasi fermandosi, per ricordare meglio, per riempire le giornate di una gioia sempre più difficile da ritrovare. immaginare. sorvolare su quella disturbante parola chiamata realtà. carezze e abbracci che vorresti regalare ma soffocati dalla paura di essere frainteso. eppure è tutto così semplice. una voce irrompe e urla: "bambini alzatevi e gestite questo mondo!" non è facile, ma forse sapreste fare di meglio. improvvisare e giocare con l'istinto e scoprire per l'ennesima volta che la vita è così piccola. e sentirsi stupidi, imprigionati in una fragile bava di ragno che avvicina astutamente regole, comportamenti di dovere, maschere. una stanza colma di maschere! una mano che si accarezza lentamente il torace,  che forse cerca il battito di un cuore impaurito e anestetizzato. passeggiate solitarie lungo rettilinei verticali ed orizzontali e quella minima sensibilità che basta per accorgersi che il sole non è mai lo stesso. parlare con l'aria, in un'inconsapevole speranza che i miei dialoghi arrivino a destinazione. una musica pura. che chiede solo di essere ascoltata, vissuta, ma sottovoce. senza disturbare il frequente faticoso vivere di ognuno di noi. “Krilin Split” è il dialogo immaginario che ognuno può trovare con chi meglio crede. Con il figlio che cresce, con l'albero che sta aspettando la primavera, con la moglie in trasparenza, con un luogo ritrovato dopo anni o con un anima generosa che si incrocia casualmente con la tua.



Cuarto/Indiosingracia



Artist: Cuarto (FB) / Indiosingracia (BC)
Title: Krilin Split
Label: La bèl / Bestiar
Style: acoustic, guitar, electronic, folk
Date: January 06, 2016






Friday, 4 December 2015

Jan Grünfeld – “Music for plants” (La bèl 031 / Headphonica 109)

"The tracks of “Music for plants”are based on a live improvisation with electric guitar and a looping machine. Jan Grünfeld has recorded the music in the summer of 2014 on a huge balcony of an old villa in Bad Muskau, right at the German-Polish border – a very arcadian place! The music is free, like a suntrap. The plants grow better with Jan Grünfeld’s music! But not turn up too loud! And do not forget to water!" (Text from release page)

Movimenti delle palpebre al rallenty. L'odore della notte spalmato su abiti disordinati. Instancabili cicale giocano a nascondino tra le pieghe di campi incolti. Una spirale sonora che attira e respinge flussi di note che si confidano segretamente tra di loro. La natura dipinge con colori tenui le pareti fluide di questo carezzevole quadro sonoro. Si sorvolano cime di elevata bellezza nell'ipnotica "full bloom". Scaricare i pesi superflui per ottenere una migliore lievitazione e risvegliarsi di soprassalto tra le strade notturne infrasettimanali di un'assonnata città mitteleuropea. C'è questa intimità che mi abbraccia e a momenti mi sembra di essere seduto accanto a Jan, nel balcone di questa vecchia villa dove sono nate queste tenui entità sonore vestite di ambient, ma con una profondità che penetra nel sottosuolo, sia terrestre che umano. (feel alife)


Jan Grünfeld

Artist: Jan Grünfeld (official site)
Title: Music for plants
Label: La bèlHeadphonica
Style: acoustic, guitar, ambient
Date: October 07, 2015






Sunday, 19 July 2015

Various Artists - "La bèl pop" (La bèl 030)

"This year La bèl will turn 5 years old and we wanted to celebrate its birthday by publishing a La bèl compilation with all the artists that collaborated with us during these years. The idea is to ask each one of their for a "pop" track, leaving complete freedom to their personal interpretation of this word. We think this would be a nice idea, since hardly any of their works within the 'pop' scene. "La bèl pop" (fifth anniversary compilation) is the final outcome of this experiment. This compilation is published to coincide with the first Netlabel Day." (text from release page)

La bèl pop inganna. Inizia con (forse) il brano più pop di questa compilation celebrativa per i  5 anni della label italiana, un mix 8 bit-pop firmato Mura/Coronas che potrebbe echeggiare tra le spiagge affollate di una massa finalmente liberata da standard musicali impressi da una tenera età. Ma non è così. E continua, coi finestrini aperti di un'auto che sfreccia sui soliti percorsi e che se ne frega di ciò che è stato e di ciò che sarà. Plusplus, una delle rappresentazioni del La bèl sound. Summerflug incantano nella loro morbida - freddezza germanica. Folktonica 2015. Madoka è un marchio. Potrei distinguerla tra centinaia di altri artisti. Una personalità fuori dal comune. N-qia spiazzano con un brano che profuma di jazz e che poi si accascia su un tappeto elettro-acustico su cui mi stenderei volentieri. Il Giappone è una fonte di artisti meravigliosi. Elisa Luu mi stravolge in questa successione di finte-vere chitarre che seguono un percorso emozionale a cui si aggiungono beat e dissonanze che colpiscono con leggere ed intime seduzioni. Blumm & Gille reinterpretano Baker con sensibile eleganza elettro-acustica. Seguono gli inglesi Red Trees che portano la compilation verso un punto più introspettivo a cui segue Neeva che con il suo breve brano tropical-acoustic-pop fa da spartiacque verso la zona meno pop di La bèl pop, ma non per questo meno interessante. Da questo punto arrivano i brani più sperimentali,  che forse con il pop hanno una parentela molto più lontana. André D. & Frank Wilke regalano 3 minuti di beat stropicciato in cui la tromba di Wilke si diverte sulle note del basso giocosamente ostinato di André D. Di Bos ripropone uno dei suoi sound collage più vicini alla parola pop. Adriano Orrù incanta con due bassi e basta. Poesia. E più si procede e più si perde il concetto della compilation...ma non è un dispiacere.  Perché ciò che arriva da Pasini e Pillia è gioia per l'ascolto. Sensibilità e condivisione di sentimenti musicali. Lo stesso vale per Soni Sfardati, anche se distribuito su una dimensione più prog-rock-jazz. 8 minuti possono sembrare tanti ma in questo caso è orgasmo controllato (musicalmente). Il feeling che anima la coppia Cassia- Quinci traspira ovunque. Anche Medo's Little Trap non scherza con 7 minuti che toccano ambienti classici - world - prog- elettronici con sensibilità ed eleganza. Menion conclude questo piacere uditivo con probabilmente il brano più toccante e profondo della compilation dove oramai la parola pop è un ricordo lontano. Ma ciò che rimane, dopo un'ora abbondante di musica, è un buon sapore...un bèl sapore.

Artist: Various
Title: La bèl pop
Label: La bèl
Style: electro-acoustic, pop, various
Date: July 14, 2015


Saturday, 9 May 2015

Red Trees - "Give Love" (La bèl 029)

“For the first time I let that love fully fill my heart. It felt pure and innocent. When I returned home I knew that everything had to change, and it did. ‘Give Love’ is not just a bunch of songs, it is some kind of alchemy. It is the best moments of my life and the reason that I can breathe again.” (Words from release page)

D'accordo. Niente di nuovo all'orizzonte. Aggeggi elettronici vietati all'ingresso. Cinque passi appoggiando la schiena lungo la parete del corridoio ed ecco...Red Trees. Due chitarre,  due voci e una batteria lo-fi che ha l'unico scopo di abbracciare questo suono intimo e sincero. Sottili emozioni da cameretta. Timidi sguardi che si incontrano e si sfuggono, consapevoli di dover mantenere un segreto che non c'è. Quella calma che nasconde la certezza che un giorno tutto sarà colorato coi pastelli dei nostri piccoli desideri. Non c'è nulla di cui preoccuparsi. Tutto scorre infischiandosene delle nostre maledizioni, se ce ne sono. Tutto si modella secondo la nostra volontà. E' la scultura della vita. La leggerezza di una farfalla, l'amore che si percepisce in uno sguardo, il desiderio tenuto chiuso in una bottiglia che nel giorno perfetto si stapperà. E sarà gioia. La stessa gioia che regalano l'incertezza e l'attesa. Una breve intimità che rigenera sentimenti impigriti dall'incapacità di apprezzare ogni giorno tutta la bellezza che ci ruota intorno e dentro di noi.


Red Trees



Artist: Red Trees (FB)
Title: Give Love
Label: La bèl
Style: acoustic, folk, guitar
Date: May 02, 2015







Saturday, 7 February 2015

Madoka Ogitani – “Take a Walk” (La bèl 028)

The colors of spring. A piano, a delicate guitar arpeggio, a flute and tiny sounds. The beauty of simplicity. This is Madoka Ogitani. Five tracks to listen to while you’re taking a walk… (Words from release page)

La rinnovata luce della primavera che ad ogni suo tornare riaccende vibranti sentimenti oscurati dal letargo invernale. Rettilinei fasci di luce arredano una stanza di una scuola per l'infanzia con geometrie astratte.  Strumenti musicali lasciati incustoditi per l'intimo piacere di un momento qualsiasi. Melodie elementari che rinfrescano lo spirito... ed è poco più di un attimo... un cauto risveglio...il sole che sorge... un rituale esaltante...uno sbatter d'ali che è uno schiaffo per l'aria sonnecchiosa della notte. Nuovi modelli di carillon adattati per il mattino sorridono sulle bancarelle di un mercatino di Tokyo. Tutto è respiro, tutto è luce in quella semplicità che è davanti a noi quotidianamente e che difficilmente  percepiamo. Quel lieve desiderio di annusare il profumo di un alba giapponese. Ma tutto finisce con lo stesso delicato amore con cui questo piccolo album è iniziato.
Madoka ha realizzato un piccolo capolavoro di semplicità e naturalezza. Una musicalità fanciullesca. Bambini che saltellano gioiosi su prati da poco fioriti. Yes! Why don't we take a walk?

Artist: Madoka Ogitani
Title: Take a Walk
Label: La bèl
Style: piano, guitar, acoustic, soundtrack
Date: February 05, 2015

Wednesday, 10 September 2014

Plusplus - "Psycho" (La bèl 026)

"Psycho is the third and final installment in the ‘Evils trilogy’ from Adam Radmall aka Plusplus
consisting of eight new tracks that continue on a similar theme to the two previously acclaimed albums‘Evils’ (2010) and ‘Game Over’ (2012).
Compared with the first two Plusplus albums, Psycho is more a collaboration with Bryan Styles (Plantman) and Rob Scillitoe contributing on drums and double bass respectively. Producer John Hannon also contributed significantly. The result is much more of an organic sound that reveals another side of the plusplus yet retains a similar mix of brooding atmospheres and circadian rhythms punctuated by playful folk melodies evident on previous work." (Words from release page)

Una malinconia che scorre positiva su chiazze bluastre disseminate su una distesa di pelle vissuta, fin troppo. Scorre, all'unisono di un piano e una chitarra gentilmente accarezzati, le certezza che la leggerezza faticosamente riconquistata donerà all'animo una benefica sazietà. Ad Adam Radmall credo che non importi dove andrà la musica, visto la (credo inconsapevole) capacità di coglierne la bellezza e il sentimento. Senza tempo, senza gadget elettronici, senza l'esigenza di apparire. Semplicemente essere, in un mondo falsificato in cui l'inganno globale scorre oramai libero nell'acqua di ogni fiume. La musica di "Psycho" è un soffio d'aria che mette sull'attenti peli da lungo tempo addormentati. Una prodigiosa essenza che zittisce con eleganza i battiti degli orologi e richiude con grazia dentro ad uno scatolone, agende, calendari ed episodi ormai passati che egoisticamente tentano di dominare il presente.

Artist: Plusplus
Title: Psycho
Label: La bèl
Style: acoustic, instrumental
Date: September 08, 2014

Sunday, 23 March 2014

Soni Sfardati - "Sāqiya" (La bèl)

"Sāqiya gazes at history. Beautiful sounds, coming from the sea. Music scores written by amanuenses. Tarantellas intertwined in baroque embroideries, in a game of disguise, on allusive grooves. Bright and colorful wonders. Virtuous words drawn from an endless dictionary at the crossroads of cultures: Arab, French, and above all Spanish. Stories of encounters, exchanges, smiles, yet stories of oppression." (Words from release page)

E' una strana sensazione tornare a scrivere di musica dopo alcune settimane di silenzio, che non ha riguardato assolutamente le mie orecchie, che si sono deliziate nel frattempo (e continuano a farlo) con questo meraviglioso album firmato Soni Sfardati, virtuosa band siciliana giunta al secondo album, "etichettato" dalla mia amica La bèl. "Sāqiya" è materia musicale difficile da decifrare. La sintonia fra i tre musicisti profuma ogni secondo di questo album, disegnando percorsi nell'aria, inseguimenti fatti di accelerazioni, decelerazioni, cambi di dinamica, stati confusionali controllati e una consapevole conoscenza delle proprie doti tecniche. La chitarra di Enrico Cassia che parla in equilibrio su disparità ritmiche sorprendenti (La Malinche) ed è capace di sedurmi fino all'innamoramento nell'assolo finale contenuto in una delle perle di questo album, l'incantevole "Mar Adentro", traccia che si sviluppa in sette minuti, in cui la voce di Gaia Mattiuzzi si esprime compiendo imprese mirabolanti, attraversando nazioni e culture. La batteria di Antonio Quinci è anima sensibile a captare tutto ciò che accade, aggiungendo colore e calore, facendo da guida e traino nello svilupparsi delle tracce. Mi esalta la cura delle dinamiche, la capacità di riempire e svuotare i brani, saltellando con disinvoltura su ritmiche tutt'altro che facili. Ma fosse solo un'esibizione tecnica "Sāqiya" non sarebbe quello che è. "Sāqiya" è storia, cultura, è un azzardarsi ad andare oltre prendendosi cura di ciò che è stato. E' musica, innanzitutto. Vissuta, sudata e suonata intelligentemente. Descriverla in un riduttivo prog-rock è come riconoscerne un minuscolo 2%.

Soni Sfardati

Artist: Soni Sfardati
Title: Sāqiya
Label: La bèl
Style: prog, rock, world
Date: March 07, 2014







Thursday, 6 February 2014

Frank Wilke / Andrè D. – “Vertical Theory” (La bèl)

"Vertical Theory is the joint work of two musicians, possessed of free improvised music. The music came over the distance of about 1.26843e-10 ly in their head mostly first at nocturnal walks in such diverse regions of Europe as the French Maritime Alps on the one hand and the West German Ruhr area on the other." (Words from release page)

Quando si parla di improvvisazione non è necessario trovare un senso o un filo conduttore. Libera espressione dell'anima che attinge da un (illimitato?) database interno che mastica, assimila e digerisce musica,  riproponendola sotto forme nuove, elaborate dagli umori e dalla creatività del musicista nel preciso istante in cui viene suonata. “Vertical Theory”, della coppia franco-tedesca Andrè D. (bass, synthesizer) e Frank Wilke (trumpet, trombone, drums programming), non è certamente un album di facile assimilazione, completamente imbevuto in un liquido impro-experimental-jazz. Atmosfere notturne, asfalti bagnati ingannevoli abitati da rarefatte e offuscate luci sdoppiate da una pioggia insistente. Drumming spezzati e nervosi che dialogano (ma a volte parlano anche da soli) con tasti bianchi e neri in cerca di una segnaletica stradale. Solitudine addolcita e resa meno soffocante dalla piacevole compagnia di numerose gocce di una notte piovosa. “Vertical Theory” è musica che parla, che confida interrogativi e insicurezze senza pretendere di avere una risposta. Strumenti che cercano di trovare un accordo, scontrandosi e abbracciandosi, a volte sovrapponendo le proprie voci. I moderatori dell'animata discussione sono naturalmente il basso di Andrè D. e la tromba di Frank Wilke, protagonisti indiscussi di questi venti minuti di onesta e creativa improvvisazione.

Artist: Frank Wilke / Andrè D.
Title: Vertical Theory
Label: La bèl
Style: improvisation, experimental
Date: January 31, 2014



Wednesday, 6 November 2013

Daniele Pasini, Raffaele Pilia - "Northern lights" (La bèl 022)

"Northern Lights" flows from a common passion for Northern Europe landscapes, which freely inspired most of their songs. Recalling the fascinating phenomenon of the aurora borealis, the album offers a collection of eight instant composition pieces for flute and classical guitar. (words from release page)

Bastano due strumenti, flauto e chitarra, ad evocare freddi ed incontaminati paesaggi nordici. Magia della musica. Pur non avendo mai avuto l'occasione di visitare personalmente questi luoghi, Daniele Pasini e Raffaele Pilia, con l'intenso album "Northern lights", hanno il pregio di trascinarmi su vaste e gelide distese perennemente innevate. Sanno creare immagini, disegnare ambienti naturali e colorarli con tinte chiare ed abbaglianti. Si sente la solitudine di località difficilmente raggiungibili, poche impronte abbandonate su una terra dura e ghiacciata. Si vede il sole immobile all’orizzonte, piccoli gruppetti di volatili che si scambiano consigli sulla direzione da prendere. Ci sono animali dalle folte pellicce che si rincorrono, forse per nutrirsi o forse per giocare. C’è il desiderio di uscire dal caos e dall’incertezza quotidiana alla ricerca di una spiritualità che solo il silenzio e la solitudine ci possono dare. È incredibile come due musicisti provenienti dalla Sardegna riescano ad evocare meravigliosamente, e con due soli strumenti, posti distanti migliaia di Km. e climaticamente agli opposti. Potrei citare Morricone e il suo inarrivabile west immaginario. Ma qui siamo al nord del nord e manca ancora una storia da raccontare. La musica è già stata scritta.

Daniele Pasini - Raffaele Pilia



Artist: Daniele Pasini, Raffaele Pilia
Title: Northern lights
Label: La bèl
Style: impro, acoustic
Date: October 31, 2013
 

Saturday, 29 June 2013

Nick Rivera – “The Wasp and the Butcher…and the Bird / Coma” (La bèl 020)

"This is the single from the new Nick Rivera’s album called “Zamalek“. Zamalek is an island in Cairo in the middle of the Nile. But also a neighbourhood, something in between. This album is about the sky you can’t see from this island and the things that swim in it. Zamalek is a warm cuddle from your trusted friend, a fist in the nape from your best enemy." (Words from release page)

Ritorna Nick Rivera, a più di due anni dall’ottimo EP d'esordio «Happy song is a happy song», con questo singolo rilasciato da La bėl, anticipazione dell’album Zamalek. Le sonoritá iniziali di “The Wasp and the Butcher…and the Bird" riconducono da subito al precedente EP, con arpeggi di chitarra carezzevoli accompagnati dalla flebile voce di Nick che intona melodie pop da manuale. Ma ben presto ci si accorge che il musicista sardo ha spostato la direzione verso territori più ruvidi e increspati, in cui piatti infuocati di batterie, chitarre distorte e cori all’unisono incendiano sorprendentemente il finale di questo brano. «Coma» invece si avvicina a sonoritá progressive seventies a me care, con vari cambi di atmosfere e dinamiche, tra organi in primo piano, timide chitarre indiavolate e bacchette che marchiano sporche pelli di tom, concludendo il tutto con un finale giocoso, tra cori  spensierati e i classici arpeggi che caratterizzano la musica di Nick. Come nel precedente EP, Nick Rivera non trascura l'aspetto visivo, promuovendo la propria musica con video spesso accattivanti (e in questo caso anche vietati ai minori).

Nick Rivera (Michele Sarti)




Artist: Nick Rivera
Title: The Wasp and the Butcher…and the Bird / Coma
Label: La bèl
Style: acoustic, pop, rock
Date: June 28, 2013







Friday, 14 June 2013

Menion - "Menion" (La bèl 019)

"This new release collects the material composed between 2012 and 2013. The songs have been strongly influenced by the musical scenario of Berlin,where I have been living in the last two years. Almost without realizing it, I have re-interpreted what I have seen and heard,
while sifting in the fleeting personal feelings. The listeners of this CD will find evident quotations from other musical genres: it’s up to you to find out.But there’s more to it: my pieces of music are tales and records of emotions where reality constantly intertwines with imagination and, hopefully, each of you will see fragments and parts of your own life in them. This release is a landing place but, as such, it is also a new starting point towards something yet mysterious and, at the same time, captivating:something  that is worth discovering."
(Words by release page)

Menion sembra divertirsi assai a giocare con le ritmiche, con decine di particelle elettroniche che saltellano da una parte all'altra delle orecchie con le sembianze di piccole palline dai vivaci colori con occhi e bocca (sorridente) estrapolate da videogame ormai datati. Questo è ciò che emerge dalla prima traccia, "Night in Berlin", brano che cresce lentamente e che esplode dopo alcuni minuti con una chitarra addolorata dal suono lancinante. Ma il bello deve ancora venire, ed arriva con il piccolo capolavoro di questo album: "Stai attento ai segnali". Accompagnato da un video che si appropria senza pudore delle emozioni che sa trasmettere la musica, in particolar modo nell'esplosione sonora che avviene intorno al terzo minuto. Brividi presenti anche dopo ripetuti ascolti e visioni. Menion ha la capacità di comunicare emozioni e sentimenti, che continuano anche con "In fondo a un lago", brano liquido e straniante, che rotola morbido su filtri elettronici di cui Mr. Stefano Ferrari ne possiede la piena consapevolezza. Elettronica usata sentimentalmente ma anche con creatività e divertimento (Lech milk). Un album che ha una qualità sonora eccellente e che si fa gustare con piacere anche a volumi smodati. Sono passati tre anni dal precedente "Out of sound/Out of silence", anni in cui Menion ha affinato notevolmente il proprio stile, acquistando maggior personalità  e determinazione. Di diritto nella lista delle release del 2013 da non dimenticare.

Artist: Menion
Title: Menion
Label: La bèl
Style: electronic, guitar
Date: June 11, 2013





Saturday, 16 March 2013

Ongaku2 – “Short Stories” (La bèl 018)

"30 minutes of music in 12 short tracks. A sounds and vision’s collection and dreamlike prophecies. A constellation of intimate sounds and images. 12 improvisations of 2:30 minutes. One little story."

"Short stories" è un album che si assapora lentamente, a piccoli sorsi, possibilmente ad occhi chiusi, così da non essere disturbati da elementi visivi esterni. Solo così facendo ci si può abbandonare alle immagini che le improvvisazioni di Ongaku2 (Elia Casu, Paolo Sanna) sanno trasmettere. I dialoghi sonori che si stabiliscono tra i due musicisti sardi sono intensi e sanno prendersi cura di pause e silenzi e non trascurano nessun particolare del rapporto che si crea tra uomo e strumento musicale (in questo caso anche oggetti vari e campionamenti). Strumenti spremuti sfruttando le loro innumerevoli possibilità sonore e rumoristiche. Ma non si pensi ad un album di due musicisti egocentrici che si divertono ad improvvisare e a registrare tutto ciò che fanno. Dentro a "Short Stories" c'è uno spessore musicale notevole, c'è sperimentazione non fine a se stessa ma utilizzata per dialogare, evocare, gioire. Si coglie il feeling che i due musicisti sardi mantengono vivo oramai da diversi anni. Un appello ai videomaker: questa musica ha già le immagini nel proprio DNA. Basta sfilare la videocamera dalla custodia ed iniziare a girare abbandonandosi ai suoni che fuoriescono da questo album. Un altro tassello di una scena sarda in continuo fermento creativo, abilmente fotografata da La bèl.

Onkaku2 (Elia Casu, Paolo Sanna)






Artist: Ongaku2 (FB)
Title: Short Stories
Label: La bèl
Style: impro, experimental
Date: March 06, 2013













Monday, 21 January 2013

Old Splendifolia -"Utterly Heartbreaking" (La bèl 017)

During live sessions in the summer house, the woods of Brandenburg and the homes of friendly musicians delicate pieces evolved, capturing random environmental noises and exceptional interaction of the artists. The chamber music-ish pieces flow moment to moment painting scenes with tones. “The Song Poems seek their fortune through poetic views of the world, leap to the Earth’s perishable inhabitants’ defense, for whom the consistent rational explanations for a world so compelling in its richness, in its confusion, in its complexities impregnable from comprehension give little satisfaction. So, let’s cast light on the many small details, sense-nourishing observations, confusion, the fear that tears me, which overwhelmed you as well, and on the comfort that She granted you, so you now could come to my aid. Enter with the ears and not only with the latter, into the micro-extracts from rich litera- and orature, elocuted by the inner desire to keep the amazement and the breath of life, to light the inner warmth, which beards the global one, with filigree vehemence. Yes.” (Old Splendifolia)

Una presenza penetrante, con minuscole particelle di voce vaganti nell’aria, accompagnate per mano dai suoni-rumori provocati dalle dita vibranti del signor Blumm. Onde acustiche impregnate di un calore primordiale. C’è una montagna di sentimento e spiritualitá dentro ad "Utterly Heartbreaking", piccolo capolavoro di inizio anno firmato Jana Plewa e F.S.Blumm. Ad un primo ascolto ci si potrebbe soffermare sulla parola folk, ma dopo altri ispirati repeat ci si rende conto che  "Utterly Heartbreaking" va oltre il folk, possedendo minuscoli particolari e raffinatezze che lo spingono più in alto, in zone incontaminate e incondizionabili. A volte mi verrebbe da appoggiare la testa sulla spalla di Blumm e consolarmi così...Un album che si deve ascoltare in intimitá e in silenzio, immaginando il movimento dei battenti sui vibrafoni o rallentando il movimento della vibrazione delle corde della chitarra in un’immaginaria moviola. La voce di Jana è una presenza avvolgente, un’amica sconosciuta che mi tiene per mano. Un titolo che rappresenta alla perfezione il contenuto. Disponibile in free download nella versione EP e a pagamento nella versione completa nella Bandcamp page di La bèl o in formato handmade limited CD edition.

Old Splendifolia (F.S.Blumm & Jana Plewa)


Artist: Old Splendifolia
Title: Utterly Heartbreaking
Label: La bèl
Style: folk, acoustic
Date: January 19, 2013







Tuesday, 11 September 2012

Plusplus - "Game Over" (La bèl netlabel 016)

"Here is the Return of Adam Radmall (aka PlusPlus), Plantman’s guitarist.
After the extraordinary album “Evils” released in March 2011, here is eight new electro-acoustic tracks with a subtle melancholy that characterizes the PlusPlus’s compositions." 
(La bèl)

Matilde, 9 anni, fischietta la semplice melodia di "Song for Sonny", seduta sul sedile posteriore della macchina e, incuriosendosi,  mi chiede... chi è?...un crescendo lento e articolato e dall'andamento altalenante conduce ad un cambio che è un risveglio della natura, fuochi artificiali di chitarra lanciati nel netto centro del giorno ma con l'effetto-nitidezza di una notte limpida...distese di fiori che sbocciano al rallenty simultaneamente...è uno spettacolo strabiliante bambina...e, senti, c'é pure il carillon della buona notte! Il significato delle cose...A volte non ce l'hanno...Malinconie che riaffiorano accompagnate per mano da insicurezze croniche...ascolto i miei passi solitari nel punto piú stretto della via cercandone il significato. Ma m'imbatto in uno splendido vortice...incantatori di serpenti e incantatori di umani presenti (e non)....una giungla di ferro dipinto di verde..."é cosí bello questo mondo...vivici!" Spirali bianche e nere ruotano in senso inverso disegnando incanti visuali. Il cane di Adam che abbaia a Robert Smith. Vieni Kurt! Ci sono le giostre illuminate del piccolo luna park del paese! Senti com'è bello girare! Senti il controllo che ti vuole abbandonare? Eppure ora siamo qui, occupanti di spazi d'aria...scale che scendono, o salgono, disordinate...richieste di amicizia di angeli muniti di arpa...accetto e mi piace...e ci si lascia così, spostando delicatamente quel piccolo spazio d'aria che occupiamo.


Adam Radmall (Plusplus)


Artist: Plusplus (FB)
Title: Game Over
Style: Acoustic/Folk/Instrumental
Date: September 08, 2012




Saturday, 7 July 2012

Various Artists - "La bèl's friends" (La bèl netlabel 015)

"The first La bèl’s compilation.
12 unreleased tracks.
12 La bèl’s friends."



Mi aggiungo anch'io alla lista di blog e siti che hanno elogiato questa nuova e fresca compilation rilasciata dall'italiana La bèl netlabel. Le lunghe attese da una release all'altra vengono sempre compensate dall'alta qualità della musica proposta. Ed è il caso di "La bèl's friends", prima compilation prodotta da La bèl in due anni abbondanti di attività. Dodici tracce inedite composte dagli artisti presenti nel proprio catalogo. La varietà è ciò che contraddistingue questo album. Si parte dai sapori acustici cari all'etichetta con "Greek Tragedy", superba folk-song scritta dall'inglese Plusplus, fino ai bassi sorvolamenti sulle coste sudamericane con l'impeccabile chitarra di F.S.Blumm o la collaborazione di Di Bos con VivaTosco. Brani elettro-acustici di alto livello con Nick Rivera, Menion ed Elisa Luu. Il pop visto da due punti di vista differenti ma non così lontani: l'italiana Laura Mura (fresca e spumeggiante la sua "Smeraldo clean da house") e il duo giapponese N-qia. Medo's Little Trap incanta con le sue esplorazioni classiche nella stupenda "El arbor de gracia". Le sperimentazioni (acustiche ed elettroniche) le si lasciano verso la coda dell'album con la drammatica "Hopes and fears" dei Difondo, brano ispirato dalla tragedia dello tsunami giapponese del 2011. Neeva gioca intelligentemente con loop, sample e destrutturazioni ritmiche mentre Orrù e il suo inseparabile contrabbasso creano una cupa tensione finale. Accompagnata da un simpatico video che riprende la creazione dell'art-cover, "La bèl's friends" è la compilation da lasciare in repeat nel lettore mp3 durante l'estate 2012.

Artist: Various
Style: Acoustic/Electronic/Indie
Date: June 27, 2012

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Tuesday, 27 March 2012

Medo's Little Trap - "Medicine Sound" - (La bèl netlabel 014)

"A medicine sound against humanity that screams and shouts. A small work which is like a whisper, re-discovering the basic things to say. A delicate work, between electro-pop, acoustic ballads and symphonic bewilderment."

Già uscito come singolo per Bad Panda Records all'inizio del 2011, "Medicine Sound" viene rilasciato sotto la nuova veste di EP per La bèl netlabel. Nell'attesa di pubblicare un album intero, Medo's Little Trap, il collettivo nato nel 2010 nelle vicinanze di Roma con a capo il talentuoso Domenico Mannelli, ha deciso di far uscire in via preliminare questo delizioso EP di 4 brani. Pop raffinato, delicate melodie sussurrate che prendono  gravità nel cervello con lieve inconsapevolezza. Come nella title track, un raro esempio di pop-song di classe, dove sembra che ogni nota di ogni strumento sia stata posata al posto giusto, senza sbavature o eccessi. Fotografia ad alta risoluzione di perfezione pop. Un EP ideale per le mezze stagioni. Possono venire in mente alcuni autori di gemme pop, tra cui Steely Dan, Prefab Sprout e molti altri. Una scrittura originale, come in "Come back home", brano che nell'arco dei suoi 5 minuti scarsi sa assumere diverse forme tra arpeggi di chitarra, spazzole, sane vibrazioni di contrabbasso ed educati cori femminili. Unico accenno al rock, elencato "stranamente" nei tag dell'etichetta, lo si può trovare in "The Mad & the Saint", brano terzinato in cui un solo di chitarra centrale trasporta lentamente verso un finale coinvolgente. Chiude in bellezza "Lake". Sonorità quasi "new age" accompagnate da un prodigioso arrangiamento d'archi. E anche durante l'ascolto di questo EP mi viene da pormi la stessa domanda che mi sono fatto per l'eccellente "England without rain" di Talk Less, Say More. Perchè simili album devono rimanere confinati dentro al circuito netlabels? Queste sono pop-songs che possono e devono girare il mondo ma che purtroppo rimarranno dentro al cerchio in cui sono state lasciate. E' forse ora che le netlabels incomincino a guardare oltre?


Title: Medicine Sound
Style: Minimalist Pop Rock/Acoustic
Date: March 17, 2012

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OTHER REVIEWS:
tonmagnet (DE)





Saturday, 21 January 2012

[LBN013] laura mura & the Seven Dwarves - "My bootleg"

Un album veramente ghiotto questo bootleg di laura mura & the Seven Dwarves rilasciato da La bèl e registrato al teatro Alkestis di Cagliari nel Novembre 2011. Un baule colmo di incanti sonori lontani da ogni luogo e tempo. 20 tracce (quasi interamente composte dall'artista sarda) che spaziano ovunque con estrema disinvoltura, utilizzando accostamenti di strumenti inconsueti (trombe e piani giocattolo, balalaika e glockenspiel) e svariati linguaggi (dall'arabo al giapponese fino al sardo e al portoghese). Minimalismo acustico che si adagia sulle   seducenti melodie e gli incastri armonici vocali creati anche con il prezioso supporto del resto della truppa, cioè the Seven Dwarves (Francesca Corrias, Elia Casu e Fabio Coronas, autore anche della bella cover). My bootleg riprende i brani de "Il mio disco" (con l'aggiunta di qualche inedito), straordinario album che la Mura ha rilasciato nel 2010 con l'aiuto di di 120 produttori che ne hanno sostenuto le spese di lavorazione. L'atmosfera che si assapora durante l'ascolto è confidenziale, da ritrovo tra amici in cui ci si scambiano battute e risate, tè e biscotti. Un'artista che meriterebbe sicuramente di più, uscendo dai confini italiani, vista anche l'universalità delle musiche proposte. E' come se si aprissero le braccia al mondo accogliendone amorevolmente i frutti sonori creati dalla sensibilità umana.

Title: My bootleg
Artist: laura mura & the Seven Dwarves
Label: La bèl netlabel
Style: live, acoustic, lo-fi, indie, pop
Date: January 16th, 2012

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I'll never trap your memory
Ho scritto uno standard
rehearsing_rehla_w_cello (bonus track)