"Cercle" is my most
spiritual project. the most introspective. In this little EP the
music flows, the themes don't have any concrete structure, and maybe
this gives the sensation of a visual dream, the sensation that you
are floating, and you could create images, thoughts, sensations....
Not having a concrete structure, there's no beginning, no end ; it's
like a circle!
Devo ammettere che Sergi Boal è uno dei chitarristi a me più cari. Sento una profonda sensibilità nella sua musica. Una trasposizione dell'anima in onde sonore. Cinque stati d'animo che si lasciano accarezzare, a volte così innocenti da intenerire. Improvvise distorsioni che colgono di sorpresa (Angel Blau) mi ricordano l'enorme quantità di asperità represse che giacciono nei solchi della nostra anima. Gocce disordinate sui parabrezza come lenti d'ingrandimento offuscate. Con meno influenze ispaniche dei precedenti album e verso un urban-instrumental-folk cosmopolita. Teso, espressivo e vero. Sergi Boal mi trasmette sincerità e genuinità, i migliori ingredienti per convincersi che si può credere in un'umanità più onesta con se stessa.
"Sergi Boal (from Barcelona) is an
accomplished classical guitarist. No-Source and Acustronica are
pleased to bring you his debut album, "Nylon & Turtle".
This album contains nine original compositions that solely focus on
Boal's acoustic guitar playing. Plucking and strumming fight for
dominance in each of these dynamic tracks. Boal is quoted as saying
that he is influenced in some way by the music of Baden Powell, Brad
Meldauh, Radiohead, and Jose Gonzalez. Tracks like "Yorke (to
Thom Yorke), directly reference Radiohead, While "Is there
anybody out there?" might be a nod to the Pink Floyd track of
the same name. Cover and design by Josep Maria Poch / Elisa Llorens.
Photo by Isabella Antonelli."
Non c'è molto da aggiungere alle due ampie presentazioni dedicate a questo album dalle due netlabels Acustronica (Italia) e No Source (U.S.A). Nove brani di sola chitarra acustica egregiamente suonati dallo spagnolo Sergi Boal (1977, Barcellona). Malinconica tensione appesa ad una corda talmente in tiro che sembra essere in procinto di spezzarsi. Elaborati disegni musicali a matita mi si visualizzano ascoltando "Yorke", dedicata al cantante dei Radiohead (una delle fonti d'ispirazione di Sergi). Ma io sinceramente annuso profumo di flamenco in ogni bit. Saranno le origini del chitarrista spagnolo, o i tre anni passati a studiare questo particolare stile.
Una preparazione tecnica ed una forza espressiva notevoli vengono ben rappresentate nella splendida "Fukushima", dove si può cogliere quel sottile velo di speranza che nella maggior parte dei casi rimane forte e vivo, anche di fronte ad immense catastrofi naturali. Un album che si fa assaporare ascolto dopo ascolto, possibilmente con gli occhi chiusi e in solitudine. E magari con una finestra semi-aperta, a ricordarmi che un'altra breve estate sta arrivando...