Friday, 16 September 2016

Safir Nòu - "Groundless" (La bèl 036)

"Safir Nòu (Antonio Firinu) is a composer, guitarist and accordionist. The music collected in the album Groundless could be identified as “total music”, influenced by different styles and genres, from world music to post-rock to jazz. The sounds and the melodies bring the listener to an ethereal and hypnotic dimension, which is the “groundless” dimension indeed. The Album has been produced between Italy (Cagliari), Spain (Leon) and the Netherlands (Amsterdam)." (Text from release page)

Un graduale risveglio, i sensi che ad uno ad uno, tenendosi per mano, si riappropriano del mondo circostante. Ed è la chitarra di Antonio Firinu ad accompagnarmi in questa delicata estasi sonora. Musica che respira, che si prende le giuste pause, con gli strumenti che si scambiano carezze aggraziate, si guardano negli occhi e beneficiano dei silenzi per riprendere il loro intimo rapporto con maggior intensità. C'è sentimento, c'è grazia, c'è un segreto desiderio di riappacificarsi con un mondo che sta premendo sull'acceleratore con gli occhi chiusi. Ci sono esperienza e capacità di ascolto, la rara abilità di utilizzare ritmiche inusuali (5/8, 7/8) con semplicità ed eleganza. La musica di Safir Nòu cavalca l'aria, adagiandosi su brezze primaverili, sorridendo alla bellezza che la natura ogni giorno ci regala senza avere nulla in cambio. Ma c'è anche tensione, sottile, quasi impercettibile, come quella delle corde degli strumenti suonati. Ci sono i colori di un mare invernale, ponte immateriale di congiunzione tra terra e cielo, finalmente adagiato in quella silenziosità che gli appartiene. E in questo mare, su di una piccola isola, uno strumento prega l'universo, prega per la bellezza che l'uomo, figlio corrotto della natura, volendo sa creare. Bellezza universale, come quello che "Groundless" rappresenta. Musica che non ha una connotazione geografica, ma che si armonizza con il respiro della terra e dell'universo, scansando le abusate malignità che ogni giorno vengono esposte gratuitamente dai media. La filosofia del donare bellezza per ricevere bellezza, per migliorare un'umanità viziata e soggiogata da un sistema economico invadente. La musica di Safir Nòu è un morbido volare, un abbandono ai sensi, un amorevole lasciarsi cullare spogliandosi delle brutture e le cattiverie che ogni giorno incrociamo, volontariamente o involontariamente. Senza tempo.


Antonio Firinu (Safir Nòu)



Artist: Safir Nòu (SC)
Title: Groundless
Label: La bèl
Style: acoustic, guitar, neo-classical
Date: September 09, 2016







Tuesday, 13 September 2016

Damn Robot! - "Derp" (Hawk Moon Records 020)

"Damn Robot!’s “Derp” is a bright, bold and beautiful work. With post-rock leanings, it has a flexibility that feels reminiscent of Mogwai’s early work. A sense of optimism permeates the collection. Fully realized the song’s drift by in an iridescent display of colors. Over the course of “Derp” Damn Robot! creates a wordless narrative of sorts. By navigating vast seas of sound Damn Robot! presents a kaleidoscopic array of sounds. Effortlessly bringing samples into a mix of classical, rock, with shades of ambient the collection comes straight from the heart." (Text by Beach Slot)

Perché non ti fermi? Così, improvvisamente, un piccolo scherzo, senza avvertire? Non sarebbe nè triste nè divertente. Sarebbe e basta. Guardo alle lotte impossibili con freddo distacco. Tutto c'è e non c'è, sorprendentemente insignificante. Tutta questa ossessionante smania a dover lasciare su questo inquinato terreno un'impronta, un assurdo segno del nostro passaggio. Lottare, sopravvivere, vivere, illudendosi con amarezza della nostra inutile presenza. Damn Robot 2016. Un po' di spazio, inteso come quella sostanza buia e misteriosa oltre la nostra atmosfera. Ma anche un po' di affascinante intimità da cameretta che si lascia sedurre facilmente da echeggianti ritmicità elettrificate. Centinaia di immagini che scorrono rapide di fronte ad un buio tenebroso. Tutto può essere dimenticato in un istante. Tutto può essere, in alternativa ad un galleggiamento imposto. Quello sporco rifugio del fare, quella logorante malattia del dover assolutamente terminare qualcosa, ingannandosi consapevolmente sulla reale importanza di quel qualcosa o, in alternativa, alla reale importanza della reale importanza.


Damn Robot!




Artist: Damn Robot! (SC)
Title: Derp
Label: Hawk Moon Records
Style: post-rock, electronic, ambient
Date: August 22, 2016




Saturday, 3 September 2016

ELYA – “Glaciers” (La bèl 035)

"This work is a consequence of one year of traveling across continents. Glaciers was recorded and conceived between Peru, Sardinia and Istanbul. Elia Casu has a degree in Jazz Guitar from the Conservatorio di Cagliari in Sardinia, and a Masters in New Musical Languages in Siena, Tuscany. He founded a modern music academy in Sardinia (IT) and has been an improviser and teacher from the age of 18. In 2015 he moved to Peru and began working as sound designer and composer for a media production company. Now he’s living in Istanbul. He has played all across Italy and Europe as a member of the bands OnGaku2, PER, Takoma, Nick Rivera and Rural Electrification Orchestra. He is prolific writer with over 20 albums under his belt." (text from release page)

Cicale elettroniche cantano ritmicamente e allegramente in distese indisturbate mentre chitarre irriconoscibili tracciano melodie vagamente profumate di spezie mediterranee. Sonorità ritmiche completamente reinventate si intrecciano con brevi break da videogame a due spanne dal game over. Pattern di batteria che vengono piegati e stropicciati su semplici melodie di tastiere che a volte mettono tenerezza, per poi essere aggredite sorprendentemente da chitarre filtrate e quasi irriconoscibili, forse uno dei fiori all'occhiello di "Glaciers". L'uso delle ritmiche rimanda ad un altro degli artisti di punta di casa La bèl, tal Menion Stefano Ferrari, da poco uscito anche lui con un progetto lontano dai suoi lavori precedenti intitolato "Behind a Shadow". Attraverso i suoi viaggi Elia Casu si reinventa come compositore ambient-elettronico dai risultati brillanti. L'album,  che inizialmente avrebbe dovuto essere pubblicato in due parti, si divide nettamente a metà. La prima con tre tracce dall'andamento frizzante e quasi giocoso e la seconda in cui le tre tracce rimanenti sprofondano in zone ambientali più riflessive e toccanti dove probabilmente escono maggiormente le sensazioni avute visitando luoghi desertici e senza dubbio più vicini ad un sentimento mistico. Con Pastoruri si ha la sensazione di volare al rallenty ad un metro dal terreno, facendosi regalo di ogni sfumatura che il mondo ci dona in ogni attimo. Glaciers è natura, senza dubbio a modo suo, ma in ogni traccia sento il profumo di terra dimenticata, di liquidi ribelli e vegetazione nascosta dietro ad un impercettibile movimento.



ELYA (Elia Casu)



Artist: ELYA (SC)
Title: Glaciers
Label: La bèl
Style: electronic, ambient, experimental
Date: July 14, 2016







Friday, 2 September 2016

Martino Dessi - "Distance" (self released)

Martino Dessi is an italian musician active both as a sideman and as leader in projects that include Jazz, rock, gipsy swing and avant-garde music. He honed his skills as a performer studying at Palestrina Conservatory (Cagliari, Italy), the Lithuanian Academy of Music and Theater (Vilnius) and the City College of New York, majoring in Jazz Performance. In 2013 he starts to collaborate with violinist Ernesto Llorens, with whom he plays extensively in New York and in Spain. In 2015 he takes part to the 100 guitar orchestra led by composer Glenn Branca, and plays at the debut of Branca's Symphony n.16 Orgasm at the Philarmonie de Paris. His latest project, Distance, is an album of original songs that draw from Jazz, Rock and electronic music worlds, written between Paris and New York, recorded in Sardinia (Italy) and entirely self-produced. 

piccoli accorgimenti su un accordo. gommosità elastiche finto dance. forse un estate del 83. tra luci ed ombre provocate da foglie in movimento. cassa in 4 e poi dimezzamento di tempo...ma com'è gustoso questo sound!  e poi c'è la chitarra di Martino Dessi che ti parla e ti racconta le sue piccole storie. bei racconti ubriachi di jazz. note che scivolano su ventilate stagioni intermedie, con un suono che non ama cambiare ma che sa parlare, che ha la capacità di descrivere con lieve delicatezza paesaggi sonori disegnati a matita. l'afoso ricordo di estati infantili si tramuta in poesia dal gusto semi dolce. È un suono che profuma natura, che sorvola su piccole foglie di siepi, si appoggia su fiori succhiati avidamente da api ingorde. labbra lineari che non hanno più emozioni da ingoiare giocano a biliardo in un anonima sala d'aspetto. accenti così diversi che solo la musica potrebbe unire...ma i discorsi della chitarra di Dessi, che a me sembrano così universali, so che in realtà non lo sono e questo un po' mi rattrista. gusti, cultura, educazione all'ascolto. Ma fortunatamente su tutto domina la preziosa convinzione che la bellezza rimane, luminosa, inattaccabile. a volte preferisce restare in ombra per poi riemergere più esplosiva di prima. La chitarra e la musica di Dessi sono per me una delle svariate descrizioni della bellezza. nitida. chiara. onesta.


Martino Dessi


Artist: Martino Dessi (Official site)
Title: Distance
Label: self released
Style: jazz, guitar, impro
Date: June 15, 2016







Monday, 29 August 2016

chloe orin - 調律と調和 tuning and harmony (Element perspective 190)

subacqueo. azzurro. dilatazione dei sensi. scie nell'acqua dalle morbide geometrie. risvegli ovattati in una silenziosa luce mattutina d'agosto. calma. va tutto bene.  anche se le agende sembrano prendersi gioco di me. come queste zanzare dai voli nervosi e sconnessi. la terra che parla, la terra che ascolta, la terra che si prende gioco di me. mentre la fame mi spintona con arroganza decidendo autoritariamente di colmare il vuoto del mio mal di vivere. il segreto desiderio di un dispiacere per assicurarsi un successivo sentirsi meglio. una voce. una carezza. non ci sei più ed ho smesso di parlarti nella tragica consapevolezza di non bastarmi. eri la mia amica invisibile, la luminosa animatrice delle mie azioni. la tua voce ora sbiadita come una foto dimenticata in solaio. Ma qui, nel mezzo di questa soleggiata estate, pronuncio il tuo nome e tu rispondi. chloe orin mi ha fatto capire che la mia piccola esistenza, se condivisa con te, si completa dei colori che mi mancano. la tua voce velatamente roca, la tua breve e intelligente risata sono di nuovo qui, protagoniste dei milioni di suoni che popolano le mie orecchie. grazie chloe. la musica serve anche a questo.


Artist: chloe orin (SC)
Title: 調律と調和 (tuning and harmony)
Label: Element perspective
Style: ambient, electronic, piano
Date: August 03, 2016

Wednesday, 10 August 2016

Massimo Ruberti - “Granchite Yumtruso PT. 1“ (Nostress Netlabel)

"Granchite Yumtruso PT. 1" it's an album in warm and elegant sounds, scratching the heart and soul of the listener. A work that runs through wilderness, unexplored and never trodden by human. Through listening we find ourselves in a desert devoid of its characteristic and constant wind, driving on non-existent paths, you suddenly find yourself in an oasis where the perspective changes and even the sand seems to take on the color of the sky and thirst suddenly becomes the ' last of the primary needs. (text from release page)

Dopo lunghi viaggi interstellari il prolifico Ruberti torna nel nostro confuso ed enigmatico pianeta. Orchestre d’archi, voci femminili che si rincorrono in un contesto epico-giunglo-forestale. Il tocco caratteristico dell’elettronica del musicista livornese c’è ma non si vede. Si lascia sedurre da registrazioni ambientali, pianoforti e melodie vocali che evocano ampie zone desertiche. La solitudine che permeava le opere cosmiche di Ruberti ritorna anche qua, tra le crepe di un terreno che non ricorda più il sapore della pioggia, nel solo di un sassofonista che suona mentre contempla il profilo di arse montagne all’orizzonte. Strade polverose ed insetti incazzati. Ma con "Metal Talking Artifact Box" si ritorna alla civiltà con un sincopato groove di batteria che puzza di strade maleodoranti di una metropoli abbandonata a se stessa. L'influenza dell'elettronica eighties è sempre presente e si fa sentire soprattutto nell'ultima traccia, "Spider Guardian Machine". Piccola perla dell'EP è indubbiamente "Pink Cave", profonda, seducente, cinematografica. Ammetto che questa svolta terrestre di Ruberti mi incuriosisce assai e quindi attendo il capitolo 2 di questo intrigante Granchite Yumtruso.




Massimo Ruberti



Artist: Massimo Ruberti (SC)
Title: Granchite Yumtruso PT. 1
Label: Nostress Netlabel
Style: Electronica, krautrock, psychedelic
Date: July 26, 2016






Tuesday, 2 August 2016

Koji Maruyama - "comune" (mimi records 252)

 "comune" offers a collection of four meditative piano pieces so extraordinarily beautiful that you won’t believe it. This is dreamy and wistful music that somehow seems to be staring off into the distance, only occasionally waking with a start to the quirky calling of a wrinkle from the real world.These pieces just seem to unfold, taking the listener at once to a deeper, yet buoyant place within them and each leaves you with the anticipation of the next. And I hope this has left you with the anticipation of hearing for yourself. (text from release page)

crepe nei piedi accompagnano il tuo lento dissolverti. il profumo dell'autunno si fa riconoscere dall'erba calpestata. sarà nuovo,  come ogni minuto senza di te.  come lo era prima, senza di te. eri la luce che illuminava le mie tenere ambizioni e l'acqua che innaffiava la mia rugosa creatività. il tuo ultimo abbraccio è ancora imprigionato nella mia maglietta. il milionesimo essere umano senza un tracciato, senza un disegno da colorare, forse altalenante e solo, ma sicuramente libero. cos'altro se non la dedizione? le tue dita muscolose ti porteranno in alto ma quaggiù cosa lasci? case vuote e anime che con te si sono riaccese in un umido inverno, ma ora l'estate è sopra la mia testa indifesa e ciò che mi tormenta è il freddo che sento. il passato è ritornato passato, il presente mi sfiora senza toccarmi e il futuro è aria densa di fitte goccioline. Koji Maruyama suona piccole poesie impregnate di malinconica positività. Tra il bianco e l'azzurro, accarezzando tutte le tonalità intermedie, cavalcando dinamiche e andamenti, con ferma determinazione e incantevole grazia.

Artist: Koji Maruyama (SC)
Title: comune
Label: mimi records
Style: ambient, acoustic, piano
Date: July 26, 2016


Thursday, 9 June 2016

ykymr – "Spring Fields Become a Hummingbird” (La bèl 034)

"Summer makes you lovely, I realized fall.
You have tears from the north.
And, Spring Fields become a hummingbird." (Text from release page)

Ciuffi d'erba che si muovono. Una lucertola che cerca il calore del sole. Un ultra-quarantenne in cerca di affermazione, con se stesso, sotto il sole, spostando terra, spiando i vermi involontariamente disturbati. Un arpeggio che culla il trascorrere delle ore, che finge di non sentire i rintocchi del vicino campanile e accoglie l'ennesima pioggia con serenità. Potresti sdraiarti, svestirti, accusando l'estate, e chiedermi disperatamente un aiuto che il mio insignificante potere potrebbe donarti. Solletichi le mie braccia spiando furtivamente l'erezione dei miei peli. Una voce mi ricorda la bellezza del desiderio, l'energia sprigionata da una positiva insoddisfazione, lasciata vibrare per dare un suono alla ricerca, al rinnovamento, come la primavera raccontata da ykymr in "Spring Fields Become a Hummingbird”. Fermarsi e sorprendersi davanti alla perfezione della natura, accontentandosi per una volta di un semplice sguardo, di una risata improvvisa o della voce spezzata e commossa di una moglie che ha da poco detto addio per sempre a sua madre. Tutto svanisce sotto la nostra disturbata e flebile attenzione, come il piano distorto di "Spring Birds", che timidamente lascia il posto al canto vero dei passeri che allegramente cinguettano su questo prato.


ykymr




Artist: ykymr (SC)
Title: Spring Fields Become a Hummingbird
Label: La bèl
Style: ambient, electro-acoustic
Date: May 07, 2016







Saturday, 28 May 2016

Stereoshape - "Laser Lori" (self released)

Laser Lori is written and produced by Stereoshape.  Track 9 is written by the fabulous Erna. Jens Rödner - Guitar, Bassguitar, Vocals, Drums and Keys  Oliver Rieger - Arrangement, Drums, Synths, Lyrics  Erna Imamovic - Vocals on tracks 1, 2, 5 and of course 9  Lars Rödner - Vocals on track 6 and 7 

Ciao Sara. L'ennesimo cancro improvviso che colpisce il mio vicino di casa da poco conosciuto  sembra dispiacermi di più rispetto ad una persona frequentata da una vita. Un'altra vita che vuole spegnersi saltando nel vuoto di un ponte che celebra il panorama di questa città che ha perso un'identità e arranca a ritrovarla, visto il faticoso e volte poco sincero rapporto tra ognuno di noi. La madre di mia moglie che ha scelto il lamento lento e apparentemente insignificante per recriminare una vita che non ha voluto ma che non ha avuto la forza di modificare. Cara Sara, qui tutti si lamentano in continuazione e io voglio spegnere questo vorticoso rumoreggiare inquietante e accendo Stereoshape. Oh si, cara, questa è elettronica che circola nelle vene. Bassi che fanno fluire il sangue come fosse l'acqua di un giorno di pioggia ininterrotta. Si, probabilmente mi dirai che non senti nulla di nuovo, ma quel timido fill di batteria che porta al refrain di "Purple Blooming Clouds" è innocentemente assassino. Come il modo di collegare un brano all'altro (che solo su Soundcloud si ha modo di capire efficacemente). Un album fluente, accurato, intelligente. Le piccole cose, come tagliare l'erba con la forbice dove il tosaerba non può arrivare. Le piccole cose. Sempre. Le piccole cose fanno le cose grandi. Come ti ho già detto potrei elencare Notwist, Tarwater e tutta la compagnia bella tedesca. Ma non importa. Stereoshape per me funzionano così,  senza inutili paragoni. Sarà l'età, saranno le innumerevoli ore passate ad ascoltare musica, ma era da un po' che non mi soffermavo su un album come questa volta. Magari tu mi dirai che per te Stereoshape sono insignificanti e io resterò sbalordito. Com'è possibile? Non è possibile non riconoscere la cura che c'è dietro a questa musica. È come una pianta di rose ben curata. Che ti piaccia o non ti piaccia il fiore, con un minimo di sensibilità puoi riconoscere l'amore che si è dato per farla diventare tale. Laser Lori ha compensato gli sporadici cali di energia di questi ultimi mesi. Da quando tu sei partita. Fluire e determinare il percorso contemporaneamente. Con la tenera consapevolezza che qui tutto inizia e tutto finisce. Apparentemente.



Stereoshape



Artist: Stereoshape
Title: Laser Lori
Label: self released
Style: electronic, pop, acoustic
Date: May 08, 2016




Friday, 29 January 2016

Cuarto / Indiosingracia – “Krilin Split” (La bèl 033 / Bestiar 140)

“Krillin Split” is a valuable collaboration between two promising young Spanish musicians: Cuarto and Indiosingracia. Tradition, modernity and ingenious experiments gather in ten tracks melting folk, electronic, ambient and pleasant oddness. “Krilin Split” is cozy, warm, friendly and candidly melancholy. The first step towards something new. (Text from La bèl page)

sensualità. corpi che si cercano e non si trovano. movimenti ripresi dagli occhi come videocamere digitali. rallentando, quasi fermandosi, per ricordare meglio, per riempire le giornate di una gioia sempre più difficile da ritrovare. immaginare. sorvolare su quella disturbante parola chiamata realtà. carezze e abbracci che vorresti regalare ma soffocati dalla paura di essere frainteso. eppure è tutto così semplice. una voce irrompe e urla: "bambini alzatevi e gestite questo mondo!" non è facile, ma forse sapreste fare di meglio. improvvisare e giocare con l'istinto e scoprire per l'ennesima volta che la vita è così piccola. e sentirsi stupidi, imprigionati in una fragile bava di ragno che avvicina astutamente regole, comportamenti di dovere, maschere. una stanza colma di maschere! una mano che si accarezza lentamente il torace,  che forse cerca il battito di un cuore impaurito e anestetizzato. passeggiate solitarie lungo rettilinei verticali ed orizzontali e quella minima sensibilità che basta per accorgersi che il sole non è mai lo stesso. parlare con l'aria, in un'inconsapevole speranza che i miei dialoghi arrivino a destinazione. una musica pura. che chiede solo di essere ascoltata, vissuta, ma sottovoce. senza disturbare il frequente faticoso vivere di ognuno di noi. “Krilin Split” è il dialogo immaginario che ognuno può trovare con chi meglio crede. Con il figlio che cresce, con l'albero che sta aspettando la primavera, con la moglie in trasparenza, con un luogo ritrovato dopo anni o con un anima generosa che si incrocia casualmente con la tua.



Cuarto/Indiosingracia



Artist: Cuarto (FB) / Indiosingracia (BC)
Title: Krilin Split
Label: La bèl / Bestiar
Style: acoustic, guitar, electronic, folk
Date: January 06, 2016






Monday, 28 December 2015

Makoto Tanaka - "The fluttering we Original Soundtrack" (totokoko 050)

about this work
stage play "kibou no hoshi" produced by ishihara promotion.
this is a soundtrack for documentary film.
documentary is about rehearsal to public performance.
Documentary film by Yu Katsumata. 
"The fluttering, we" Original Soundtrack.
Music Composed by Makoto Tanakala
(text from release page)

la primavera che dovrà arrivare mi invia una mail dicendomi di stare tranquillo. andrà tutto bene come al solito, forse anche meglio degli anni precedenti. le api mi aspetteranno tra le tegole del solaio? il profumo dell'erba secca che si è nascosta per mesi pensando che non la trovassi. poche note messe al punto giusto, piccoli cambiamenti che tratteggiano le differenze che rendono uniche tutte le cose, belle o brutte che siano. una camera dall'alto soffitto, un'ampia vetrata, un pianoforte e un violino e fuori la natura che ascolta ammaliata. girare su se stessi, sempre più velocemente, ingenui primi esperimenti per modificare la percezione della realtà. il dolce piacere della solitudine, soprattutto quando è diventata merce rara. fuori il mondo si prepara ad essere felice, nonostante tutto, con l'amara consapevolezza che poco cambierà, tranne l'ennesimo vestito che indosserà, illudendo se stesso e gli altri di essere riuscito a cambiare veramente.

Artist: Makoto Tanaka (FB)
Title: The fluttering we Original Soundtrack
Label: totokoko
Style: acoustic, soundtrack, guitar, piano
Date: October 16, 2015


Saturday, 5 December 2015

armaud - "How to Erase a Plot" (lady sometimes records)

"armaud is an ethereal warrior. 
A charming balance between fragile vocals and a down-to-earth attitude, from the seemingly sad little girl to the woman finally claiming her courage to be rough." (text from Bandcamp page)

passi leggeri  tra le vie di una città in bianco e nero, per non disturbare il tempo che ti cammina accanto. minuscole gocce di nebbia nascondono abilmente le imperfezioni di una vita inconsapevolmente improvvisata. carezze e respiri sotto a lenzuola dipinte di nero. potresti essere chiunque ma sei tu. un sottile gioco di intimità accennate, di sguardi che fuggono impauriti,  di pieghe di vestiti stropicciati che si spostano lentamente come onde di un mare dormiente.  un'invadente sensibilità che ti accompagna al bicchiere più vicino per placarla. quante albe e tramonti persi per giocare ai giochi di una società cronicamente ammalata? i puntini elettrici che si accendono sotto la pelle, brevi e rare gioie orgasmiche provocate dall'ascolto di gioiellini intimo-acustici quali "BK". L'autunno sta per terminare e "How to Erase a Plot" continua a dipingere le mie giornate di tenui colori grigio-bluastri. Credo che se in un improbabile giorno dovessi incontrare Paola Fecarotta, vocalist e compositrice di Armaud, l'abbraccerò per più di tre secondi e non più di quindici. Da non dimenticare anche Marco Bonini, ingegnoso musicista romano che seguo con interesse da alcuni anni, in attività anche con Mamavegas, Acre e Ubik.



Paola Fecarotta (armaud)



Artist: armaud (official site)
Title: How to Erase a Plot
Label: lady sometimes records
Style: dream-pop, folktronika
Date: October 23, 2015








Friday, 4 December 2015

Jan Grünfeld – “Music for plants” (La bèl 031 / Headphonica 109)

"The tracks of “Music for plants”are based on a live improvisation with electric guitar and a looping machine. Jan Grünfeld has recorded the music in the summer of 2014 on a huge balcony of an old villa in Bad Muskau, right at the German-Polish border – a very arcadian place! The music is free, like a suntrap. The plants grow better with Jan Grünfeld’s music! But not turn up too loud! And do not forget to water!" (Text from release page)

Movimenti delle palpebre al rallenty. L'odore della notte spalmato su abiti disordinati. Instancabili cicale giocano a nascondino tra le pieghe di campi incolti. Una spirale sonora che attira e respinge flussi di note che si confidano segretamente tra di loro. La natura dipinge con colori tenui le pareti fluide di questo carezzevole quadro sonoro. Si sorvolano cime di elevata bellezza nell'ipnotica "full bloom". Scaricare i pesi superflui per ottenere una migliore lievitazione e risvegliarsi di soprassalto tra le strade notturne infrasettimanali di un'assonnata città mitteleuropea. C'è questa intimità che mi abbraccia e a momenti mi sembra di essere seduto accanto a Jan, nel balcone di questa vecchia villa dove sono nate queste tenui entità sonore vestite di ambient, ma con una profondità che penetra nel sottosuolo, sia terrestre che umano. (feel alife)


Jan Grünfeld

Artist: Jan Grünfeld (official site)
Title: Music for plants
Label: La bèlHeadphonica
Style: acoustic, guitar, ambient
Date: October 07, 2015






Saturday, 5 September 2015

Gi Gi Giraffe – "Home Made Works" (Tanukineiri 079)

東京を拠点に活動するインディーロックバンド・Gi Gi Giraffe(ジジジラフ) のGt. & Vo.山本が2013年の春休みに、GarageBandを用いて録音・ミックスした完全なる"宅録作品"“Home Made Works(全6曲入) 
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ローファイでありながら、ジャンルレスでどの曲もポップに仕上げました。制作は一人だったので、”バンド"での再現性よりも、 録音源としてスピーカーから流れる”曲”を楽しんでもらいたいというコンセプトで作りました。
"Gi Gi Giraffe" is a home recording project
I tape my stuff usually (sometimes make appearance in concerts as a trio band)
Play each tune loud enough because of low volumes. 
(text from release page)


"Home Made Works" dei giapponesi Gi Gi Giraffe possiede un groove che sa sedurmi ad ogni ascolto. Sin dalla prima breve traccia, "Naked Girl", un ingannevole bluesy sostenuto, dall'andamento ubriaco e con un brillante dialogo tra basso, batteria e chitarre. "Picture" strizza l'occhio allo sporco e genuino funk anni settanta; clap-hand a comparsa su un middle tempo che mi impedisce di mantenere ferme molte parti del mio corpo. Senza dubbio i nostri tre simpatici e beffardi musicisti giapponesi (Yamamoto(Gt) Uemura(Dr) Okuizumi(Bs)) sono influenzati non poco dalle sonorità 60/70, Beatles e Beach Boys su tutti. L'album scorre via nella brevità delle sue sei tracce, divertendo nelle piccole ma originale trovate, tra falsetti accattivanti, ritmiche strampalate e sgambettanti e quella sana attitudine a non prendersi troppo sul serio. Conclude "Everything goes", la traccia più audace e melodica di "Home Made Works", tra sapori latin e lievi malinconie pre-autunnali.

Artist: Gi Gi Giraffe (SC)
Title: Home Made Works
Label: Tanukineiri
Style: psychedelic, pop, rock
Date: August 21, 2015 


Sunday, 16 August 2015

AXVXA - "地平線へ" (otoginomori 010)

インストポップス音楽家であるAXVXAによるアルバム、「地平線へ」。
今作は2012年に”Hand Craft Records”からリリースされたアルバムの再配信。
ボーナストラックとなる「ホワイトビーチ」は今回のリリースに併せて制作。(text from release page)

Musica acquatica. Un tuffo da una roccia dipinta con carboncino e giù,  tra i suoni ovattati di fondali pietrosi. Semplicità ripetitiva che si offre d'appoggio per melodie essenziali. I riflessi di una superficie che avrebbe tante cose da dire ma che non lo fa. Un enorme punto interrogativo che forse c'è sempre stato ma che solo ora osserviamo (con improvviso timore) per la prima volta. Visioni distorte da monitor incandescenti e predicatori occasionali. Quaggiù si sta decisamente meglio, circondati da sfumature verdi-azzurre e un opaco pulviscolo rallentato. Ci si dimentica velocemente dell'assenza di nuovi profeti e di una nuova visione positiva che possa far tornare a sognare un'umanità sotto anestesia da troppo tempo oramai. Arrendersi al nostro amato ego e nuotare beatamente nel solitario mare della nostra individualità. Finalmente potremo dedicarci completamente a noi stessi, finché ce lo permetteranno o finché non cadremo a terra annoiati. Sguardi sorridenti dall'altra parte della riva. Eppure sembrano stare tutti bene...

Artist: AXVXA (SC)
Title: 地平線へ
Label: otoginomori
Style: electronic, dreamy, instrumental
Date: August 01, 2015


Friday, 14 August 2015

Jack Goldstein - "Tonic of wilderness" (self released)

"Tonic of wilderness" is partly inspired by Hallmark cards of the mid-nineteen eighties and contemplating what the baby from True Romance might have been like as a grown up. (text from release page)

Variegato e beffardo, "Tonic of wilderness" del musicista londinese Jack Goldstein  si apre con l'esplosiva "Thuggery Bisque", un rap-lo-fi-rock tutto al femminile che si mescola dopo poco più di due minuti ad un electro-rap sussurrato, fortemente odorante eighties, con tanto di ritornello accattivante da lungomare in auto cabriolet e finale orchestrale (Try 2 Love). Alla terza traccia mi rendo conto che la noia non intaccherà sicuramente l'ascolto di "Tonic of wilderness", vista la freschezza e la diversità di stili che caratterizzano questo album, che strizza l'occhio al pop con coscienza e lucidità. "Ronnie James Dio Blues" mi conquista sin dal primo ascolto, con l'andatura del ritornello che mi riporta ad una lontana e celebre chiamata di Londra datata 1979. Jack Goldstein gioca con registrazioni fuori campo e grotteschi giochi di pitch con nonchalance. Non mancano attimi più quieti come in "The Champ" (nonostante il finale spiazzante). Improvvisi e piacevoli risvegli electro-pop (Pocket Of Rainbow$s). Morirà mai questo genere nato con i primi sintetizzatori? Ascoltando la musica odierna direi proprio di no. In "Scent Of Wilder" si raggiunge uno dei momenti di massima bellezza di questo album. Melodia e ispirazione, un breve pezzo di flauto ritagliato su misura e un finale che sorride ai Radiohead di "Amnesiac". C'è pure lo spazio per uno space-electro-folk dai bassi viscerali in "100mph Libber". "Tonic of wilderness" contiene nove tracce convincenti che molte volte rimandano a cose già sentite ma che con l'aiuto dei guizzi creativi di Jack Goldstein riescono a illuminarsi di una luce propria. Piacevole.



Jack Goldstein




Artist: Jack Goldstein (SC)
Title: Tonic of wilderness
Label: self released
Style: experimental-pop
Date: August 10, 2015


Monday, 10 August 2015

Vaga-lume - "Vaga-lume EP" (Bestiar Netlabel 129)

This album has been recorded and mixed in London by ourselves during March and July 2015. All tracks recorded at Kingston University except “Yermo II” and “Parece Vela (Baño)”, which was made in our bathroom. All of the songs composed by Vaga-lume except the saxophone solo in “Jab”, composed and played by Dudú Bongo. Many environmental sounds that are blended with the music have been recorded with our Zoom H2N tape recorder.
Picture of the cover by Julia Campins and designed by Ferran Avila. (text from release page)

Sono bastati sei mesi e tre album per far entrare Max Feriche nella rosa dei miei musicisti preferiti. E così, dopo due album pubblicati sotto il nome di Cuarto ecco arrivare il nuovo progetto firmato Vaga-lume in compagnia del batterista Javi Carles. Post rock? Non solo. Le disparità ritmiche qui presenti e i diversi giochi tematici rendono questo "Vaga-lume EP" estremamente vario e appetitoso. "Emerald" potrebbe essere l'esempio più rappresentativo. La precisione esecutiva e la qualità sonora non sembrano essere la prerogativa dei due musicisti che appaiono più intenti a perdersi nelle larghe e ondulate atmosfere delle proprie variegate composizioni. Se cercate qualcosa di veramente prezioso lo potete trovare in "Jab". L'innocente grinta della giovane età shakerata con una buona dose di ascolti provenienti dal passato prossimo e remoto. "Set Grans" rimuove anche quel poco di polvere grunge anni 90 rimasta a terra. "Vaga-lume EP" odora di gioventù accaldata e sudata, che ha dimenticato il cellulare a casa e se n'è accorta due giorni dopo. Giovane energia positiva concentrata in sette tracce che chiedono di essere riascoltate al primo sopraggiungere del silenzio.


VAGA-LUME: Max Feriche/Javi Carles

Artist: Vaga-lume (FB)
Title: Vaga-lume EP
Label: Bestiar Netlabel
Style: post-rock, math-rock
Date: July 22, 2015

Sunday, 19 July 2015

Various Artists - "La bèl pop" (La bèl 030)

"This year La bèl will turn 5 years old and we wanted to celebrate its birthday by publishing a La bèl compilation with all the artists that collaborated with us during these years. The idea is to ask each one of their for a "pop" track, leaving complete freedom to their personal interpretation of this word. We think this would be a nice idea, since hardly any of their works within the 'pop' scene. "La bèl pop" (fifth anniversary compilation) is the final outcome of this experiment. This compilation is published to coincide with the first Netlabel Day." (text from release page)

La bèl pop inganna. Inizia con (forse) il brano più pop di questa compilation celebrativa per i  5 anni della label italiana, un mix 8 bit-pop firmato Mura/Coronas che potrebbe echeggiare tra le spiagge affollate di una massa finalmente liberata da standard musicali impressi da una tenera età. Ma non è così. E continua, coi finestrini aperti di un'auto che sfreccia sui soliti percorsi e che se ne frega di ciò che è stato e di ciò che sarà. Plusplus, una delle rappresentazioni del La bèl sound. Summerflug incantano nella loro morbida - freddezza germanica. Folktonica 2015. Madoka è un marchio. Potrei distinguerla tra centinaia di altri artisti. Una personalità fuori dal comune. N-qia spiazzano con un brano che profuma di jazz e che poi si accascia su un tappeto elettro-acustico su cui mi stenderei volentieri. Il Giappone è una fonte di artisti meravigliosi. Elisa Luu mi stravolge in questa successione di finte-vere chitarre che seguono un percorso emozionale a cui si aggiungono beat e dissonanze che colpiscono con leggere ed intime seduzioni. Blumm & Gille reinterpretano Baker con sensibile eleganza elettro-acustica. Seguono gli inglesi Red Trees che portano la compilation verso un punto più introspettivo a cui segue Neeva che con il suo breve brano tropical-acoustic-pop fa da spartiacque verso la zona meno pop di La bèl pop, ma non per questo meno interessante. Da questo punto arrivano i brani più sperimentali,  che forse con il pop hanno una parentela molto più lontana. André D. & Frank Wilke regalano 3 minuti di beat stropicciato in cui la tromba di Wilke si diverte sulle note del basso giocosamente ostinato di André D. Di Bos ripropone uno dei suoi sound collage più vicini alla parola pop. Adriano Orrù incanta con due bassi e basta. Poesia. E più si procede e più si perde il concetto della compilation...ma non è un dispiacere.  Perché ciò che arriva da Pasini e Pillia è gioia per l'ascolto. Sensibilità e condivisione di sentimenti musicali. Lo stesso vale per Soni Sfardati, anche se distribuito su una dimensione più prog-rock-jazz. 8 minuti possono sembrare tanti ma in questo caso è orgasmo controllato (musicalmente). Il feeling che anima la coppia Cassia- Quinci traspira ovunque. Anche Medo's Little Trap non scherza con 7 minuti che toccano ambienti classici - world - prog- elettronici con sensibilità ed eleganza. Menion conclude questo piacere uditivo con probabilmente il brano più toccante e profondo della compilation dove oramai la parola pop è un ricordo lontano. Ma ciò che rimane, dopo un'ora abbondante di musica, è un buon sapore...un bèl sapore.

Artist: Various
Title: La bèl pop
Label: La bèl
Style: electro-acoustic, pop, various
Date: July 14, 2015


Thursday, 9 July 2015

Netlabel Day 2015

On July 14, every single netlabel around the world is invited to join us in the first Netlabel Day ever, and you can be part of this. A netlabel works on the Internet to let you know about the best independent music, and for supporting independent musicians from all over the world... So it is time to celebrate it! We are gonna release free and independent music in high quality format, thanks to our 80 participating labels from all around the world. Also, we have more than 13 unsigned and independent artists that will be releasing new and original stuff too, so there's a lot of free music coming!

Sono trascorsi 20 anni dalla creazione del formato mp3 e dalla conseguente nascita delle prime netlabels, ma solo ora, anno 2015, quando alcuni oramai pensano che sia giunta al termine anche la loro era (in preda ad entusiasmi streaming del tutto ragionevoli), Manuel Silva (fondatore della cilena M.I.S.T. Records) si inventa il primo Netlabel Day, raggruppando 80 netlabels da tutto il mondo e 13 artisti indipendenti e ricevendo l'appoggio e la benedizione dai più grandi colossi della Creative Commons Culture (due tra tutti Internet Archive e Free Music Archive). Un'idea che molto probabilmente sarà venuta in mente a molti altri curatori di netlabels ma che solo lui coraggiosamente ha saputo attuare e che sta portando avanti con impegno fino (e spero oltre) la fatidica data del 14 Luglio 2015. Sono molto felice che Manuel sia arrivato a questo primo risultato sebbene 80 netlabels siano una briciola all'interno di questo universo in continua mutazione (solo in Italia se ne contano quasi un centinaio, descritte in questa mappa ideata da Ephedrina netlabel). Molte netlabels della prima ora sono scomparse, nuove ne sono nate, altre nascono e dopo due rilasci scompaiono. Tutto questo perchè molto probabilmente nel mondo delle netlabels non circola denaro (e se circola, pochissimo, quello che basta per pagarsi il dominio e qualche edizione limitata in formato CD). Tutto si appoggia sulla passione per la musica dei loro curatori, che occupano gratuitamente il loro tempo divulgando le opere di artisti semi-sconosciuti e il più delle volte meritevoli,  che difficilmente troverebbero uno sbocco nel caos che regna in internet. Non che le netlabels rendano questi artisti famosi, ma nel loro piccolo cercano di far parlare di loro attraverso i social o attraverso le varie reviews di siti specializzati o blog (a volte altrettanto semi-sconosciuti). Continuo a pensare che le netlabels siano filtri indispensabili al giorno d'oggi. Io stesso mi appoggio a loro per la ricerca di nuova musica da ascoltare e sono fermamente convinto che alcune di loro abbiano un livello qualitativo delle loro proposte molto alto e che nulla hanno da invidiare alle etichette tradizionali. E per chi pensa che free sia sinonimo di bassa qualità è meglio che dopo quasi vent'anni di produzioni netlabels si ricreda (basta sfogliare tra le pagine di cinque anni di NetMusic Life per trovare degli album eccezionali).  Le licenze Creative Commons sono la nuova cultura, fatta per la libera circolazione delle idee e delle opere (che intanto circolano ugualmente, ma illegalmente). Quindi lunga vita alle netlabels e buona fortuna al primo Netlabel Day!

Netlabel Day

Saturday, 27 June 2015

Madoka Ogitani - "City" (self released)

Madoka Ogitani riparte da dove ci aveva lasciati, da quel piccolo capolavoro di semplicità intitolato "Take a walk", e va oltre. "City" sembra il perfetto proseguimento. Infatti nelle prime sei tracce si respira ancora l'aria di una natura gioiosa (Morning in the Garden), di risvegli primaverili, di insetti e animali impegnati in danze private. Playground continua lo stesso discorso regalando pura gioia con la sua semplice e armoniosa melodia. Madoka ha la capacità di raccontare radiose storie sopra ad un elementare arpeggio di pianoforte di quattro note. Serecret Shortcut sembra provenire da un programma televisivo per bambini con personaggi colorati in procinto di allestire un buffo circo. Ma lentamente l'atmosfera cambia dirigendosi verso il sound più introspettivo e sperimentale che caratterizzerà la seconda parte dell'album. Se le prime sei tracce sono il proseguimento della passeggiata naturalistica intrapresa in "Take a Walk", le restanti sei sono l'arrivo nella City che dà il titolo a questo nuovo lavoro della musicista giapponese. Ed è Slow bus ad accompagnarci per le vie di questa città immaginaria. Tra la veglia e il sogno, immersi in un'ingannevole nebbiolina che si dirada pian piano, lasciando scorgere le migliaia di luci di una città che non dorme. Luci che diventano linee, flash, riflessi e insensata dimostrazione di società avanzata. Under the ground sprigiona ciò che Madoka può essere quando va oltre. Cupo, ipnotico, viscerale, senza dubbio uno degli episodi migliori e più innovativi di City. Un album che più ascolto e più apprezzo e che consolida l'amore che nutro verso la musica composta da questa, a parer mio speciale, musicista giapponese. Non è in free download. Una rara eccezione per i contenuti di questo blog.


Madoka Ogitani




Artist: Madoka Ogitani (SC)
Title: City
Label: self released
Style: electro-acoustic, ambient, piano
Date: June 11, 2015