These are some of the best tracks that I have heard in November 2013:
wim (ウィム) - "White Cat Sleeping" (Totokoko)
Pasini/Pilia - "First Light Of The Day" (La bèl)
Uniform Motion - "The Pen Fallacy" (No Source)
Madoka - "とうしんだい" (Mayoware Records)
Nheap - "Primary Colors" (Acustronica)
Mentz - "dots" (esc.rec.)
Gaetano Fontanazza - "Imasking" (Sucu Music)
A Finnish Contact - 'Detachable Words/Tangled Numbers' (Kohlhaas)
Cock & Swan - "Night Valley" (Hush Hush Records)
Alarmist - "Pal Magnet" (self released)
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Wednesday, 4 December 2013
Monday, 18 November 2013
A Finnish Contact - "In Case We'll Meet" (Kohlhaas 001)
"A Finnish Contact makes questionable music. A Finnish Contact loves to argue."(Words from A Finnish Contact FB page)
Imbarcazioni con a bordo giovani curiosi che remano lentamente in torrenti di bit liquidi. Messaggi radio incomprensibili cercano un contatto, un segnale, una presenza. Ma oscure grotte che nascondono avidamente la notte impediscono ogni ricezione. Le sottili strisce di luna riflessa non riservano alcun beneficio, se non quello di accontentare per pochi secondi i famelici sensi. Una lunga notte in cui l’universo sembra voler raccontare qualcosa che nessuno di noi ha mai saputo. Una notte solida ed umida, imbarazzata e intimorita dall’avvicinarsi di un coltello di cui sono sconosciute le intenzioni. ”In Case We'll Meet” di A Finnish Contact è intima solitudine, un tiepido rifugio notturno dove interpellare i nostri sogni più segreti. E' inoltre la prima release targata Kohlhaas, una nuova e promettente netlabel italiana con base a Trento.
Artist: A Finnish Contact (FB)
Title: In Case We'll Meet
Label: Kohlhaas (FB)
Style: electro-acoustic, minimal
Date: November 11, 2013
Imbarcazioni con a bordo giovani curiosi che remano lentamente in torrenti di bit liquidi. Messaggi radio incomprensibili cercano un contatto, un segnale, una presenza. Ma oscure grotte che nascondono avidamente la notte impediscono ogni ricezione. Le sottili strisce di luna riflessa non riservano alcun beneficio, se non quello di accontentare per pochi secondi i famelici sensi. Una lunga notte in cui l’universo sembra voler raccontare qualcosa che nessuno di noi ha mai saputo. Una notte solida ed umida, imbarazzata e intimorita dall’avvicinarsi di un coltello di cui sono sconosciute le intenzioni. ”In Case We'll Meet” di A Finnish Contact è intima solitudine, un tiepido rifugio notturno dove interpellare i nostri sogni più segreti. E' inoltre la prima release targata Kohlhaas, una nuova e promettente netlabel italiana con base a Trento.
Artist: A Finnish Contact (FB)
Title: In Case We'll Meet
Label: Kohlhaas (FB)
Style: electro-acoustic, minimal
Date: November 11, 2013
Etichette:
A Finnish Contact,
Electro-Acoustic,
Kohlhaas,
minimal
Ubicazione:
Italy
Sunday, 27 November 2011
[NS042] Wacky Southern Current - "In a Realm of Uncertain Summer"
"Wacky Southern Current returns to No-Source for a new album of hauntingly beautiful instrumental music. “In a Realm of Uncertain Summer” sees Marco Cervellin find middle ground between instrumental soundtracks, acoustic moods, and post rock sensibilities."
Ritorna per la californiana (Belmont?) No-Source, Marco Cervellin, con il suo interessante progetto chiamato Wacky Southern Current ad un anno circa di distanza dall'incantevole "Like the wind within the hollow tree". In questo nuovo “In a Realm of Uncertain Summer” ci si abbandona in atmosfere rarefatte, tempi lunghi e dilatati, melodie delicate. Air ed Ennio Morricone che si ritrovano seduti confidenzialmente sugli scogli di un mare estivo. Morbidezza ritmica essenziale, tra organi seventies, slide guitar e sovrapposizioni di arpeggi. Marco Cervellin dimostra ancora una volta di avere una grande sensibilità musicale sapientemente distribuita in un minimalismo acustico emotivo, lontano anni luce da un ambient floscia e piatta che ci circonda quotidianamente. Strutture semplici ma efficaci. Un album perfetto per abbandonarsi in pensieri liquido-vaporosi o semplicemente da tenere in sottofondo in compagnia di buoni amici, lo scoppiettio della legna di un piccolo caminetto e del buon vino italiano.
Title: In a Realm of Uncertain Summer
Ritorna per la californiana (Belmont?) No-Source, Marco Cervellin, con il suo interessante progetto chiamato Wacky Southern Current ad un anno circa di distanza dall'incantevole "Like the wind within the hollow tree". In questo nuovo “In a Realm of Uncertain Summer” ci si abbandona in atmosfere rarefatte, tempi lunghi e dilatati, melodie delicate. Air ed Ennio Morricone che si ritrovano seduti confidenzialmente sugli scogli di un mare estivo. Morbidezza ritmica essenziale, tra organi seventies, slide guitar e sovrapposizioni di arpeggi. Marco Cervellin dimostra ancora una volta di avere una grande sensibilità musicale sapientemente distribuita in un minimalismo acustico emotivo, lontano anni luce da un ambient floscia e piatta che ci circonda quotidianamente. Strutture semplici ma efficaci. Un album perfetto per abbandonarsi in pensieri liquido-vaporosi o semplicemente da tenere in sottofondo in compagnia di buoni amici, lo scoppiettio della legna di un piccolo caminetto e del buon vino italiano.
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| Wacky Southern Current (Marco Cervellin) |
Artist: Wacky Southern Current
Label: NO-SOURCE
Wacky Southern Current - Intro by No-Source
Etichette:
Acoustic,
Airportman,
Ennio Morricone,
minimal,
No Source,
Wacky Southern Current
Saturday, 19 November 2011
[trip.11/Totokoko.025] He died while hunting - "We used to dream awake"
"With electric and acoustic guitars, loops and field recordings, rhythms sounding like an old clock or tribal dances, timid and haunted vocals, he died while hunting delivers a minimalist folk electronica post-everything but post-nothing."
Quasi undici mesi di attesa per avere una nuova release dalla netlabel belga Tripostal Records. Nel frattempo ho assistito anche alla scomparsa del sito e quando oramai ogni speranza era persa ecco invece improvvisamente il ritorno. Ci aveva lasciato con il meraviglioso "Transpheres" dei francesi The Spherical Mind ed ora si ripresentano (in collaborazione con la giapponese Totokoko) con i belgi He died while hunting (Bruxelles). Un duo composto da Cedric e Kevin che ha trascorso quattro mesi in soffitta a comporre questi cinque brani elettro-acustico-minimalisti. Timidi battiti cardio-ritmici e semplici arpeggi di chitarre, voci sussurrate, totale assenza di aggressività. Atmosfere autunno-invernali, le renne di Babbo natale in penombra nel cielo grigio-biancastro. Suoni che riportano a band della scena centro-europea (Notwist,Lali Puna,L'altra) o a label che hanno saputo valorizzare impulsi elettro/acustici (Morr Music,City Slang...). Si rischia di sfiorare una debole monotonia ed un leggero appiattimento sonoro ma il risultato è accattivante ed estremamente piacevole. Incastri vocali che possono ricordare Simon & Garfunkel o i più recenti Kings of Convenience ma rielaborati con un minimalismo elettronico semplice ed efficace. Istintivo e confidenziale, tiepida fiamma accesa per l'inverno incombente. "Love + Hate" è il piccolo gioiello dell'album.
Title: We used to dream awake
Artist: He died while hunting
Label: Tripostal Records/Totokoko
Date: 11 November 2011
DOWNLOAD
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| He died while hunting |
Artist: He died while hunting
Label: Tripostal Records/Totokoko
Date: 11 November 2011
DOWNLOAD
Etichette:
Acoustic,
Easy listening,
He died while hunting,
minimal,
totokoko,
Tripostal
Saturday, 22 January 2011
[mam154] bell monks - "Lullaby"
Sono quasi senza parole dall'alta qualità che riescono a raggiungere certe release. E torno nuovamente a parlare di Mine All Mine Records (Madison, Wisconsins, attiva dal 2006) che con questo "lullabies" di bell monks, band del Wisconsins composta da Jeff Herriott , Eric Sheffield, (entrambi laureati in educazione musicale presso l'università di Whitewater) Heidi E. Johnson, Matt Hund, Anna Weisling , ha catturato la mia attenzione già dal primo ascolto, sia per la pulizia e nitidezza del suono che per l'intensità dei brani.
Musicalmente mi fanno pensare ad una improbabile jam session tra Massive Attack, Pink Floyd e Alan Parson Project (la voce, profonda, calda e seducente a tratti mi ricorda quella di Eric Woolfson,co- fondatore e cantante degli Alan Parson Project). I suoni limpidi di ogni singolo strumento confermano l'eccellente padronanza tecnica dei musicisti e lasciano intuire un accurato lavoro dietro al banco del mixer. Il primo brano, "A collar and a chain" può essere la carta d'identità dell'intero album, cupo, sinuoso...un'anomalo serpente dal sangue caldo che si aggroviglia intorno al corpo senza soffocarlo. L'intricata ritmica e la valida struttura di "Among the stars" mi fanno pensare che questo album rimarrà per alcuni mesi in rotazione continua nel mio lettore mp3. Con "Solace" è puro amore a prima vista...religiosa, intima...verrebbe da mettersi in ginocchio e ringraziare bell monks di tutto ciò. Il collegamento tra "In the wall" e "Hear the bells" mi lascia di nuovo a bocca aperta, (per favore ascoltatelo).
"At the sun comes up" è un altro gioiello di questo album che nonostante le sue 12 tracce non scende mai di tono, mantenendo sempre alta l'attenzione e rilasciando un profondo stato di benessere dopo un piacevole e concentrato ascolto.
P.S. Mine All Mine e bell monks hanno instaurato una collaborazione che consiste in una nuova piccola release (2 brani più foto e video) alla fine di ogni mese. Non mancherò all'appuntamento.
A collar and a chain
Solace
Hear the bells
DOWNLOAD
bell monks
Musicalmente mi fanno pensare ad una improbabile jam session tra Massive Attack, Pink Floyd e Alan Parson Project (la voce, profonda, calda e seducente a tratti mi ricorda quella di Eric Woolfson,co- fondatore e cantante degli Alan Parson Project). I suoni limpidi di ogni singolo strumento confermano l'eccellente padronanza tecnica dei musicisti e lasciano intuire un accurato lavoro dietro al banco del mixer. Il primo brano, "A collar and a chain" può essere la carta d'identità dell'intero album, cupo, sinuoso...un'anomalo serpente dal sangue caldo che si aggroviglia intorno al corpo senza soffocarlo. L'intricata ritmica e la valida struttura di "Among the stars" mi fanno pensare che questo album rimarrà per alcuni mesi in rotazione continua nel mio lettore mp3. Con "Solace" è puro amore a prima vista...religiosa, intima...verrebbe da mettersi in ginocchio e ringraziare bell monks di tutto ciò. Il collegamento tra "In the wall" e "Hear the bells" mi lascia di nuovo a bocca aperta, (per favore ascoltatelo).
"At the sun comes up" è un altro gioiello di questo album che nonostante le sue 12 tracce non scende mai di tono, mantenendo sempre alta l'attenzione e rilasciando un profondo stato di benessere dopo un piacevole e concentrato ascolto.
P.S. Mine All Mine e bell monks hanno instaurato una collaborazione che consiste in una nuova piccola release (2 brani più foto e video) alla fine di ogni mese. Non mancherò all'appuntamento.
A collar and a chain
Solace
Hear the bells
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bell monks
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