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Friday, 14 August 2015

Jack Goldstein - "Tonic of wilderness" (self released)

"Tonic of wilderness" is partly inspired by Hallmark cards of the mid-nineteen eighties and contemplating what the baby from True Romance might have been like as a grown up. (text from release page)

Variegato e beffardo, "Tonic of wilderness" del musicista londinese Jack Goldstein  si apre con l'esplosiva "Thuggery Bisque", un rap-lo-fi-rock tutto al femminile che si mescola dopo poco più di due minuti ad un electro-rap sussurrato, fortemente odorante eighties, con tanto di ritornello accattivante da lungomare in auto cabriolet e finale orchestrale (Try 2 Love). Alla terza traccia mi rendo conto che la noia non intaccherà sicuramente l'ascolto di "Tonic of wilderness", vista la freschezza e la diversità di stili che caratterizzano questo album, che strizza l'occhio al pop con coscienza e lucidità. "Ronnie James Dio Blues" mi conquista sin dal primo ascolto, con l'andatura del ritornello che mi riporta ad una lontana e celebre chiamata di Londra datata 1979. Jack Goldstein gioca con registrazioni fuori campo e grotteschi giochi di pitch con nonchalance. Non mancano attimi più quieti come in "The Champ" (nonostante il finale spiazzante). Improvvisi e piacevoli risvegli electro-pop (Pocket Of Rainbow$s). Morirà mai questo genere nato con i primi sintetizzatori? Ascoltando la musica odierna direi proprio di no. In "Scent Of Wilder" si raggiunge uno dei momenti di massima bellezza di questo album. Melodia e ispirazione, un breve pezzo di flauto ritagliato su misura e un finale che sorride ai Radiohead di "Amnesiac". C'è pure lo spazio per uno space-electro-folk dai bassi viscerali in "100mph Libber". "Tonic of wilderness" contiene nove tracce convincenti che molte volte rimandano a cose già sentite ma che con l'aiuto dei guizzi creativi di Jack Goldstein riescono a illuminarsi di una luce propria. Piacevole.



Jack Goldstein




Artist: Jack Goldstein (SC)
Title: Tonic of wilderness
Label: self released
Style: experimental-pop
Date: August 10, 2015


Wednesday, 25 March 2015

usual name - "Big Board Shake Dance" (Coreco Records 024)

Dentro a questo album del folle duo giapponese usual name c'è il possibile e l'impossibile. L'apertura mi trascina subito a mondi esplorati da Mr.Bungle,  John Zorn et similia. Free jazz, schizofrenie ritmiche, stacchi e brusche riprese. Ma è solo l'inizio perché all'interno di "Big Board Shake Dance" c'è veramente di tutto.  Dal noise all'improvvisazione, dal rock all'elettronica sperimentale.  Dialoghi surreali e nevrotici tra batteria, basso e voce (resi ancora più surreali dalla mia incomprensione della lingua giapponese). Adoro il drumming e il suono della batteria di Nakamura Syuto. Giungono persino , tra le innumerevoli citazioni, volute o non volute, profumi zeppeliniani (queer love song). Si tocca anche il trascendentale,  come nella scura e magmatica "cloud", a mio parere uno degli episodi più toccanti dell'album. Stropicciamenti elettro-ritmici sorridenti (I'm fucking dying) lasciano spazio a "brutal attack", 4 minuti di tribal-solo di batteria selvaggio e scatenato. Adorabile. Improvvisazioni semi - ubriache da cameretta,  suonando qualsiasi cosa capiti x le mani. C'è un fondo di divertimento all'interno di "Big Board Shake Dance", provocato probabilmente dalla voglia di osare, di liberare energia e fantasia, fregandosene di ogni cosa, come in "Fuck your opinion", dove il titolo dice già tutto. Questo è il tipo di sperimentazione che mi piace. Energica, giocosa, irriverente e con la capacità di non prendersi troppo sul serio. Era da parecchio tempo che non mi capitava di ascoltare qualcosa di simile. Dopo l'ascolto di queste 15 tracce rimango frastornato ed estasiato. "Big Board Shake Dance" è un folle mercato della fantasia.

Artist: usual name
Title: Big Board Shake Dance
Label: Coreco Records
Style: alternative, impro, radical
Date: March 10, 2015


Friday, 23 August 2013

L'étage nival - "Demotape 2013" (self released)

"L'étage nival aus Basel spielen seit ihrer Gruendung im Fruehsommer 2013 eine eigenartige und eigenwillige Mischung aus Indiepop, Modern Jazz und Trip Hop. Mit der aussergewoehnlichen Instrumentierung erschaffen sie unkonventionell-elektronisch anmutende Grooves, weltfremd-psychedelische Klangflaechen und himmlisch-ueberbordende Melodien." (Words by L'étage nival)

Non riesco a trovare molte informazioni riguardo a questa straordinaria band di Basilea. Il caro amico Google questa volta non mi aiuta e nemmeno una ricerca nei social network mi porta ad avere qualche notizia in più, quindi mi accontento delle brevi note presenti nella loro pagina Bandcamp e della loro musica contenuta in questa breve (e credo prima) uscita intitolata semplicemente Demotape 2013. E' soprattutto la prima traccia a farmi sobbalzare dalla sedia. Sostenuta da un pattern di batteria accattivante, un profondo contrabbasso e dalla densa e cupa voce della vocalist, "Circles" si apre intorno al terzo minuto ad un emozionante solo di chitarra con sfumature jazz che mi procura piacevoli vibrazioni sotto-pelle ad ogni ascolto. E' come se i Radiohead avessero deciso improvvisamente di andare a fare una breve jam in un jazz-club. L'étage nival sanno mescolare egregiamente influenze jazz e rock, abilmente condite con una leggera spruzzata di elettronica che dona il giusto sapore moderno. Se questo è solo un demo non posso che nutrire grandi speranze per l'album ufficiale.

Artist: L'étage nival
Title: Demotape 2013
Label: self released
Style: indie, jazz, alternative
Date: August 17, 2013


Tuesday, 9 July 2013

Ancient Mariner - "In Solitude" (self released)

"Gabriel Jorgensen isn’t the first musician to have scrapped a project previous to start something more ambitious from scratch. But at the same time, Ancient Mariner isn’t your average turning of a page. Last year something clicked, and out came the songs that make up 2013’s debut EP ‘In Solitude’. Sonically, it’s linked to the pagan-like wistfulness of mid-2000s Midlake, the seemingly effortless beauty of Radiohead’s ‘Nude’, even. The title suggests as much, but Gabriel’s first work is clearly, through-and-through, about isolation. Rather than it being a cold sense of loneliness, these songs creep up on you, offering quiet calm from any lurking demons." (Words from DIY)

A volte ascoltare album come questo si ha la sensazione di avvicinarsi alla semi-perfezione della natura. Ogni suono o effetto sembra esser posizionato o livellato nel giusto posto in cui madre natura avrebbe prestabilito. Se successivamente si vuole poi atterrare in un qualsiasi aeroporto internazionale allora possiamo ascoltare dalla filodiffusione quella piacevole via di mezzo che si trova tra i suoni di Radiohead e Coldplay nelle loro espressioni più acustico-malinconiche. Non c'è presenza di tracce abbandonate a se stesse o di schizzi che non hanno subito la trasformazione in opera completa. Qui tutto suona perfetto. Da non confondersi con la perfezione regalata da software e computer. Qui la perfezione viene dall'anima di Gabriel Jorgensen e Matt Wilcox.

Artist: Ancient Mariner (FB)
Title: In Solitude
Label: self released
Style: indie, dreamy, folk
Date: July 02, 2013


Saturday, 6 April 2013

For Everest - "Last of the Dogstronauts" (self released)

"For Everest is a group of people who collectively love some things but collectively disagree on some other things. They'd probably have a hard time deciding on just one pizza topping. Luckily, they like to play music together. We coined the genre "emo pop."
(Words by For Everest)

For Everest riescono a spostare le nubi che hanno presso fissa dimora sul pezzo di cielo che abita al piano superiore della mia testa. In particolar modo con la seconda traccia di questo EP, il piccolo gioiello emo-pop intitolato "Earheart". Un'emozionante e sottile tensione che cresce gradualmente..."What else is left from here?"...che cos'altro resta? I continui sacrifici per arricchire ancor di più chi è già ricco? Abbassare costantemente la testa e sottomettersi al gioco della divisione? Maledetta democrazia, quanti inganni si celano dietro a questa meravigliosa parola... "Trying to get back, trying to get inside". Sorrido amaramente ad un'umanità che è convinta di essere sempre più libera grazie al potere della tecnologia. Ma qui si parla di musica e For Everest, con semplicità e freschezza, sanno donare passione e irrequietezza, trasmettendo una sensazione di band affiatata cha fa della musica proposta la propria unica missione. Pochi accordi, voci cristalline (maschile e femminile) che armonizzano gioiosamente tra di loro. Pietre lanciate sui cristalli di un automobile per provare il gusto di guidare assaporando l'aria che si schianta violentemente sul viso. Un ritmo che resta uguale a se stesso per cinque minuti perchè non c'è bisogno di null'altro...qual'è il problema? Quando c'è intensità nelle proprie azioni non c'è bisogno di andare al mercatino dei bei suoni o nella biblioteca delle strutture elaborate. That's all. Loro hanno coniato un genere ed io lo ripeto: emo-pop. Definizione perfetta per descrivere ciò che For Everest offrono.

Artist: For Everest (FB) (TW)
Title: Last of the Dogstronauts
Label: self released
Style: indie, pop
Date: April 02, 2013


Tuesday, 2 April 2013

Boys Republic - "U​.​S Royals" (self released)

Singolare band questi Boys Republic, band di Toronto composta da Ryan Kennedy, Jeremy Boyd, Shawn Bradley. Nell'home page del loro sito sono già presenti le cover degli EP che verranno pubblicati (uno al mese) nel corso del 2013. Accurata programmazione e un buon modo per creare un feedback sul lavoro che si sta svolgendo. "U​.​S Royals" contiene quattro tracce dalle strutture semplici e con suoni che rimandano immediatamente alla decade eighties a me cara. David Bowie nascosto dietro a spesse tende spia divertito...i semi che ha sparso sulla terra sono numerosi e questo potrebbe essere uno dei suoi preziosi frutti. Ma Boys Republic sanno essere intensi e maturi, confezionando quattro brani dalle melodie convincenti e dalle liriche malinconicamente positive. Semplici drum-pattern, elettronica misurata ed un recupero del sax suonato proprio nel modo in cui si suonava negli anni ottanta, spensieratamente e con piccole frasi ripetute con semplicità e naturalezza. Le ossessioni e le preoccupazioni da crisi economica erano lontane anni luce ed ogni cosa sembrava portare verso un futuro prospero e luminoso, a parte i malumori tra le due super-potenze dell'epoca. Una delle cose più belle di quel periodo è la musica pop che fu prodotta, che ben rappresenta il benessere su cui si adagiava una parte del mondo che ora si trova impegnato a reinventarsi sia il  presente che il futuro.

Artist: Boys Republic
Title: U​.​S Royals
Label: self released
Style: pop, alternative
Date: March 26, 2013


Thursday, 17 January 2013

dead mellotron - "(is it)" (self released)

Trascorro giorni in uno stato di sottile ira rivolta alla musica che cerco e incontro nel web, in particolar modo su quella proposta dalle netlabels, che dovrebbero assumere le sembianze di fari posizionati su filtri, assumendosi la responsabilità di gestire la qualità di ciò che di nuovo viene proposto nel mondo, ma purtroppo non è così, e mi ritrovo sempre più frequentemente a scoprire nuova buona musica al di fuori dei loro confini. È il caso di Dead Mellotron, che spiccano sulla vetta di tonnellate di shoegaze anonima che anima le pagine di Bandcamp. Band di Baltimora con 2 album self released alle spalle e un vinile con Sonic Cathedral nel 2012. Ci sono profumi provenienti dalla decade 80/90 e un bel sound etereo che mi cattura ascolto dopo ascolto nel mio attuale umore iper-selettivo. Spiego le ali tra chitarre in lontananza, middle-tempo trascinanti e filtri onirici che trascinano in un leggero e morbido volo. Quando pensiamo di essere nel nostro peggio è quando stiamo dando il meglio di noi...faith.
Interessante articolo più intervista su 405.

dead mellotron



Artist: dead mellotron
Title: (is it)
Label: self released
Style: dream-pop, shoegaze, newoasis,
Date: 01 January, 2013






Friday, 19 October 2012

Sunday Sun - "III" - (Self released)

Questo album sprigiona freschezza e positività da ogni bit. Pop-song da manuale. Ci sono tutti gli ingredienti ordinati sul tavolo, disposto accuratamente nel cortile soleggiato. E' una brillante domenica olandese e siamo in frebbricitante attesa degli ospiti. E sono veramente tanti!...da Paul McCartney ai Beach Boys, dai Toto a The Tubes. Si prepara il pranzo con allegria e spensieratezza, ricordando mezzo secolo di pop music. I Sunday Sun possiedono quella qualità rara di scrivere melodie che entrano con estrema disinvoltura nel circolo mentale sonoro. Il terzo capitolo della trilogia della band olandese  è puro pop a cinque stelle. Scritto, suonato e registrato perfettamente, con ogni cosa al posto giusto, dai cori al piccolo tocco di hi-hat. Un altro album rilasciato gratuitamente (fino al 26 ottobre) su Bandcamp senza l'appoggio di nessuna etichetta.  
Netlabels...where are you?

Sunday Sun




Artist: SundaySun (FB)
Title: III
Label: Self released (Bandcamp)
Style: indie/power/pop
Date: October 12, 2012







Monday, 12 March 2012

Arcade Island - "Spring EP" (Clinical Archives 492)

A blending of Electronica and Rock, the album is a collection of works from the past few months. Lots of ambient synths and guitars, big drums with rock bass lines, and with catchy vocals and accessible lyrics ranging from alien abduction to unrequited love.
Arcade Island started in 2006 in Pennsylvania out of curiosity by Alex Bew, a 21-year-old self-proclaimed nerd with "too much time on his hands". "I don't like making music in just one genre, and I don't like people telling me what to do, so I'll make whatever kind of music I want. Not even Abraham Lincoln can stop me. Although he could probably do a good job of it with his vampire skills and all."

Avevo inizialmente un po' sottovalutato questo ottimo "Spring EP" di Arcade Island (Alex Bew,
New Cumberland, Pennsylvania). In un primo momento mi sembravano sonorità già sentite, un rock made in U.S.A lievemente riciclato... ma in seguito a qualche ascolto più attento e liberato da sterili pregiudizi, l'energia del giovane ragazzo americano (che mi fa la lingua dalla copertina dell'album) mi ha rapito...facendomi alzare più di una volta il volume dell'autoradio durante i miei brevi percorsi quotidiani. La potenza sprigionata dall'intro del ritornello di "Refugee", prima traccia dell'EP, mi fa sobbalzare ancora ora da questa morbida sedia. E la melodia (neanche troppo originale) sta facendo il girotondo del mio cervello da diverse ore. Un electro-drumming dal respiro eightes, con quei rullanti ultra-riverberati, suoni delle tastiere vintage, moog bass obesi. Un giovane maghetto dalle accattivanti melodie e dalla voce cristallina. Ogni secondo è un collegamento ad un punto indefinito del passato, piccoli flashback interrotti da una forza magnetica incomprensibile. Eccellente scrittura, con arrangiamenti che donano diverse tinte alle strutture dei brani. L'espressione e lo stile un po' strafottente del giovane Alex, me lo rendono ancora più simpatico dopo la visione del giocoso video di "Travelers". Nella sua pagina Bandcamp si può trovare anche un altro album, "You'll Never Take Me Alive", pubblicato nel Luglio 2011 e diversi singoli in free-download. L'ennesima rispettabile release firmata Clinical Archives.

Arcade Island
Title: Spring EP
Artist: Arcade Island (site)
Style: Alternative/Electronic/Melodic/Rock
Date: 05 March 2012



Refugee by Arcade Island


Saturday, 25 February 2012

[birdsong040] Cherly KaCherly - "Misadventure of a Meaty Machine"

"Misadventure of a Meaty Machine is Cherly Kacherly's third Birdsong release following "Drop a 4 Note Soundtrack" and Cherly KaCherly EP.
Like its predecessors it was also recorded at home, using a reluctant microphone and a text to speech software that was put in charge of the vocal parts.
Surprisingly, the album is also available in a silkscreen printed board game deluxe edition, immune to future Internet catastrophes and could technically survive a nuclear holocaust if kept in the right conditions."


Bastano le prime quattro tracce di questo straordinario "Misadventure of a Meaty Machine" dell'israeliana Cherly KaCherly a rendermi schiavo di questa musica. Dai suoni graffianti dell'intro "Hell Dog From Outer Space or From Hell at Least" fino all'entrata del basso di "Skull, Folds, Thought", brillante brano dalla base musicale mutante appoggiata su una melodia vocale dolente. Un basso che sarà l'elemento portante dell'intero lavoro, insieme a batterie scarne e imperfette ma decisamente perfette nel loro contesto. Atmosfere "spaghetti western" in "The Skeleton in the Corner", quarant'anni dopo. E si arriva così a "SChnitzel Polka", un brano che cattura immediatamente con il suo riff aggressivo e la sua ritmica bizzarra, con un leggero sorriso smaliziato a Laurie Anderson. Una scelta dei suoni accattivante, tra moderna psichedelia e stati allucinogeni controllati, determinati anche dalle voci costantemente filtrate. Fiati dai vaghi sapori klezmer perfettamente a loro agio su sorgenti sintetiche. Un album genuino ed originale, rilasciato gratuitamente dall'israeliana birdsong (attiva dal 2004) e disponibile anche in versione deluxe con il gioco da tavolo creato nella stessa stanza in cui l'album è stato registrato.


Title: Misadventure of a Meaty Machine
Artist: Cherly KaCherly
Label: birdsong
Style: Electronica/Hybrid/Alternative
Date: 01 February 2012

DOWNLOAD



Monday, 29 November 2010

Turning Torso - "Walker"

Terzo lavoro per Turning Torso che dopo aver rilasciato nel 2009 "En rêvant nu EP" (Agosto '09) e "Lo-fi EP" (Dicembre '09), ritorna con questo nuovo "Walker" (tutti e tre disponibili in free download dalla sua pagina di Bandcamp). Turning Torso, il cui nome deriva dal grattacielo di 190 metri situato  in Svezia a Malmö, proviene da Querétaro (Messico centrale). In questo "Walker" si nota una maggiore maturità rispetto ai precedenti lavori. Il suono in generale rimane sempre molto "demo" e lo-fi, chitarra e batteria protagonisti. Ed è proprio la batteria (reale o elettronica che sia) l'elemento che mi colpisce maggiormente dell'album. Un trattamento molto particolare, a volte vicina alla distorsione, pattern ad incastri mai banali con l'amica chitarra, rullanti e piatti che saltellano da un orecchio all'altro. Apprezzo molto l'energia di "Runner", dove la chitarra prevale su tutto con delle ottime parti e con dei cambi azzeccati, accompagnata immancabilmente da uno sporchissimo drumming. A volte i brani sembrano dei piccoli affreschi ("True Words","Funky Junkie"), dove si può intuire che Turning Torso sta crescendo sia a livello compositivo che nella cura del suono. Molto spiritosa la manipolazione sonora di "Milees". Ma i brani migliori arrivano verso la fine con la malinconica "Bebè" e la sognante "Almendra"(accompagnata da questo video quasi trash). Album dai suoni e il missaggio molto particolari.

Runner
Milees
Bebè

DOWNLOAD (Bandcamp Page)