Monday, 27 December 2010

[51bts#030-WM114] Happy Elf - "Beach Street"

Ecco qua l'EP che nel giorno di Santo Stefano è stato il più gettonato nel mio piccolo Juke-Box cerebrale:"Beach Street" di Happy Elf, presentato addirittura da due netlabel in momentaneo gemellaggio, l'italiana e parecchio valida 51beats (da me conosciuta soprattutto per aver rilasciato quel piccolo capolavoro minimal elettro-acustico intitolato "The winter season" di Errnois) e dall'olandese WMrecordings (oramai attiva da più di 6 anni). "Beach Street" sembra essere stato catapultato ai giorni nostri con una rudimentale macchina del tempo costruita negli anni 80. Sonorità synth-pop a me care, drum machine, vocoder e synth analogici, il tutto suonato in modo semplice e quasi innocente da quell'artista stravagante che si fa chiamare Happy Elf (vero nome Jeroen Elfferich, da Delft, Olanda), attivo sin dal 1999 e con alle spalle una decina di album. Si dice che ha iniziato a fare musica una trentina di anni fa, componendo quasi una canzone alla settimana con i suoi amati synth e drumcomputers. "Thinking About You" non mi si stacca dal cervello sin dal primo ascolto, con quella vocina che sembra uscita dal coro di "La Double Vie de Véronique" di Kieslowski. Malinconia grigio-azzurra da primi anni 80. Cassa, rullante e basso in 4 con hi-hat in levare per "Roberto"(con simpatico home-video allegato)...e qui le gambe iniziano a chiedere di essere messe in movimento...quando la discomusic si trasformò in dancemusic. Un po' Royksopp, un po' Italian Dance 80...Happy Elf ha un modo di comporre semplice ma non banale, coinvolgente e malinconico...basta ascoltare la struggente "Juno Six Sex", ombre nere su pallide guance rilasciate da due linee tracciate sotto agli occhi eccessivamente inumiditi. O la malinconica melodia su base elettro-latin di "My face"( con simpatico home-video allegato). Sei brani per circa 25 minuti di musica, dove la semplicità domina sopra ad ogni altra cosa con una  disinvoltura disarmante. Forse il mondo dovrebbe essere così. Puro piacere all'ascolto.

Thinking about you
Juno Six Sex
My Face

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Saturday, 25 December 2010

[Poprebop 005] F.S.Blumm / Bradien: Up Up Treasures / Trim [split cassette]

E' la notte di Natale e spero che il nostro caro Babbo non mi sorprenda qua davanti a questo monitor a scrivere dell'ennesima nuova e seducente release altrimenti quest'anno posso dire addio ai regali, nonostante il mio ammirevole comportamento. Questa volta approdo in Spagna, specificatamente a Barcellona, dove risiede Poprebop Records, etichetta attiva dal 2007. Questa release è uscita inizialmente in formato cassetta avendo come lato A "Up Up Treasures" del musicista e compositore F.S.Blumm e come lato B "Trim" dei Bradien e solo da Dicembre scaricabile gratuitamente su Free Music ArchiveFrank Schültge Blumm (Brema) è sicuramente conosciuto tra i i fruitori di musica di etichette indipendenti. Ha collaborato tra l'altro con Morr Music e TomLab ed ha realizzato innumerevoli progetti con artisti di tutto il mondo. In questo "Up Up Treasures" ci delizia le orecchie con una composizione lunga 21 minuti abbondanti che saltella da un ambientazione all'altra con un'indifferenza impressionante. A quanto pare Blumm stava facendo pulizia tra i suoi vecchi nastri e mini cd e ha ritrovato queste registrazioni effettuate in furgoni,tende,alberghi,cucine,negozi di giocattoli...dove si possono ascoltare un venditore di patate dolci a Kyoto, i clacson di New-Delhi o un dynamophone del Museo della Tecnologia di Berlino. Il tutto intermezzato da piccole parti di chitarra. Da ammirare la capacità di unire i vari frammenti sonori con gusto e stile creando così una composizione omogenea e singolare. I Bradien (Balbini, Dave Harris e Matias Rossi) sono invece una band strumentale spagnola (Barcellona) attiva dal 2007 e che in questo "Trim" riorganizza e rielabora alcuni brani tralasciati dalla loro precedente uscita con spa.RK intitolata "Linden". Il risultato sono 6 composizioni dalle ritmiche latin elettro-intelligenti spruzzate da lievi melodie soffuse. Anche qui non mancano rumori casalinghi, voci fuori campo, far-west spagnolo nella notte di un club. Due realtà contemporanee di grande valore che distribuiscono la loro opera gratuitamente. Approfittatene.






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Thursday, 23 December 2010

[mam146] - Oscar de la Fuente and Rachel Bosch - "Paper Moons"

Si torna a parlare di Mine,all Mine Records con questa nuova ed ottima release firmata Oscar de la Fuente e Rachel Bosch intitolata "Paper Moons".
Di Oscar si sa che è membro della band Madrilena dei fiRa fEM mentre della cantante Rachel sappiamo che proviene da Minneapolis e risiede a Madrid. "Paper Moons", il brano d'apertura dell'EP, mi conquista già dal primo ascolto, dove un suono elettronico seduto sulla stessa nota gioca ritmicamente con il resto del brano, i  cui protagonisti sono una drum-machine dall'incedere ombroso e un arpeggio di chitarra dallo sguardo sospettoso. E' molto interessante lo sviluppo di questa traccia, dove da un intro in crescendo si passa al quasi totale silenzio presente all'entrata della voce doppiata di Rachel, fino ad una ripresa graduale di ogni strumento accompagnata da nuovi  e dolenti cori. Un brano dall'atmosfera tentacolare, difficile da dimenticare. "Sweet Howls" è un'altra gran bella canzone dove il dolce arpeggio di chitarra avanza cautamente con una batteria appena accarezzata  incontrando nella parte centrale la voce sussurrata di Rachel e scomparendo con delicatezza nuovamente nel silenzio. Ottimo il lavoro musicale eseguito da Oscar de la Fuerte. Strumenti sapientemente dosati con cura e senza eccessi, acustica ed elettronica mescolati con maestria. "Paper Moon" è un EP per momenti quieti, da ascoltare con distensione, mentre una mano amica ti accarezza i capelli. Un sussurro, un soffio, piccole particelle in movimento tra i raggi di sole che penetrano nella stanza fredda di un inverno troppo lungo. Molto coinvolgente la piccola tensione chitarristica che s'infila nel mezzo della pacatezza di "The telegrams".

Papermoons
Sweet Howls
Telegrams

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Tuesday, 21 December 2010

[wh145] abc100 – Cosmic Dance of Tanzania

Release n°145 per Webbed Hand Records, netlabel guidata dai fratelli Chris e Dan McDill, attiva dall'Agosto 2007 e artefice di numerose produzioni avventurose e sperimentali. Qui ci presentano abc100 (alias Alexandr Sinyagin) che, leggendo il testo di presentazione di "Cosmic Dance of Tanzania", sta cercando di trasferire in musica alcune dinamiche letterarie (!?!). Molti dei brani presenti in questo album variopinto superano a malapena il minuto, saltellando da ritmiche dance a una moltitudine di campionamenti, voci, cori africani e suoni graffianti e acidi. Le parti si susseguono molto rapidamente mantenendo l'ascolto vivo e allontanando la noia che è sempre in agguato in un certo tipo di produzioni. I brani sono collegati l'uno all'altro e non è facile distinguere  l'inizio e la fine di ogni traccia (vista anche la varietà dei cambi presenti all'interno di ognuna). Sound-Collage allo stato puro. Ardua impresa trovare tracce di melodia. Alexandr oltre ad avere un'animata fantasia credo che sia  anche proprietario di una libreria di suoni non indifferente. "Cosmic Dance of Tanzania" sono tranci d'Africa inseriti in un frullatore colmo di frammenti sonori ruvidi e ritmiche da club, il tutto sapientemente miscelato con i giusti tempi e le dovute quantità. Album che ascolto dopo ascolto si fa sempre più interessante. Per palati un po' esigenti.

Kijo kingdom
Night-j
Escape from the star Kapteyn - part2

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Monday, 20 December 2010

[BFW098] Various Artists - The BFW Christmas Album 2010

Interessante raccolta natalizia per l'inglese (Manchester) BFW Recordings che per l'occasione ha riunito i suoi artisti e amici e chiesto a loro di comporre una canzone ispirandosi al Natale. Il risultato è "The BFW Christmas Album 2010", compilation impregnata da molteplici influenze e stili. Per chi vuole una colonna sonora alternativa per i prossimi giorni di festa. Tra i brani spiccano "Christmas Time Is Here" di Oneiro (forse il più classical-natalizio fra tutti i presenti) dove non mancano campanelline e cori. Apprezzabile anche la versione dark-electronics di Meteer con la sua "Hearken! (Outside Bethlehem)", dove si possono intravedere i primi fiocchi di neve cadere dal cielo notturno. L'acustica (?)"Christmas Morning 1979" di Poodleplay Arkestra mi porta a passeggio sulle renne di Babbo natale sorvolando paesaggi delicatamente innevati. Stuzzicante anche l'elettronica semplice e fanciullesca di Anthing con la sua "Talvilaulu". Non tutti i brani brillano per originalità e freschezza (a volte ci si può anche annoiare un po') ma in compenso la raccolta mantiene una buona dose qualitativa. Per chi vuole dare al Natale un suono diverso e attuale.

Christmas Time Is Here - Oneiro
Christmas Morning 1979 - PoodleplayArkestra
Talvilaulu - Anthing

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Friday, 17 December 2010

[AER004] My First Trumpet - "Bene"

Ritorna sotto una nuova veste Aerotone, deliziosa netlabel tedesca che nella sua prima vita ci aveva consegnato alcuni piccoli gioielli musicali, dalla pluri-scaricata compilation del 2006 "[aer002] Soundtrack for your wedding", (più di 70.000 download su Internet Archive!) fino ad arrivare a squisiti artisti come Entertainment for the braindead o Cantaloop. In questa seconda vita Aeroton cambia approccio verso il mondo net-audio e così, dopo aver rilasciato dal 2005 al 2009  quasi 20 album in formato gratuito Creative Commons, ora ritorna con le proprie proposte a pagamento e con diritti riservati.
Si parte da prezzi relativamente bassi, ma l'importo da versare si può aumentare a proprio piacimento. Per ogni release seguirà anche una tiratura limitata in cd. L'unico neo è che bisogna seguire una procedura di iscrizione all'etichetta per poter effettuare il download. Netlabels crescono e cambiano. My First trumpet (Kevin Hamann,Amburgo) non è nuovo per Aerotone e questa è già la sua terza release. "Bene" è un album raffinato, con una cura dei suoni e dei particolari invidiabile. Le morbide ritmiche dei brani ad un attento ascolto possiedono una fine ricercatezza. In "Currly" si respira già il ritorno della primavera. Le tracce in generale sono strutturalmente semplici ma fitte di piccoli particolari che rendono l'ascolto particolarmente piacevole. Si avverte l'influenza di una certa scena tedesca (Notwist ,Tarwater e compagnia bella sono dietro l'angolo)  anche se My First Trumpet possiede un proprio stile e una propria personalità ben definiti. Chitarre acustiche malinconiche, leggeri cori usciti dalla penombra della camera e ritmiche flessuose caratterizzano l'intero album. Pregevoli gli incastri ritmici di "DroegE". Vale la pena spendere qualche spicciolo.


Currly
DroegE
Hitze

DOWNLOAD from AEROTONE PAGE

Wednesday, 15 December 2010

Music for your plants - "MFYP EP"

E' da alcuni giorni che sta andando in ripetizione sul mio lettore mp3 questo album omonimo di Music for your Plants, misterioso trio (Rene & Norman on strings,Ronald on percussion) proveniente da Tallin (Estonia). Band che ha colpito il mondo sommerso del net-audio internazionale, viste le numerose recensioni e segnalazioni che si possono trovare nel web. I Music for your plants hanno un sound molto originale e una fantasia compositiva vivace. La mia memoria mi riporta subito ad alcune cose dei Tortoise (sarà il modo di usare le glockenspiel)  o ad una versione dei Mars Volta sotto effetto anestetico ed in vacanza in un isola tropicale. Il suono a volte va quasi in distorsione (la qualità delle registrazioni non è eccellente) ma il risultato nell'insieme è eccezionale. La prima traccia, "Mr Huanted", con quel sapore prog-forestale, ha una apertura centrale con un arpeggio di chitarra che ha il profumo intenso di Led Zeppelin e lascia subito intendere che la band ha un bel po' di cose da dire e che è tecnicamente al di sopra della media. Il passaggio dalla prima traccia ad "Agave Americana" è straordinario, inaspettato e di gran gusto. Brano dall'apertura onirica e con un magico effetto liberatorio, prosegue verso ritmiche semi-reggae con un rullante sotto effetto flanger che gioca con basso e chitarra in ammirevoli controtempi. "A city in the sea" si apre invece con una ritmica in 7/8 e prosegue lungo una struttura dagli innumerevoli cambi...il baule della macchina riempito di valige piene di fantasia. "Dr.Mudawi" (accompagnata anche da questo video cartone animato in sintonia perfetta con la musica) ci presenta invece la band in versione eightes, allontanandosi un attimo dalle numerose sfaccettature ritmiche dei brani precedenti. Fino ad arrivare alla divertente e burlesca "Enchanted sister", perfetta colonna sonora di un matrimonio celebrato ai Caraibi. Un album da ascoltare più volte, abbondante di sorprese e fervida immaginazione. Più che ottimo. Nessuna netlabel si è accorta di loro?
Release e informazioni sul sempre generoso F.M.A.

Agave Americana
Dr. Mudawi
Enchanted Sister



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Monday, 13 December 2010

[LBN006] Neeva - "E non sai quanto ci penso"

Sesta produzione per La bèl netlabel che questa volta si sposta verso territori più elettronici-dance-hip-hop. L'artista in questione è il sardo Federico Orrù, in arte Neeva. Non nuovo all'ambiente netlabel ( si possono scaricare due suoi lavori sulle label Pitjamajusto e Signorafranca), Neeva inizia la sua attività musicale nel 1994 ispirandosi a etichette quali rephlex, planet mu, cock rock disco, tiger beat six. Abile manipolatore ed esploratore della materia sonora elettronica, Neeva, in questo "E non sai quanto ci penso" (mini-album di 6 brani), ci fa atterrare verso atmosfere dark-hip-hop, come nella tenebrosa e glaciale "E si rese immediatamente conto..." , o ci sa accogliere in modo misterioso nella seducente ritmica shuffle di "E allora si ritorna a casa", dove una base in reverse accompagna una semplice melodia quasi infantile con un incedere cauto e diffidente.
Ma Neeva ci sa regalare anche momenti più ritmici e allegri come la simpatica "Federico aveva ragione", incentrata sulla manipolazione ritmica della batteria, tra stop & go e giochi d'effetti vari (Ableton software?), o l'hit-single "Come guanti grandi su mani giganti", atmosfera dance-hip-hop anni 90, memorizzabile dopo il primo ascolto e trasudante positività.
Interessanti le esibizioni live, alcune visibili nel suo canale YouTube. Un altro artista proveniente dalla Sardegna, regione che in questo 2010 ci ha donato molte sorprese (non dimentichiamoci "The dreams trilogy" di Ballpen, piccolo capolavoro), alcune delle quali "catturate" proprio da La bèl.

E si rese immediatamente...
Federico aveva ragione

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Saturday, 11 December 2010

[aaahh010] Pinkle - "House Plants"

Tra una pallina e l'altra dell'albero di Natale e l'intermittenza luminosa incantatrice delle sue luci ecco arrivare questo album carezzevole di Pinkly, nome d'arte di Bryn Martin, americano residente in Svizzera, scienziato con una grande passione musicale. Dal suo sito molto ben curato si possono avere innumerevoli informazioni, dai testi delle canzoni ai video, dal Bryn Martin pensiero fino alla possibilità di ascoltare e scaricare gratuitamente più di 200 brani! (Sono sempre ben accettate le donazioni,come sempre). Un'energia creativa non indifferente. Release numero 10 per aaahh record, netlabel nata nel Maggio 2008 a Bielefeld (Westphalia,Germania), "House Plants" può essere considerato un best della sterminata produzione musicale di Pinkle. Le canzoni scorrono con fluidità spaziando tra diversi generi ma mantenendo un'identità e un suono ben precisi, frutto della forte personalità dell'artista. Registrate nei vari home studio disseminati per il mondo (interessanti le foto e gli strumenti adoperati) le canzoni di Pinkle possiedono un suono nitido e un sapiente dosaggio di livelli ed equalizzazioni che lasciano intravedere un'elevata abilità nell'adoperare mixer e software musicali. Bisogna inoltre considerare che il nostro eroe suona qualsiasi strumento presente nelle sue canzoni. In pratica un piccolo genietto. I testi descrivono le esperienze di vita di ogni giorno, raccontate con semplicità e un po' di surrealismo. Tra i miei brani preferiti spiccano "So well"(anche in versione live in questo video), con una bella melodia che si fa fatica a dimenticare. L'energia positiva di "Fractals" e la dolce intimità di "Paper thin". Un album da tenersi vicino fino alle feste natalizie, con il suo suono caldo e rassicurante.

P.S. I ragazzi di aaahh records hanno anche sviluppato questo software dove ognuno può ricreare a proprio piacimento la cover dell'album. Interessante esperimento.

So well
Fractals
Paper thin

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Thursday, 9 December 2010

Cancelled - "Festino"

Avevo quattro nuovi album scaricati dal web e dopo alcuni ascolti l'ha spuntata lui, Cancelled (Ginevra,Svizzera). "Festino" è uscito nel Settembre 2010 e prodotto dalla netlabel Svizzera Das Andere Selbst .Questo EP (3 brani) mi ha subito catturato per la particolarità dei suoni e dei campionamenti. Fonte delle mie ricerche è nuovamente F.M.A., meraviglioso contenitore di contenuti musicali alternativi. Di Cancelled non si riescono ad avere molte notizie e quindi mi accontento di ascoltare questi tre brani. "Caos spuddy" galleggia su un loop composto da una nota di piano, un colpo di basso e un reverse stropicciato fino all'apertura virtual-chitarristica centrale. Giochi di pitch modificati e ritmiche in contrattempo sul click iniziale rendono questo brano un bell'esperimento di elettronica calda.
"Iron beiden" si apre con una ritmica hip-hop profonda e inscatolata per proseguire attraverso una torbida giungla elettronica, alberi giganti e insetti sconosciuti rumorosi. Il brano migliore è secondo me "Ennio". Una batteria talmente "pitchata" in basso da prendere lo stomaco, lamento vocale filtrato, una gran manipolazione ed effettaggio di ogni suono da rendere il brano seducentemente ammalato. Altri lavori di Cancelled si possono trovare in free download nella sua pagina di F.M.A.

Caos Spuddy
Ennio

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Tuesday, 7 December 2010

[NS021] Wacky Southern Current - "Like The Wind Within The Hollow Tree"

Ho avuto modo di ascoltare per la prima volta questo "Like The Wind Within The Hollow Tree" in macchina, ai 15 Kmh, con 10 centimetri di neve sull'asfalto, di notte, in solitudine, mentre i lampioni dal fascio di luce arancione sembravano soffiare coriandoli bianchi. E' stata un'esperienza quasi fiabesca. NoSource (label a cui mi sto affezionando particolarmente,vedi pEACEFANg) rilascia questo mini-album (7 brani) di Wacky Southern Current, progetto musicale di Marco Cervellin, che abitualmente suona e registra tutti gli strumenti nella sua casa di campagna, qui accompagnato da Gianni "Ian" Garbo alla chitarra e Mirco Michieletto alla viola e al violino. La quiete e la dolcezza che fuoriescono da queste tracce mi accarezzano per tutto il tempo dell'ascolto. I suoni sono giustamente calibrati e si può cogliere una raffinatezza costante in tutto il lavoro che, come dicono le note dedicate da NoSource, è la perfetta colonna sonora di una tranquilla domenica. Oltre a questo ottimo album, Wacky Southern Current ha rilasciato nel dicembre 2008 "Ageless Calm in Times of War" per la label Petcord, un altro delizioso lavoro composto da Marco Cervellin. Post rock o musica da camera moderna. Da ascoltare con gli occhi chiusi e nel frattempo cercare di cogliere il suono della neve che s'appoggia prudentemente sul terreno.

Painted Leaf
Ghost Pine Sonata


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Sunday, 5 December 2010

Los Amparito - Los Amparito Demo

Nel cercare nuove musiche stimolanti con cui soddisfare le mie orecchie mai stanche mi sono imbattuto in questo "Los Amparito Demo". La fonte della mie ricerche questa volta è Free Music Archive, ottimo contenitore di musica libera di buona qualità diretto da WFMU, una delle stazioni radio libere più rinomate in America, con la collaborazione di numerosi colleghi, tra cui gestori di netlabels,siti musicali,club e radio. Come posso apprendere dalla pagina di F.M.A. Los Amparito (che è il nome dei  sandwiches più famosi di Guadalajara, Messico centrale), è lo pseudonimo di Carlos Pesina Siller che  è un ragazzo molto piccolo e con un sacco di energia musicale. Oltre al progetto Los Amparito il nostro Carlos è attivo anche con le altrettante valide iniziative musicali  chiamate Pepepe e Pesina Siller. "El barzon" è una festa già dell'apertura synth-chitarristica accompagnata presto da loop vocali,violini gioiosi e una ritmica accattivante. Il suono generale mi rimanda subito ad un altro gran bell'album recensito su NetMusic life che è quello del cileno el sueño de la casa propia. "Buena malicia" è il remix creato da Carlos su un brano della cantante messicana Carla Morrison. Violini strampalati,tromboni ed una bellissima melodia vocale. L'energia positiva che regala questo demo di sei brani è veramente abbondante, musica tradizionale messicana intelligentemente rielaborata con i suoni e le tecnologie del nuovo millenio. Los Amparito definisce simpaticamente  la sua musica Huarache-gaze (shoe gaze) o Mariachi-wave. Ottimo per feste e giornate allegre.

El barzon
Carla Morrison - Buena Malicia (Los Amparito remix)

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Friday, 3 December 2010

[hdm08] Paisajista - "Paisajista"

Nessuna innovazione o colpi di genio ma un bell'album "only acoustics guitars" per scaldare queste prime gelide giornate nord-italiane, rilasciato dalla argentino-spagnola Hipi Duki Muzik. Paisajista è un progetto realizzato da Jerónimo Escajal e Pedro Canale (provenienza Buenos Aires). Dodici canzoni nate da due incontri avuti nella loro baita di montagna, le prime sei registrate nel 2010 e le rimanenti nel 2006.
Microfono posto in mezzo alle due chitarre...3,2,1,REC...infatti a volte si può anche udire il canto degli uccellini che gioiosamente ascoltano dall'esterno. Un sottile filo di riverbero e l'atmosfera è creata. Piccoli acquerelli assolutamente non ambiziosi ma con il solo piacere di suonare insieme. Musica da ascoltare mentre si viaggia in macchina con i prati imbiancati dalla brina mattutina o in casa (possibilmente vicino ad un caminetto acceso), in compagnia di amici ed una bottiglia di vino bianco, accorgendosi sorprendentemente di come trascorre il tempo senza che noi ce ne accorgiamo...le solite cose, insomma. Interessanti anche i lavori paralleli dei due artisti argentini, in particolare quello di Pedro Canale, Chancha Via Circuito, dove i ritmi sudamericani celebrano il matrimonio con la musica da club (esperienze già intraprese da Gotan Project e simili). Da ascoltare e magari comprare l'album "rio arriba" rilasciato dalla zzk records.

La nieve se desploma
Jarra de agua

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Wednesday, 1 December 2010

[42 Records/24] Barbagallo - Quarter Century (Digital C​-​25 EP)

A poco più di un anno di distanza dal brillante e pregevole "Floppy Disk" (elogiato all'unisono dalla critica musicale) torna l'instancabile Barbagallo, giovanissimo artista siracusano (classe 1985) talento quasi inarrivabile del panorama musicale italiano, indie e non, dall'effervescente fantasia compositiva. "Quarter Century (Digital C​-​25 EP)" esce per la 24 Records (che potrebbe essere considerata la sorella minore della 42 Records) ed è un assaggio dell'album vero e proprio che uscirà verso fine Dicembre direttamente nella pagina Bandcamp (ebbene si, ancora Bandcamp) di Barbagallo. L'EP si apre felicemente con "A place called home", una sorta  di country del secondo millennio dove Barbagallo suona,arrangia,scrive e mixa ogni cosa. Riconoscibilissimo il modo di cantare, sofferenza in formato telefonico, qui accompagnato da Lucia Urgese (compagna di Barbagallo nell'interessante progetto impro Les Dix-Huit Secondes ). Peccato che i testi non siano inclusi nel pacchetto text della release, brutto vizio che possiedono molte netlabel. "Clouds Behind The Moon" si appoggia su un ostinato di contrabasso contorniato da una festa di ritmiche "da cucina" e una chitarra semi-impazzita che continua a schizzare all'interno dell'intero brano. Qui Barbagallo offre solo voce e testo poichè l'intera traccia è composta e suonata magistralmente da Michele Alessi (accompagnato da Ignazio Nisticò allo xilophono). "Reject" è secondo me il top dell'EP, varrebbe la pena scaricarlo solo per questo brano. Se il progressive fosse nato nel 2010 sarebbe così. L'elenco dei rimandi potrebbe essere lungo pagine e pagine, dai Beatles a Zappa. Qui il genio e l'estro del chitarrista siciliano fuoriescono in tutta la loro forza. Da un intro alla Nino Rota si passa ad una prima parte che sembra uscire dai solchi di un vinile dei primi anni settanta con orchestrazioni degne di un compositore classico. Nella seconda parte il brano approda in una terra sognante, psichedelica,folle...perso in un bosco in preda agli effetti della Psilocybe semilanceata. In "Holiday" Barbagallo torna a riprendere in mano tutti gli strumenti donandoci un'altra composizione semi-prog giocata tutta sui diversi temi creati dalla sua chitarra. Sembra che Barbagallo si stia preparando per un'uscita in grande stile, a partire da questo libero assaggio in versione EP fino ad una serie di video già in circolazione su YouTube a promuovere la futura versione full-lenght di "Quarter century". Ascoltiamo in attesa...
Per chi non conoscesse l'artista siciliano e volesse scaricare un po' della sua musica questa è la pagina della sua etichetta Barbie Noja Records su Internet Archive.

Clouds Behind The Moon
Reject (No Reaction Time)

DOWNLOAD (Bandcamp Page)

Tuesday, 30 November 2010

Bandcamp si,Bandcamp no.

La questione Bandcamp sta animando la rete e il grande Eldino, uno dei guru del net-audio in Italia e nel mondo, nonchè uno dei primi a divulgare informazioni su netlabels, free-release e simili ha aperto una discussione molto interessante sul trattamento che Bandcamp ha riservato nei confronti degli artisti e delle netlabels che ospitano la loro musica e la loro home page sul proprio sito. Vi sembra giusto pagare per offrire la propria musica gratuitamente? (questo avverrebbe dopo aver superato i 300 free-download) E' fantascienza? Eldino è per il boicottamento, io più per l'informazione. Esistono altri luoghi dove depositare le proprie release, primo fra tutti Internet Archive (dove ogni giorno si possono trovare decine di novità musicali,tutte in download gratuito). Speculare sugli artisti e sulle netlabels che decidono di offrire la propria musica gratuitamente non è sicuramente un bel gesto. Ad ognuno la sua scelta.

Monday, 29 November 2010

Turning Torso - "Walker"

Terzo lavoro per Turning Torso che dopo aver rilasciato nel 2009 "En rêvant nu EP" (Agosto '09) e "Lo-fi EP" (Dicembre '09), ritorna con questo nuovo "Walker" (tutti e tre disponibili in free download dalla sua pagina di Bandcamp). Turning Torso, il cui nome deriva dal grattacielo di 190 metri situato  in Svezia a Malmö, proviene da Querétaro (Messico centrale). In questo "Walker" si nota una maggiore maturità rispetto ai precedenti lavori. Il suono in generale rimane sempre molto "demo" e lo-fi, chitarra e batteria protagonisti. Ed è proprio la batteria (reale o elettronica che sia) l'elemento che mi colpisce maggiormente dell'album. Un trattamento molto particolare, a volte vicina alla distorsione, pattern ad incastri mai banali con l'amica chitarra, rullanti e piatti che saltellano da un orecchio all'altro. Apprezzo molto l'energia di "Runner", dove la chitarra prevale su tutto con delle ottime parti e con dei cambi azzeccati, accompagnata immancabilmente da uno sporchissimo drumming. A volte i brani sembrano dei piccoli affreschi ("True Words","Funky Junkie"), dove si può intuire che Turning Torso sta crescendo sia a livello compositivo che nella cura del suono. Molto spiritosa la manipolazione sonora di "Milees". Ma i brani migliori arrivano verso la fine con la malinconica "Bebè" e la sognante "Almendra"(accompagnata da questo video quasi trash). Album dai suoni e il missaggio molto particolari.

Runner
Milees
Bebè

DOWNLOAD (Bandcamp Page)

Saturday, 27 November 2010

[SP001] Big Charlie - "That really hurts" ep

I Big Charlie arrivano da Bari e sono Matteo De Ruggeri e Stefano Milella. Nati agli inizi del 2009, nel giro di due anni sono diventati una delle band più promettenti del panorama indie italiano. Accompagnati dalle loro inseparabili maschere da coniglietti si sono fatti conoscere attraverso il web con il video psycho-sexy-horror di "Roses", (già ripreso su YouTube da due simpatiche versioni,una al pianoforte del Finlandese Aryan e una divertente  acapella). "Roses" è un accattivante brano molto "Bowiano" tratto da questo primo EP "That really hurts", (rilasciato a Settembre dalla giovane label Snowy Peach) composto da quattro tracce estremamente coinvolgenti, al punto da ritrovarmi da solo in macchina alle tre di notte a cantarle a squarciagola dopo un paio di ascolti.
Bassi corposi, ritmiche incisive, (le gambe fanno fatica a restare ferme), ottimi arrangiamenti e strutture mai banali. Un cantato dalla timbrica Bowie/Pattoniana trascinante e seducente. Curiosando  tra i video postati mi accorgo che anche dal vivo i Big Charlie riescono ad essere energetici e coinvolgenti.
Guardare per credere questa versione di "Headache".
Sotto stretta osservazione.

P.S. Non c'è il direct download per questa release ma bisogna sottoscriversi alla loro newsletter per poterla scaricare. Ne vale comunque la pena.

Ants
Backseat

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Thursday, 25 November 2010

[mam141] - Joram Feitsma - "Perdix Themes"

Release 141 per Mine,all mine! records, che, leggendo in un comunicato sulla home del sito, si trova a fare i conti con il rinnovamento di Bandcamp, che oltre ad aumentare le proprie tariffe sui brani in vendita (per alcuni utenti troppo elevate) ha deciso di dare a ogni artista 200 download gratuiti  e quando questi si saranno esauriti, l'artista (o label) dovrà pagare per un blocco di crediti di download gratuito. In pratica, se io carico un album su Bandcamp e lo rilascio gratuitamente, una volta superati i 200 download dovrò acquistare dei pacchetti  per avere la possibilità di continuare a rilasciarlo in questo modo. Sicuramente questo trattamento per molti utenti non è sostenibile. Per fortuna esiste ancora ArchiveOrg, dove infatti possiamo trovare questo EP di Joran Feitsma (Utrecht,Olanda) "Perdix Themes". Un pianoforte e il silenzio intorno. Deliziose composizioni che a volte rimandano a Michael Nyman, ma che comunque mantengono una propria originalità e lucentezza. Forse la tecnica pianistica non è ad altissimi livelli ma la delicatezza e la passione che fuoriescono da queste tre tracce bastano per far dimenticare qualsiasi sbavatura o imperfezione. Drammaticità e insubordinazione, le ombre dei ricordi nascoste dietro ai vetri annebbiati delle finestre invernali.

Perdix Theme No1
Perdix Theme No2

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Monday, 22 November 2010

[LostChildren086] AA.VV. - "Con Fuoco d'Occhi un Nostalgico Lupo I"

Il primo volume di "Con Fuoco d'Occhi un Nostalgico Lupo" ci regala altre piccole perle del panorama elettro-acustico italiano. "Off7" dei cuneesi Airportman naviga in una pentola piena di rumori di fondo, la chitarra nella stanza accanto (la cameretta dei bambini), dove una piccola tastierina abbandonata la segue intonando una contro-melodia. "Caracciolo" di Emanuele Errante mi trasporta verso un ambient già più collaudata. La chitarra acustica come una girandola ruota dietro al pianoforte, perno centrale e guida del brano. I Le Gros Ballon entrano un po' spudoratamente, quasi sovrapponendosi al brano di Errante (errore dei curatori della release o operazione voluta?), ma di loro ne ho già parlato qui. Obsil (il toscano Giulio Aldinucci) credo che sia una delle punte di diamante della attuale scena elettronica-sperimentale italiana. Creatività vivace, un gran gusto nel saper affiancare le diverse parti dei brani. Una ricca vena compositiva e una capacità non indifferente nel manipolare la materia elettronica. "Chioma" è sicuramente una delle tracce più "mature" delle due compilation. Giannico/Mauri/Uggeri ci porgono invece una delicata "Pagetos", atmosferica condivisione tra pianoforte,archi,chitarra e rumorini sottostanti. Molto intrigante "Moharrem" dei biellesi Harshcore (Luca Sigurtà e Tommaso Clerico). Giungla venusiana, mammuth futuristici alla conquista di nuovi territori. Pesantemente visionaria. Due compilation da ascoltare e da conoscere. Per chi vuole capire che direzione sta prendendo la scena elettro-ambientale italiana , che sembra aver assimilato molto bene le lezioni di tre decenni di musica elettronica internazionale. Questo è il momento giusto.


1. Airportman- Off7
2. Emanuele Errante- Caracciolo
3. Le Gros Ballon- Ecco cosa resta dei sogni
4. Obsil- Chioma
5. Passo Uno- Hopeless?
6. Francesco Giannico / Luca Mauri / Matteo Uggeri â Pagetos â Excerpt One
7. Harshcore- Moharrem
8. Neil on Impression- Parata Per Quattro Addii
9. Andrea Marutti- Sphagnum
10. Pillow- Aurorae
11. Mamuthones- untitled

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Sunday, 21 November 2010

[LostChildren086] AA.VV. - "Con Fuoco d'Occhi un Nostalgico Lupo II"

Lost Children rilascia questa bellissima doppia compilation ideata da The Silent Ballet interamente dedicata ad artisti elettronici ed ambientali italiani.
E' da qualche anno che in Italia si sta producendo ottima musica elettronica di livello internazionale, grazie soprattutto a degli ottimi artisti (qui presenti in minima parte, la lista dovrebbe essere molto più lunga) e a svariate label che la producono diffondendola in tutto il mondo. Qui mi occupo del Volume Due dove spiccano all'apertura i Port Royal, oramai affermata band genovese che ci regala una splendida "Hans Kelsen"(con il supporto di Linda Bjalla alle voci)...lento incedere elettro-solenne verso mondi paralleli. Intrigante anche la ritmica di "Paper Lamp", brano donato dal milanese Giuseppe Ielasi. Una grancassa a scandire il tempo attorniata da un'infinità di suoni che "giocano a prendersi". "Lamb 2010" è la traccia presentata da French Teen Idol (il romano Andrea De Carlo) . Atmosfera quasi religiosa, cori femminili che riempiono lo spirito di buoni sentimenti in un crescendo glitch-elettro-acustico da preghiera. Anche "Flooding River" di When The Clouds (solo project del salernitano Francesco Galano) si fa notare con la sua malinconica melodia. Ed infine lo stupendo finale guitar-acustico di Sawdust dei FARAVELLIRATTI (il duo formato dal compositore elettronico Attila Faravelli e dal chitarrista Nicola Ratti). Questa è la tracklist completa del secondo volume:


1. port-royal & Linda Bjalla- Hans Kelsen
2. Fabio Orsi- Cloudy Tobacco
3. Giuseppe Ielasi- Paper Lamp
4. Tiziano Milani- Tocco Libero (Sequenza Prima)
5. K11- Thelemic Sign II
6. French Teen Idol- Lamb 2010
7. MB+ICS- La Eternulo Prenis
8. When The Clouds- Flooding River
9. FARAVELLIRATTI- sawdust
10. Il Rumore del Fiore di Carta- Part-time Superhero


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Tuesday, 16 November 2010

[mam135] Evenings - "North Dorm EP"

Era finito in un angolino della cartella download questo "North Dorm EP" di Evenings (alias Nathan Broaddus, 20 anni, Palmyra, Virginia). Rilasciato in free download da mine,all mine! records , netlabel di Madison, Wisconsin, ma scaricabile con donazione anche dalla pagina BandCamp di Evenings. Nathan dice di aver registrato e prodotto il tutto nella sua camera dormitorio dell'università in Virginia (da qui il titolo dell'EP).  Ci troviamo in piena elettronica sequenziale, con la mano destra Telefon Tel Aviv e con la sinistra Boards of Canada. Ma la spiccata personalità di Evenings si lascia subito scoprire dalla scelta dei suoni e dalla cura delle ritmiche. "Still Young" sprizza ritmo elettronico da ogni poro, tutto giocato sui sedicesimi. "Babe" (accompagnato da un video molto carino), conferma che Nathan ha del talento. I suoni, mai convenzionali, si abbracciano l'uno all'altro con disinvoltura, trasformando in modo gioioso e rilassato il mio stato d'animo. "Friend[Lover]" mi riporta ad una fermata d'autobus di una nebbiosa collina, dove posso intravedere Sigur Ros e Cocteau Twins dialogare pacificamente. I pregevoli giochi ritmici si fanno notare anche in questa traccia. "Goodbye Forever" chiude in bellezza questo ottimo EP, tra grilli elettrici e remi che incidono l'acqua, arpeggio statico di guitar-synth e un basso che dipinge in solitudine la sua melodia.

Evenings MySpace
Evenings BandCamp
mine,all mine! records

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Still Young
Babe
Goodbye Forever

Sunday, 14 November 2010

Lowercase Noises - "Marshall"

C'è tanta dolcezza in questo album di Lowercase Noises (one-man project firmato Andy Othling, nativo di Albuquerque, New Mexico [qui aiutato da Shannon Harden al cello]). Come spiega Andy dalla sua pagina di BandCamp, "Marshall" è un regalo per suo figlio (nato il 1° Maggio 2010) e anche per chi lo vorrà scaricare (ma le donazioni sono sempre ben accette). L'album si apre con "The Things Your Eyes Have Seen", pregevole composizione con un arpeggio di chitarra che mi trasporta in spazi enormi e desolati, oceano e deserto in sovrapposizione. La delicatezza dell'arpeggio, gli interventi sfumati delle tastiere e della seconda chitarra uniti al finale di cello rendono questo brano particolarmente affascinante.  "Peeling Crayons" è un lento respiro (o il leggero movimento di un mare in riposo) dove la chitarra di Andy mi sussurra un piccolo racconto. Le tracce si collegano l'una all'altra con semplicità, trasportandomi in un ambiente meditativo e di contemplazione. Ambient del cuore, oserei dire, frase suggerita anche dalla tenera copertina. I primi accenni ritmici arrivano solo al quinto brano,"Arrows in the hands of a warrior", dove alcuni timidi battiti di drum machine accompagnano morbide campanelline rimbalzanti su ampie distese sonore rassicuranti. L'incedere solenne di "How Deep The Father's Love", col ripetersi della stessa melodia in modo sempre più maestoso mi trascina dentro al finale di una grande celebrazione. Un bell'album, dolce e distensivo, dove suoni e melodie sanno accogliere con un tenero e caldo abbraccio.

Lowercase Noises site
Lowercase Noises BandCamp (Free Download o Donate)

The Things Your Eyes Have Seen
Peeling Crayons

Friday, 12 November 2010

[12rec.062] Monokle & Galun - "In Frame"

Non trovando al momento nulla di eccezionale di cui scrivere vi parlo di un album che mi ha accompagnato per la calde giornate di Agosto. Si tratta di "In Frame", release 062 per la arcinota e meritevole 12rec, che oramai sembra aver trasferito la propria casa  su Bandcamp (mettendo in vendita le proprie release a 5€...ma si possono sempre trovare in free download su Internet Archive...[strana nuova politica netlabel]).
Monokle è il produttore Russo Vladislav Kudryavtsev mentre Galun è il cantante Sergey Galunenko. I due, unendo le proprie personalità artistiche e talento, compongono questo album che a mio parere rimane una delle più affascinanti e sensuali release dell'anno 2010.
"In Frame" si apre con un piccolo gioiello elettronico, "Happy sun", ritmica hip-hop slavata, suoni acidi e avariati che sanno trasmettere calore e serenità. Lo stesso calore che si può trovare nella seguente "Colding", strade di città assolate d'agosto, le onde del mare in lontananza, alla disperata ricerca di una bottiglia di latte. Vengono alla mente alcune cose dei Boards of Canada, soprattutto nella scelta delle ritmiche. "Two times" è sublime, anche se qui il falsetto di Galun rimanda un po' troppo ai cari lamenti del più noto  Thom (Yorke). Sono colpito di come un album di "elettronica-calda" come questo possa essere stato concepito nella fredda Russia. Monokle è un gran giocoliere dei suoni, i giusti dosaggi di echi e riverberi ed un gran gusto nella ricerca delle sonorità. "Air Krispella" è una morbida passeggiata nel vuoto, aria sotto i piedi, assenza di gravità. La singolare front-cover è dell'artista-collage americana Brandi Strickland. Per chi ama Boards of Canada e affini questo è un album assolutamente da inserire nella propria collezione di download. Elettronica avvolgente dell'anno 10.


12rec
12rec Archive
Monokle MySpace
Galun MySpace
Monokle & Galun Last FM

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Happy Sun
Colding
Air Krispella

Wednesday, 10 November 2010

INVERNESS - "Somewhere I Can Hear My Heart Beating"

Devo ammettere che c'è un po' di confusione dietro a questo godibilissimo album degli Inverness, band di São Paulo, Brasile. Lo si trova su Internet Archive nelle pagina della netlabel Psicotropicodelia ma se si raggiunge il sito ufficiale della suddetta etichetta non c'è traccia di questa release. Misteri della Free Music. Come dicevo, un buon album, anche se sinceramente sarebbe forse bastato un EP, visto che non tutti i brani mantengono un'ispirazione e una creatività pari ad altri. La title-track è una canzone d'amore che lancia archi come fossero caramelle dai carri allegorici di Carnevale. Riverberi lontani delle voci...caratteristica presente in tutto l'album. Uno dei miei brani preferiti è il secondo, "Inside Diamonds", semplice arpeggio di chitarra, voce femminile, ritmica acquatica, zona decompressione centrale con ripresa di flauti (doppiati con delay?) eccelsa, per riprendere con l'arpeggio di chitarra trasformato ora in 3/4 e abbracciato da voce femminile e maschile. Veramente un buon brano. Come anche "Cloud Liquor". Qui la melodia vocale domina l'intero brano, accompagnata da una ritmica morbida dai sedicesimi ben marcati. Altra traccia notevole è "Watermelon fog"...qui il sudamerica si fa sentire di più che in altre zone, intermezzo da giungla e un ritmo incalzante (Brasilian drum'n'bass?) che mi fa battere il tempo con gamba e piedino. Tutto sommato questo "Somewhere I Can Hear My Beating Heart" è un buon dream pop album dove gli Inverness affermano di assumersi il compito  di costruire un luogo per sentire la vita in un modo diverso.
"Tomorrow looks brighter and brighter every day".

Psicotropicodelia
Inverness MySpace

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Inside Diamonds
Cloud Liquor
Watermelon Fog

Sunday, 7 November 2010

[NS019] pEACEFANg - "pEACEFANg EP"

Dopo la sbornia di M Coffier e di un album che ritengo molto ispirato e pieno di sentimento ho avuto un attimo di timore di non trovare più nulla che mi piacesse così tanto e ho così iniziato a girovagare per la rete. Sono approdato al sempre affidabile Clongclongmoo, vetrina del presente per ciò che accade nel mondo netlabel mondiale. Dopo essermi imbattuto nelle varie uscite ambient o techno sono approdato a questo pEACEFANg EP, di pEACEFANg (pagina MySpace abbandonata a sè, come tante altre...che tristezza!), solo project di A. Fisher, da Portland. Copertina essenziale, diciannovesima release per no-source, etichetta molto interessante del panorama netlabel odierno. L'EP si apre con "Country Tune", 10 accordi nell'arco di 1 minuto e 54 secondi, circa un accordo ogni 12 secondi...e tutt'intorno il quasi silenzio. "Ct310", il secondo brano, non mi entusiasma, ma quando arriva l'attacco di "Spring Breezes" tutto cambia, la chitarra è qui accanto a noi ed inizia il percorso lungo una pregevole composizione, dall'andamento classicheggiante, con una struttura dalle ariose aperture. Con "Of or Like Twilight (V.2)"  si atterra in tutt'altra atmosfera che sembra quasi di essere stati catapultati dentro ad un altro EP. Cosa che continua nell'aggancio a "Rinpoche",dall'apertura elettronica, brano elaborato dalla velocità variabile,piccola rappresentazione di metamorfosi, che da un inizio quasi intergalattico, piccoli dialoghi tra intelligenze incorporee si trasforma sino a diventare una passeggiata in campagna, sdraiati nel prato umido ad osservare i raggi di sole attraversare timidi spazi dimenticati da rami e foglie. Insieme a "Spring Breezes" il brano migliore dell'EP, che, come si legge nella sua presentazione, è corto,dolce ed è la perfetta coperta audio per i freddi giorni invernali.


no-source
pEACEFANg Last FM

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Spring Breezes
Rinpoche

Saturday, 6 November 2010

[RRR191] M Coffier - "M Coffier"


Sarebbe stato molto interessante partecipare alle session di registrazione (avvenute nel retrobottega della casa del nonno) di questo amabile omonimo album di M Coiffer, di cui non riesco a trovare un granchè di informazioni tranne le poche righe dedicate a lui dalla label Rack & Ruin record.
M Coiffer descrive questo EP come un orchestra che prova in una stanza angusta o un suonatore di kazoo che si esibisce in un teatro enorme. Sembra che l'ispirazione venga improvvisamente e debba essere subito registrata tralasciando così dettagli e perfezionismi. E forse il fascino di questo Ep sta proprio qua,molto casalingo,molto "retrobottega" ma sicuramente intriso di una creatività accentuata e un livello compositivo notevole. I cambiamenti nella struttura dei brani avvengono naturalmente,con scioltezza,senza forzature e con un gusto invidiabile. I suoni sono quelli della "stanza accanto",(notevole il pattern ritmico di "De Muur"). L'EP raggiunge il suo massimo nella dolce e intensa "Soft Magic"(si possono sentire anche il ronzio del microfono e dell'amplificatore nelle parti dalle dinamiche più basse). Un brano incantevole e ispirato. Rassegnazione e speranza si confidano passeggiando la domenica mattina all'alba lungo un viale alberato e silenzioso, dove gli unici suoni sono quelli delle foglie calpestate. Anche "Popo's March" si fa apprezzare per i cambi e il susseguirsi fluido degli interventi strumentali. Progressive solitario dell'anno 10. Ottimo.

Rack & Ruin record
M Coiffer MySpace

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Soft Magic
Popo's March

Thursday, 4 November 2010

[ca405] Joe Frawley - "Speak of this to no one"

Joe Frawley,artista del Connecticut,ci regala tramite Clinical Archives,questo album molto profondo e intimo. Il pianoforte come protagonista principale,il più delle volte riverberato e accompagnato da piccoli rumori e voci a comparsa. L'inverno fuori dalla finestra mentre mamma con un panno asciuga i vetri impregnati di umidità. Quanti bei disegni colanti..."Speak of this to no one" contiene tanti piccoli gioiellini,a volte semplici e poetici ("The Kiss","Avenue of the secret fur") e a volte più vicini a un campo esplorativo (i continui stop & go del piano di "In Paradisium" che giocano con voci liriche trattate,respiri loopati con parole e stropiccii vari,piccola opera di sound collage), senza comunque mai strafare e mantenendo un gusto e una musicalità notevoli. "Yes,please,yes" ci fa volare vicino ad universi "andersoniani",ipnotico ed ossessivo. Il suono del piano,sapientemente effettato tra echi,riverberi e cambi fulminei di equalizzazione è l'impronta fondamentale dell'intero album. Joe sa creare atmosfere che galleggiano a mezzaria,una sequenza di tracce antigravitazionali senza tempo. Tra i campionamenti troviamo dialoghi presi in prestito da programmi di BBC Radio e letture narrate tratte da Librivox.org. La copertina è di Natasha Newton,"Ava in the snow".

Clinical Archives
Joe Frawley site

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The kiss
In Paradisium (Black Lipstick)

Tuesday, 2 November 2010

[AT012] Martin Lowack - "Slowdrive"

Un altro album di ottima qualità rilasciato da Acustronica. Si tratta di "Slowdrive" di Martin Lowack. Copertina ad effetto,macchina d'epoca rossa su sfondo B/N ed un'introduzione "thriller jazz" che lascia ben sperare. Mi colpiscono subito i suoni...nitidi,pimpanti,vaporosi. Il primo aggancio mentale mi riporta a Pat Metheny e gang (Lyle Mays,etc...),ma non mi lascio distrarre da queste frivolezze. I giochi ritmici,molto curati,dalla scelta dei campioni alla programmazione e all'effettistica sono uno dei particolari che apprezzo di più dell'intero album. Afferma Lowack che l'unico strumento di riferimento registrato è la sua chitarra elettrica. Bene,ottimo lavoro dietro tasti e leve allora...oltre ad un maturo senso della composizione,delle dinamiche e dei cambi d'ambientazione. I bassi sono quasi sempre dei bass-moog elettronici "cicciotti" che conferiscono all'intero lavoro quel profumo di jazz-fusion moderna che si respira un po' ovunque. La chitarra di Lowack,nei suoi vari interventi,è sempre ben presente con suono cristallino. Il 6/4 sinuoso di "Cool days" (fantastica manipolazione elettronica),gli innumerevoli lievi cambiamenti di "Slowdrive",il basso "mammutonico" di "Indian Summer" e le sue tablas accerchiate da ritmica elettronica ad alta variabilità sono tra le cose che apprezzo di più dell'intero lavoro. 15 brani (forse troppi?) per un album comunque di assoluta godibilità.

Acustronica
Martin Lowack MySpace

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Martin Lowack - Cool Days

Sunday, 31 October 2010

[LAV037] Sentimental Machine - "The silent bride"

Release n°37 per Laverna,oramai affermata e affidabile netlabel italiana. "The silent bride" è il concept composto da Attilio Novellino (già attivo come Un vortice di bassa pressione),Gianfranco Candeliere e Saverio Rosi, dietro allo pseudonimo  di Sentimental Machine. Ambient drammatica. Una tensione che permane per tutto il tempo dell'ascolto. "Naked Lunch" ti taglia la pelle in superficie con interventi sonori che sono lame, in un crescendo di irrequietezza che si placa sul finale...laguna Veneta immersa nella nebbia di una giornata di Novembre. Con "Avril",seconda traccia,ci si apre al reading di Emanuele Tonon (con brani tratti dal suo romanzo "Il nemico"),che con voce narrante telefonica ci regala parole che rimangono incollate alle pareti del cervello. "Nel silenzio abissale del Dio che ha straparlato per millenni","Mi illudo di perdonare Dio". Qui la materia sonora si trasforma in magma galleggiante freddo,vulcano gelato attivo. Seduto sul bordo del suo cratere posso ascoltare gli echi di una  festa di paese o il respiro di un gigante (Dio?) di "A wound in the sky". "We'll Never Win (Our Pain)" è per me il punto più alto di questo concept…la tensione si fa sentire sin dall'apertura del brano fino ad arrivare alle parole veramente toccanti di Tonon…"una poca carne stratificata sulle ossa"…"e continuiamo ad aver paura,a guardare il mondo dal basso,ad alzare occhi gonfi di terrore,di dismisura sulle persone che vediamo come fossimo gatti feriti,impossibilitati allo scatto fulmineo…","perchè Marta,perchè ci hanno scagliati qui?. Noi che dovevamo attraversare il mondo con tutto il limpido amore a gonfiarci il petto"…"perchè soffriamo così?". E qui la tensione che ci ha accompagnato per tutto il tempo ci abbandona dolcemente liberandoci in un finale commovente. Un album da ascoltare con gli occhi chiusi,liberi da ogni pensiero. Un premio anche alla copertina,la "Madonna con bambino" di Pippo Galipò.

Laverna Netlabel
Sentimental Machine MySpace

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Sentimental Machine - Naked Lunch
Sentimental Machine - we'll never win (our pain)

Sunday, 24 October 2010

[LBN005] Ballpen - "The dreams trilogy"

Quinta release per La bèl netlabel,promettente netlabel Romano/Biellese. Un altro ottimo artista Sardo,Alessandro Coronas qui nelle vesti di Ballpen,accompagnato da alcuni amici ed ottimi musicisti quali Laura Mura,f.s.blumm e Bruna Melis Fiori. "The dreams trilogy" è sicuramente uno degli album più belli,compatti,creativi ed omogenei che io abbia ascoltato nel 2010. Un concept basato sui sogni,da ascoltare in cuffia ad occhi chiusi,quando ci si corica nel letto dopo una lunga giornata lavorativa. I brani galleggiano morbidi,le voci ti sussurrano nell'orecchio,la batteria accarezzata crea pattern fantasiosi,quasi sempre accompagnati da campanelle e vibrafoni ipnotici. La chitarra disegna arpeggi che a volte riportano ad alcune uscite della Morr. Il tutto velato da piccoli interventi di piccoli suoni elettronici ricercati,che sembrano essere i pezzi mancanti di un meraviglioso puzzle giunto quasi al termine. Tra i brani spiccano il magnetico "The hometown dream", con una inattesa apertura centrale di chitarra acustica di eccellente gusto. "Pass the ball & sail the days" è uno degli apici dell'album. Le prime giornate d'autunno,da ascoltare mentre si ammirano i colori marroni-giallastri degli alberi ottobrini. Poesia. Assolutamente notevole il 5/4 sciolto di "Serene Nightmare",altro piccolo gioiello minimalista qui presente,con un basso che ti fa vibrare i polmoni ed una parte centrale che supera anche la concezione immaginaria di sogno. "Dreams Episode" e "Anna Lise goes to bed" potrebbero essere benissimo i 2 singoli dell'album,una visione di pop elettro-acustico moderna. "The magazine dream" è un altro piccolo capolavoro. La batteria di Coronas la fa ancora da padrona con i suoi pattern strampalati ma perfetti. Dal terzo minuto si parte verso paesaggi latino-lunari...Rio de Janeiro trasportata sulle coste del mare Imbrium. Un album che consiglio vivamente a tutti e che dopo ripetuti ascolti continua a regalare sorprese. Un artista da seguire con molta attenzione.

La bel netlabel
Ballpen MySpace

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Ballpen - Anna Lisa goes to bed
Ballpen - Dream episodes