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Sunday, 14 June 2015

Cuarto – "Segundas Partes" (esc.rec. 49 / Bestiar 124)

"Cuarto is a solo project that fuses acoustic instrumentation with computer processing and sampling. Cuarto (Max Feriche) is from Barcelona, but recently moved to London, where he composed, recorded, mixed and mastered ‘Segundas Partes’. The composition, recording, editing and mixing of each song has been almost simultaneous, making it difficult to tell where one thing begins and the other one ends. The album has a warm, intricate and rich collage sound, occasionally slightly reminiscent of The Books in their early years. ‘Segundas Partes’ means ‘second parts’ or ‘sequels’. Cuarto’s first work was released on Bestiar, a netlabel from Barcelona. Bestiar also co-releases Segundas Partes." (Text from release page)

Favoloso gioco di ritagli e incastri, tra spezzoni di film, malinconici arpeggi di chitarra e ritmiche electro-latin. Dopo l'anteprima del delizioso video di "Los Nunca Necesarios Pliegues", ecco arrivare il nuovo album di Cuarto (Max Feriche). E la breve aspettativa non viene per niente delusa. Un suono moderno, pieno,  decontestualizzante. Un Di Bos in versione spagnola, meno sperimentale e più solare o una versione di el sueño de la casa propia più acustica e melodica. Riferimenti sconosciuti improvvisati in alternativa ai "soliti" The Books. Un uso dell'elettronica responsabile, dosata magistralmente in modo da lasciare un buon sapore acustico in bocca, abilmente rilasciato dalle ipnotiche chitarre di Max Feriche. Un album che si accompagna bene per le imminenti serate estive, sdraiati in un prato a contemplare le stelle e a chiedersi per l'ennesima volta perchè. Altra piccola perla donata dall'olandese esc. rec. in copia con Bestiar.


Cuarto (Max Feriche)

Artist: Cuarto (FB)
Title: Segundas Partes
Label: esc.rec. / Bestiar netlabel
Style: electro-acoustic, sound-collage
Date: June 10, 2015





Los Nunca Necesarios Pliegues - Cuarto from Alejandra Smits on Vimeo.

Sunday, 8 March 2015

Microwolf – "You Better Go Now" (esc.rec.47)


"You Better Go Now was written, recorded and mixed at Microwolf’s home over a period of five years, using an acoustic guitar, a Casio keyboard, a banjitar, a snare drum, maracas, pots and pans, a Juno synthesizer and numerous other sounds and instruments, all processed through uninformed misuse of Logic Pro. The album was conceived during some rather intense years, in which, like the protagonist in Hangman, Microwolf was looking for people, places and things that would rescue him – eventually learning that he should have been looking for something else entirely. He likes to think all the songs in the album reflect on this theme one way or another." (Words from release page)

Cinque anni. Ne è sicuramente valsa la pena. Perchè "You Better Go Now", album scritto dall'olandese Benjamin van Vliet, alias Microwolf, è ricco, profondo, intenso. Un orgasmo di creatività acustica miscelata con estrema sensibilità ad elementi elettronici minimali. L'Africa è la prima immagine che mi compare davanti agli occhi. A partire dalle ritmiche, a cui susseguono i cori e la strumentazione adoperata. "The Microphones", prima traccia dell'album, può fare da guida a tutto quello che succederà durante il bel viaggio che accompagna l'ascolto di "You Better Go Now". Intrecci sonori che si mescolano creando colori che profumano di umanità intelligente e positiva. Beat elettronici che si rigirano tra le lenzuola che odorano del perfetto intreccio di due corpi che si amano. Sospensioni nel vuoto che si colmano delicatamente. L'imperfezione ritmica, giocosa e ricercata, mi fa innamorare di questo, a mio parere, concept album datato 2015. Un album che come inizia finisce. Un movimento acquatico. Un cerchio. Un loop. Tutto ritorna alla sua origine e si trasforma ad ogni nuovo ciclo. Un album che potrebbe trovarsi a proprio agio nel catalogo della Real World di Peter Gabriel. Invece è qui. esc.rec. Olanda. Label, o netlabel, oramai il confine si è dilatato. Chi non si arrende sopravvive, o probabilmente nel futuro vivrà, visto la qualità della musica proposta. (Non è free download. Raramente mi permetto queste divagazioni. Ma 5€ per un album simile sono pochi. Con 5€ mi compro 2 gelati in Italia. In questo album c'è arte  raccolta in cinque anni di lavoro.) Messaggio per esc.rec. Apprezzo il tuo slogan: "Buy music. Support the creative. Feel good."


Artist: Microwolf
Title: You Better Go Now
Label: esc.rec.
Style: singer-songwriter, folk, acoustic, guitar, ethnic
Date: February 24, 2015


Friday, 22 November 2013

Mentz - "Lines" ( esc.rec.)

"Mentz is Stephan Raab, a jazz fanatic and music collector from the Netherlands making (small) musical collages for many years now. With roots in the early days of internet music (member of "tracker scene" groups like tokyodawn records and others), he developed a love for the limited possibilities of sample based music production. This concept is still the foundation for Mentz music. Building layers of found sound, recording other musicians and using these recordings as individual sample resources, he creates strange compositions with a unique warm sound." (Words from release page)

Neanche dieci minuti di musica. Un piccolo e squisito assaggio che ha inizio con una breve introduzione situata tra il free-jazz e il soundtrack che piacerebbe molto a Cagey House. Mentz lavora con i sample in un modo molto umano, e con la collaborazione di alcuni strumentisti (Krisztián Ákos Muhari/Trumpet, Wouter Suren/Clarinet, Bart Knol/Rhodes) propone quattro tracce di jazz sognante, etereo e sfuggente. Ricercati sample in loop impegnati a infondere un effetto ipnotico e onirico, perfetto per lente scene in bianco e nero di film indipendenti europei d'autore. Leggeri soffi, l'aria che si sposta sinuosamente, un sottile strato di fumo aleggia in una tiepida stanza in penombra. Accenni, sguardi che timidamente si evitano per sfuggire a brusche emozioni ed inquietanti cambiamenti di rotta. Paure nascoste dietro a maschere di sicurezza acquisita da lunghi e faticosi anni di esperienza. Ma tutto si riduce a un suono, ad un feeling che vive solo nel presente e alla capacità di lasciare aperte le nostre porte della sensibilità.


Artist: Mentz
Title: Lines
Label: esc.rec.
Style: dreamy, jazz
Date: November 20, 2013


Tuesday, 8 October 2013

Weerthof - "Out Of Control" (esc.rec. 39)

"The Out of Control EP takes you on an electro-acoustic journey through a (not so) ordinary day. Glitchy electronics, neo-classical and unlikely musical instruments such as sewing machines, toothbrushes, daxophones, elastic bands, pvc pipes, balloons, whirly tubes and vuvuzela's. Originally this music is the soundtrack for circustheatre play 'Huis op Hol' (previously known as 'Out of Control') by Wietske Vogels about a peculiar female inventor who builds overly complicated contraptions to make her everyday routines into something gracefully awesome." (Words from release page)


Una ricca lista di ingredienti dei più disparati fanno parte di questo divertente e originale album di Weerthof, eclettico artista olandese giunto alla sua quinta release. Palloncini, rubinetti, spazzolini, elastici, vari elementi chimici e quant'altro. Ritmiche imbastite su gocce di rubinetti guasti e spazzolini da denti in movimento. Idraulici travolti da un irrefrenabile spirito creativo. Spruzzate di elettronica sinuosa in improvvisazioni jazzy da cameretta. Ci sono tanti colori, quanti i suoni qui presenti, e bambini disposti in fila ordinatamente ad osservare incuriositi. Spiritosi allegretti neo-classici su ritmiche kraut-hip-hop fanno da base a sfondi fioriti di videogame naturalisti. Creatività che svolazza senza gravità tra soleggiate colline primaverili. Giocoso e burlesco. Numerosi sample presi in prestito (e generosamente segnalati all'interno delle info di ogni traccia) da quell'enorme biblioteca sonora che è Freesound. Un'acrobazia perfetta tra strumenti acustici, oggettistica ed elettronica. E, come se non bastasse, un'originale chiavetta usb racchiusa in una saponetta distribuita dall'ottima esc.rec.

Artist: Weerthof
Title: Out Of Control
Label: esc.rec.
Style: electronic, neo-classical, glitch
Date: October 02, 2013

Wednesday, 20 March 2013

Plastic Surgery Icon – "Roughly Human" (esc.rec. 035)

"Roughly Human is the title of the debut album by Plastic Surgery Icon, for which he spent the last three months of 2012 recording non-stop. The idea was initially to record some basic acoustic guitar songs that he had lying around for years, maybe for the release of a short EP, but additional new songs appeared quickly. To three of the four old songs, vocals were added, along with other instruments. Three of the new songs were more math rock oriented. In the end there was an album’s worth of material that turned out mostly acoustic, but stylistically varying between folky singer/songwriter pieces, some catchy pop tunes and gradually escalating mathy madness." (esc.rec.)

L'iniziale "I Sleep Badly With You Alive" mi accompagna in uno stato di leggera sospensione, tra il lento fluire di arpeggi di chitarra e le frequenti brevi pause determinanti. Ma non bisogna lasciarsi trarre in inganno. Questo non è solo un album acoustic/folk/guitar e lo lascia ben intendere la seconda traccia, "Ex Insomniac", racchiusa nelle sue disparità ritmiche disordinate, tra chitarra e basso all'unisono, cigolii vari, dissonanze, pause improvvise e radicali cambi di dinamica. Tra le influenze elencate nella press release trovo Animal Collective e Deerhoof (da notare che Greg Saunier ha partecipato al master di questo album) ma ci aggiungerei anche un tal Mike Keneally, chitarrista zappiano dell'ultimo periodo (ad un primo ascolto ho avuto un improvviso link cerebrale ad "Hat" del 1992). Meravigliosi spostamenti ritmici mi entusiasmano nella quinta traccia, "Noise Rock Paralympics"...sarebbe opportuno evitare di ascoltarla in cuffia mentre si cammina, potrebbe condurre ad inattesi barcollamenti. L'intero album ha un suono omogeneo e sebbene sia stato registrato con un software musicale non aggiornato da più di 10 anni, possiede una presenza e un calore notevoli. La voce di Plastic Surgery Icon non è certamente da "the best ten voices of the year" ma poco importa, la genuinità e la spontaneità che fuoriescono da "Roughly Human" sono tali tali da rendere qualsiasi piccolo difetto irrilevante.


Artist: Plastic Surgery Icon (FB)
Title: Roughly Human
Label: esc.rec.
Style: guitar, pop, rock
Date: March 12, 2013



Friday, 11 January 2013

Gluid - "The Metamorphosis EP" (esc.rec. 033)

"Initially this music was commissioned by theatre company Noortje Licht as a soundtrack for 'De Gedaanteverwisseling' (The Metamorphosis), based on the book by Franz Kafka. The show/installation (2010) was a seamless combination of acting, extremely inventive video projections by Douwe Dijkstra and music by Bram van den Oever (Gluid). Quite exceptional for such a small theatre company. After some minor alterations, this soundtrack now became a breathtaking stand-alone Gluid release. And just like the world famous psychological thriller by Kafka, it haunts you with hallucinatory beauty."



Carovane che proseguono il loro percorso all’interno di menti sedute ai bordi di un precipizio. Ossessioni racchiuse in una camera d’aria sgonfia. Tutto può ancora succedere in questo lento divenire stratificato. Rimbalzi ristretti dominano il pensiero prigioniero e indifeso dinnanzi alla sua schiavitù compiacente. Faticose marce, schiene dolorose e Renè Aubry che invade la scena sorridente. Sogni in 3/4 dissolti in evoluzioni piramidali. La musica di Gluid cattura con il suo incedere felpato e tenebroso e permette di fare passeggiate tra le vie più oscure della mente. Un'elettronica che si adagia tra morbidezze ambient e rigidità classiche. Questa musica inizialmente è stata la colonna sonora per una rappresentazione teatrale della Metamorfosi di Kafka. Ora, dopo qualche modifica e grazie al supporto dell'olandese esc.rec. questa musica diventa accessibile in forma gratuita. Thanks.




Gluid (Bram van den Oever)


Artist: Gluid
Title: TheMetamorphosis EP
Label: esc.rec.
Style: soundtrack, electronic, classic
Date: January 03, 2013
Source: F.M.A.