"comune" offers a collection of four meditative piano pieces so extraordinarily beautiful that you won’t believe it. This is dreamy and wistful music that somehow seems to be staring off into the distance, only occasionally waking with a start to the quirky calling of a wrinkle from the real world.These pieces just seem to unfold, taking the listener at once to a deeper, yet buoyant place within them and each leaves you with the anticipation of the next. And I hope this has left you with the anticipation of hearing for yourself. (text from release page)
crepe nei piedi accompagnano il tuo lento dissolverti. il profumo dell'autunno si fa riconoscere dall'erba calpestata. sarà nuovo, come ogni minuto senza di te. come lo era prima, senza di te. eri la luce che illuminava le mie tenere ambizioni e l'acqua che innaffiava la mia rugosa creatività. il tuo ultimo abbraccio è ancora imprigionato nella mia maglietta. il milionesimo essere umano senza un tracciato, senza un disegno da colorare, forse altalenante e solo, ma sicuramente libero. cos'altro se non la dedizione? le tue dita muscolose ti porteranno in alto ma quaggiù cosa lasci? case vuote e anime che con te si sono riaccese in un umido inverno, ma ora l'estate è sopra la mia testa indifesa e ciò che mi tormenta è il freddo che sento. il passato è ritornato passato, il presente mi sfiora senza toccarmi e il futuro è aria densa di fitte goccioline. Koji Maruyama suona piccole poesie impregnate di malinconica positività. Tra il bianco e l'azzurro, accarezzando tutte le tonalità intermedie, cavalcando dinamiche e andamenti, con ferma determinazione e incantevole grazia.
Artist: Koji Maruyama (SC)
Title: comune
Label: mimi records
Style: ambient, acoustic, piano
Date: July 26, 2016
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Tuesday, 2 August 2016
Koji Maruyama - "comune" (mimi records 252)
Etichette:
Acoustic,
ambient,
cinematic,
Japan,
Koji Maruyama,
MiMi Records,
orchestral,
Piano,
soundtrack
Ubicazione:
Japan
Monday, 28 December 2015
Makoto Tanaka - "The fluttering we Original Soundtrack" (totokoko 050)
about this work
stage play "kibou no hoshi" produced by ishihara promotion.
this is a soundtrack for documentary film.
documentary is about rehearsal to public performance.
Documentary film by Yu Katsumata.
"The fluttering, we" Original Soundtrack.
Music Composed by Makoto Tanakala
(text from release page)
la primavera che dovrà arrivare mi invia una mail dicendomi di stare tranquillo. andrà tutto bene come al solito, forse anche meglio degli anni precedenti. le api mi aspetteranno tra le tegole del solaio? il profumo dell'erba secca che si è nascosta per mesi pensando che non la trovassi. poche note messe al punto giusto, piccoli cambiamenti che tratteggiano le differenze che rendono uniche tutte le cose, belle o brutte che siano. una camera dall'alto soffitto, un'ampia vetrata, un pianoforte e un violino e fuori la natura che ascolta ammaliata. girare su se stessi, sempre più velocemente, ingenui primi esperimenti per modificare la percezione della realtà. il dolce piacere della solitudine, soprattutto quando è diventata merce rara. fuori il mondo si prepara ad essere felice, nonostante tutto, con l'amara consapevolezza che poco cambierà, tranne l'ennesimo vestito che indosserà, illudendo se stesso e gli altri di essere riuscito a cambiare veramente.
Artist: Makoto Tanaka (FB)
Title: The fluttering we Original Soundtrack
Label: totokoko
Style: acoustic, soundtrack, guitar, piano
Date: October 16, 2015
stage play "kibou no hoshi" produced by ishihara promotion.
this is a soundtrack for documentary film.
documentary is about rehearsal to public performance.
Documentary film by Yu Katsumata.
"The fluttering, we" Original Soundtrack.
Music Composed by Makoto Tanakala
(text from release page)
la primavera che dovrà arrivare mi invia una mail dicendomi di stare tranquillo. andrà tutto bene come al solito, forse anche meglio degli anni precedenti. le api mi aspetteranno tra le tegole del solaio? il profumo dell'erba secca che si è nascosta per mesi pensando che non la trovassi. poche note messe al punto giusto, piccoli cambiamenti che tratteggiano le differenze che rendono uniche tutte le cose, belle o brutte che siano. una camera dall'alto soffitto, un'ampia vetrata, un pianoforte e un violino e fuori la natura che ascolta ammaliata. girare su se stessi, sempre più velocemente, ingenui primi esperimenti per modificare la percezione della realtà. il dolce piacere della solitudine, soprattutto quando è diventata merce rara. fuori il mondo si prepara ad essere felice, nonostante tutto, con l'amara consapevolezza che poco cambierà, tranne l'ennesimo vestito che indosserà, illudendo se stesso e gli altri di essere riuscito a cambiare veramente.
Artist: Makoto Tanaka (FB)
Title: The fluttering we Original Soundtrack
Label: totokoko
Style: acoustic, soundtrack, guitar, piano
Date: October 16, 2015
Etichette:
Acoustic,
guitar,
Makoto Tanaka,
Piano,
soundtrack,
totokoko
Ubicazione:
Japan
Saturday, 14 March 2015
Koji Maruyama - "isos" (totokoko 049)
"this album's main sound are piano.
please listen." (Totokoko)
Inconfondibile impronta totokoko. Come di consueto. Label che è capace di raccogliere nel suo catalogo le migliori sonorità acustiche provenienti dal Sol Levante. In questo caso il protagonista è Koji Maruyama, pianista giapponese e autore di una musica che si espande tra lievi dolcezze minimaliste e pompose impennate classicheggianti. Brevi valzer che sembrano uscire dalle ampie finestre di ville secolari. Concertini privati per ospiti speciali. Ma c'è anche tensione. Navi che lottano disperatamente le onde aggressive di mari in tempesta per poi ritrovarsi, dopo una notte inquieta, arenate in una spiaggia di finissima sabbia. Ci sono ispirati momenti di introspezione positiva, come nella superba "Land/welter", piccola perla di piano e reverse dispersi in crepuscolari anfratti dell'anima. Sali e scendi delicati, leggere escursioni sulle ali di un vento primaverile. Koji Maruyama abbonda di sensibilità musicale regalandomi venti minuti di assoluto piacere e una confezione di pace interiore da conservare per i giorni futuri.
Artist: Koji Maruyama (FB)
Title: isos
Label: totokoko
Style: piano, classical
Date: February 28, 2015
please listen." (Totokoko)
Inconfondibile impronta totokoko. Come di consueto. Label che è capace di raccogliere nel suo catalogo le migliori sonorità acustiche provenienti dal Sol Levante. In questo caso il protagonista è Koji Maruyama, pianista giapponese e autore di una musica che si espande tra lievi dolcezze minimaliste e pompose impennate classicheggianti. Brevi valzer che sembrano uscire dalle ampie finestre di ville secolari. Concertini privati per ospiti speciali. Ma c'è anche tensione. Navi che lottano disperatamente le onde aggressive di mari in tempesta per poi ritrovarsi, dopo una notte inquieta, arenate in una spiaggia di finissima sabbia. Ci sono ispirati momenti di introspezione positiva, come nella superba "Land/welter", piccola perla di piano e reverse dispersi in crepuscolari anfratti dell'anima. Sali e scendi delicati, leggere escursioni sulle ali di un vento primaverile. Koji Maruyama abbonda di sensibilità musicale regalandomi venti minuti di assoluto piacere e una confezione di pace interiore da conservare per i giorni futuri.
Artist: Koji Maruyama (FB)
Title: isos
Label: totokoko
Style: piano, classical
Date: February 28, 2015
Etichette:
ambient,
classical,
Piano,
soundtrack,
totokoko
Ubicazione:
Japan
Saturday, 14 February 2015
noda yûki - "film d'hiver" (self released)
ancora giappone. ancora lievi arpeggi di chitarra. armoniche che accarezzano le membra. c’è pace. c’è quiete. c’è amore. c’è un netto distacco dalla frenesia odierna, indemoniata da ritmi vertiginosi di produzione e comunicazione. qui si sta bene. c'è la neve che rallenta il normale trascorrere del tempo. guarda la neve che scende ed insieme ascolta arle, se ne hai la possibilità. altrimenti puoi sempre immaginare. la sensibilità musicale di alcuni artisti giapponesi mi ha coinvolto oramai da diversi anni. che siano esploratori elettronici o, come in questo caso, semplicemente acustici. molte volte il loro approccio musicale profuma di innocenza e sincerità. apemst ne è un esempio. innocente bellezza. leggo new age nei tag della pagina bandcamp di noda yûki. completo: new age with soul.
Artist: noda yûki (SC)
Title: film d'hiver
Label: self released
Style: piano, guitar, acoustic, soundtrack
Date: December 30, 2014
Artist: noda yûki (SC)
Title: film d'hiver
Label: self released
Style: piano, guitar, acoustic, soundtrack
Date: December 30, 2014
Etichette:
Acoustic,
guitar,
new age,
new age with soul,
noda yûki,
Piano,
self released,
soundtrack
Ubicazione:
Japan
Sunday, 1 February 2015
Cuarto - "Self-titled" (Bestiar Netlabel 113)
"This album compiles songs that have been composed, recorded and mixed in London between September and November of 2014, except song #10, which was recorded in Pelràs in December 2012. Song #1 was composed for the soundtrack of the documentary about the architect Oscar Tusquets Blanca. Songs #6, #7 and #8 were composed for my father's birthday.
Every sound in the album was made with guitar, except for vocals and the shaker in song #1.
Artwork and some vocals in song 7# by Mariona Valdés." (Words from release page)
Il futuro immaginato che rosicchia astutamente il presente. Scava dentro ad uno spazio gratuito ed illimitato di felicità. Il tempo che si sposta, che si nasconde, che si trasforma e che con lunga esperienza si prende gioco di ognuno di noi. Sinuoso e solitario serpente alla ricerca di vittime in deserti appassiti da esperimenti nucleari. Un sole perpendicolare che disidratata una solitudine permanente appena accennata. Impronte. Polvere che si alza creando nubi minacciose per instancabili formiche laboriose. Una vorticosa ciclicità mi scaraventa all'interno di sempre più ristrette riserve indiane. Una chitarra, pietre e ramoscelli di diverse dimensioni a scandire il tempo. Una vita inconsciamente guidata da primarie esigenze sessuali quotidianamente presenti. Delicate movenze, mani fredde sul collo. L'innocenza di dieci minuscole dita che sbottonano un bianco grembiule per sistemare dei pantaloni leggermente abbondanti. Mentre i seni mi guardano o sono io che timidamente guardo loro. Sono corpi schiacciati e sudati su carovane che attraversano un deserto assolato, tra polvere e terra e carezze sussurrate. Sono altri due occhi che nascondono in malo modo quella maledetta paura di sbagliare che ci perseguita. Liquido giallo che rende il sangue arancione, dilata con grazia sensi spesso in conflitto o altre volte intorpiditi da un presente a tinta unita.
Artist: Cuarto (FB)
Title: Self-titled
Label: Bestiar Netlabel
Style: guitar, acoustic, soundtrack
Date: January 24, 2015
Every sound in the album was made with guitar, except for vocals and the shaker in song #1.
Artwork and some vocals in song 7# by Mariona Valdés." (Words from release page)
Il futuro immaginato che rosicchia astutamente il presente. Scava dentro ad uno spazio gratuito ed illimitato di felicità. Il tempo che si sposta, che si nasconde, che si trasforma e che con lunga esperienza si prende gioco di ognuno di noi. Sinuoso e solitario serpente alla ricerca di vittime in deserti appassiti da esperimenti nucleari. Un sole perpendicolare che disidratata una solitudine permanente appena accennata. Impronte. Polvere che si alza creando nubi minacciose per instancabili formiche laboriose. Una vorticosa ciclicità mi scaraventa all'interno di sempre più ristrette riserve indiane. Una chitarra, pietre e ramoscelli di diverse dimensioni a scandire il tempo. Una vita inconsciamente guidata da primarie esigenze sessuali quotidianamente presenti. Delicate movenze, mani fredde sul collo. L'innocenza di dieci minuscole dita che sbottonano un bianco grembiule per sistemare dei pantaloni leggermente abbondanti. Mentre i seni mi guardano o sono io che timidamente guardo loro. Sono corpi schiacciati e sudati su carovane che attraversano un deserto assolato, tra polvere e terra e carezze sussurrate. Sono altri due occhi che nascondono in malo modo quella maledetta paura di sbagliare che ci perseguita. Liquido giallo che rende il sangue arancione, dilata con grazia sensi spesso in conflitto o altre volte intorpiditi da un presente a tinta unita.
Artist: Cuarto (FB)
Title: Self-titled
Label: Bestiar Netlabel
Style: guitar, acoustic, soundtrack
Date: January 24, 2015
Etichette:
Acoustic,
Bestiar Netlabel,
Cuarto,
guitar,
soundtrack
Ubicazione:
Spain
Tuesday, 25 February 2014
Thiaz Itch - "V.G. Unplugged" (Proot records)
"This album is a cover collection of Nintendo video games soundtracks performed by Thiaz Itch with acoustic instruments and vocals." (Words from release page)
Ammetto di non essere un grande appassionato di videogame, a parte qualche furtiva divagazione che spazia dalle scariche elettriche riservate a Fruit Ninja sino alle oramai passate perdite di tempo cerebrali di Ruzzle. Però la musica che fuoriesce da "V.G. Unplugged" potrebbe essere la colonna sonora rivisitata di qualsiasi altra cosa senza perdere il fascino e la qualità che le appartengono. Una piccola e allegra orchestrina dai deliziosi arrangiamenti che irrora l'aria di vibrazioni positive. Una serie di strumenti musicali vibranti che procurano un velato piacere acustico, molto in sintonia con l'animo delle street band. Le ambientazioni che si incontrano durante l'ascolto di "V.G. Unplugged" sono molteplici, dai vivaci colori sudamericani al localino stiloso che propone musica jazz, dai giovani strumentisti su un terrazzo soleggiato che improvvisano applicando (volontariamente o involontariamente) gli insegnamenti appena appresi. Thiaz Itch propone una musica intima che non si vergogna a tenere le braccia aperte, timida e pungente contemporaneamente. Apprezzo molto la distribuzione degli strumenti in quel vivace arcobaleno che inizia dall'orecchio destro e finisce in quello sinistro, o viceversa. Un buon umore che rende piacevole ogni istante di questa breve esperienza.
Artist: Thiaz Itch
Title: V.G. Unplugged
Label: Proot records
Style: acoustic, soundtrack
Date: February 14, 2014
Teaser : V.G. Unplugged by Thiaz Itch from Thiaz Itch on Vimeo.
Ammetto di non essere un grande appassionato di videogame, a parte qualche furtiva divagazione che spazia dalle scariche elettriche riservate a Fruit Ninja sino alle oramai passate perdite di tempo cerebrali di Ruzzle. Però la musica che fuoriesce da "V.G. Unplugged" potrebbe essere la colonna sonora rivisitata di qualsiasi altra cosa senza perdere il fascino e la qualità che le appartengono. Una piccola e allegra orchestrina dai deliziosi arrangiamenti che irrora l'aria di vibrazioni positive. Una serie di strumenti musicali vibranti che procurano un velato piacere acustico, molto in sintonia con l'animo delle street band. Le ambientazioni che si incontrano durante l'ascolto di "V.G. Unplugged" sono molteplici, dai vivaci colori sudamericani al localino stiloso che propone musica jazz, dai giovani strumentisti su un terrazzo soleggiato che improvvisano applicando (volontariamente o involontariamente) gli insegnamenti appena appresi. Thiaz Itch propone una musica intima che non si vergogna a tenere le braccia aperte, timida e pungente contemporaneamente. Apprezzo molto la distribuzione degli strumenti in quel vivace arcobaleno che inizia dall'orecchio destro e finisce in quello sinistro, o viceversa. Un buon umore che rende piacevole ogni istante di questa breve esperienza.
Artist: Thiaz Itch
Title: V.G. Unplugged
Label: Proot records
Style: acoustic, soundtrack
Date: February 14, 2014
Teaser : V.G. Unplugged by Thiaz Itch from Thiaz Itch on Vimeo.
Etichette:
Acoustic,
Proot records,
soundtrack,
Thiaz Itch
Ubicazione:
France
Sunday, 1 December 2013
Massimo Ruberti - "The city without sun" (Nostress Netlabel)
""The City Without Sun" is a concept album of instrumental electronic music. An ideal soundtrack for the kid's novel by Michel Grimaud 'La ville sans soleil'. A French novel of the 70s, which in the post '68 era, tell us about of a group of teenager activists against the pollution of their 'city without sun' by an unscrupulous local squire.A book that still has not lost his, though simplistic, message of rebellion and hope. A book to be known, to be implemented, to not forget." (Words from release page)
Era da qualche mese che attendevo questa nuova release di Massimo Ruberti, musicista toscano che seguo già da tempo e che mi ha entusiasmato con l'ultimo album uscito nel 2010 per la lettone Elpa, intitolato "Autour de la lune", ispirato dall'omonimo romanzo fantascientifico di Jules Verne e accompagnato dalle immagini dell'artista americano David Brunnel Brutman. Ho seguito l’evolversi di questo nuovo progetto con la collaborazione dei social network, che mi hanno anche offerto la possibilità di conoscere (attraverso l’invio di messaggi dilatati nel tempo) il musicista livornese, con cui ho potuto scambiare qualche opinione riguardo l’uscita di questo nuovo lavoro intitolato “The city without sun”, ispirato dal racconto francese 'La ville sans soleil' di Michel Grimaud, edito nel 1973. Devo ammettere che sono molto fiero della scelta di Massimo di dare nelle mani di Nostress Netlabel il suo nuovo progetto. L’etichetta siciliana è sempre attenta a sonorità sperimentali di qualità, che possono spaziare dall’elettronica all’acustica fino all’improvvisazione. E nel caso di Ruberti ci troviamo dentro ad un ambiente elettronico “vintage”. I sei brani presenti in questa release si appropriano senza vergogna di suoni che sono riconducibili alle decadi 70/80. Ogni traccia si vanta della propria spiccata personalità. E nel momento della scelta del brano da mettere in streaming nel post ho avuto alcune perplessità. Meglio la title-track? Le sue atmosfere sono perfette per sonorizzare le immagini di una città nell’anno 2013. Capannoni abbandonati con rovi tentacolari a segnarne il perimetro e la decadenza. File di vetri rotti su staffe arrugginite che creano composizioni artistiche moderne. Saracinesche soffocate da polveri nocive che suggeriscono ai passanti di abbassare lo sguardo a terra e a rassegnarsi alla malattia da loro stessi creata. In dieci minuti Ruberti ha la capacità di creare numerose immagini che si sfumano l'una con l'altra, sovrapponendosi ad un basso moog invariabile. Anche la seconda traccia, “Sabotage”, rientra nel mio personale podio. Un ritmo incalzante che mi trasmette energia vitale ad ogni ascolto. Qui siamo invece nel mezzo di strade più trafficate, dove la delinquenza è una delle poche vie d’uscita al malessere quotidiano causato da una classe politica schiava della Dea Economia e da un popolo demotivato sempre pronto a delegare il proprio futuro al prossimo. E poi c’è la chicca, la traccia in cui bisogna allacciarsi le cinture di sicurezza perchè il viaggio è denso e magmatico: “Smog”. Un agguato alla psiche, una penetrazione lenta, oscura e tagliente. Un suono poderoso che avvolge e ti prende in ostaggio, ti ipnotizza con oscillazioni che torturano il senso d’orientamento, con la destra e la sinistra a rincorrersi in un circuito elaborato. Suoni che urlano, prigionieri delle proprie vibrazioni. Psichedelia di prima scelta, ben disposta in una vetrina di un reparto di gastronomia biologica di un market tedesco.
Questa release è parte di un Cd in uscita il 15 Dicembre comprensivo di quattro extra bonus track.
Artist: Massimo Ruberti
Title: The city without sun
Label: Nostress Netlabel
Style: electronica, soundtrack
Date: November 26, 2013
Era da qualche mese che attendevo questa nuova release di Massimo Ruberti, musicista toscano che seguo già da tempo e che mi ha entusiasmato con l'ultimo album uscito nel 2010 per la lettone Elpa, intitolato "Autour de la lune", ispirato dall'omonimo romanzo fantascientifico di Jules Verne e accompagnato dalle immagini dell'artista americano David Brunnel Brutman. Ho seguito l’evolversi di questo nuovo progetto con la collaborazione dei social network, che mi hanno anche offerto la possibilità di conoscere (attraverso l’invio di messaggi dilatati nel tempo) il musicista livornese, con cui ho potuto scambiare qualche opinione riguardo l’uscita di questo nuovo lavoro intitolato “The city without sun”, ispirato dal racconto francese 'La ville sans soleil' di Michel Grimaud, edito nel 1973. Devo ammettere che sono molto fiero della scelta di Massimo di dare nelle mani di Nostress Netlabel il suo nuovo progetto. L’etichetta siciliana è sempre attenta a sonorità sperimentali di qualità, che possono spaziare dall’elettronica all’acustica fino all’improvvisazione. E nel caso di Ruberti ci troviamo dentro ad un ambiente elettronico “vintage”. I sei brani presenti in questa release si appropriano senza vergogna di suoni che sono riconducibili alle decadi 70/80. Ogni traccia si vanta della propria spiccata personalità. E nel momento della scelta del brano da mettere in streaming nel post ho avuto alcune perplessità. Meglio la title-track? Le sue atmosfere sono perfette per sonorizzare le immagini di una città nell’anno 2013. Capannoni abbandonati con rovi tentacolari a segnarne il perimetro e la decadenza. File di vetri rotti su staffe arrugginite che creano composizioni artistiche moderne. Saracinesche soffocate da polveri nocive che suggeriscono ai passanti di abbassare lo sguardo a terra e a rassegnarsi alla malattia da loro stessi creata. In dieci minuti Ruberti ha la capacità di creare numerose immagini che si sfumano l'una con l'altra, sovrapponendosi ad un basso moog invariabile. Anche la seconda traccia, “Sabotage”, rientra nel mio personale podio. Un ritmo incalzante che mi trasmette energia vitale ad ogni ascolto. Qui siamo invece nel mezzo di strade più trafficate, dove la delinquenza è una delle poche vie d’uscita al malessere quotidiano causato da una classe politica schiava della Dea Economia e da un popolo demotivato sempre pronto a delegare il proprio futuro al prossimo. E poi c’è la chicca, la traccia in cui bisogna allacciarsi le cinture di sicurezza perchè il viaggio è denso e magmatico: “Smog”. Un agguato alla psiche, una penetrazione lenta, oscura e tagliente. Un suono poderoso che avvolge e ti prende in ostaggio, ti ipnotizza con oscillazioni che torturano il senso d’orientamento, con la destra e la sinistra a rincorrersi in un circuito elaborato. Suoni che urlano, prigionieri delle proprie vibrazioni. Psichedelia di prima scelta, ben disposta in una vetrina di un reparto di gastronomia biologica di un market tedesco.
Questa release è parte di un Cd in uscita il 15 Dicembre comprensivo di quattro extra bonus track.
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| Massimo Ruberti |
Artist: Massimo Ruberti
Title: The city without sun
Label: Nostress Netlabel
Style: electronica, soundtrack
Date: November 26, 2013
Etichette:
electronica,
Massimo Ruberti,
Nostress Netlabel,
soundtrack
Ubicazione:
Italy
Monday, 6 May 2013
Kosta T – "Hopelessness" (Silent Flow 052)
"‘Hopelessness’ is a collection of
violin improvisations accompanied with accordion, cello and some
others. The sound is permeated with deep dramatic melancholia as well
as the feeling of something old, yet familiar. This release could be
a great soundtrack to a film noir or a world war movie."
Musica senza tempo. Drammatica, struggente. Il violino del musicista russo Konstantin Trokay come protagonista. Musica che crea immagini in modo automatico e naturale. Un ragazzo disorientato che cammina senza meta tra i vicoli stretti di una città abbandonata. Lunghe distese di terre aride e desolate. Caldo e freddo che si alternano vertiginosamente. Solitudine è la parola che meglio descrive questo penetrante album rilasciato dalla netlabel moldova Silent Flow. Mi si creano collegamenti mnemonici all'indimenticabile "Passion" di Peter Gabriel, forse per la spiritualità e religiosità che Kosta T riesce a infondere in queste nove brevi tracce. Da ascoltare in solitudine, abbandonando possibilmente per poco meno di mezzora tutto ciò che ci circonda.
Artist: Kosta T
Musica senza tempo. Drammatica, struggente. Il violino del musicista russo Konstantin Trokay come protagonista. Musica che crea immagini in modo automatico e naturale. Un ragazzo disorientato che cammina senza meta tra i vicoli stretti di una città abbandonata. Lunghe distese di terre aride e desolate. Caldo e freddo che si alternano vertiginosamente. Solitudine è la parola che meglio descrive questo penetrante album rilasciato dalla netlabel moldova Silent Flow. Mi si creano collegamenti mnemonici all'indimenticabile "Passion" di Peter Gabriel, forse per la spiritualità e religiosità che Kosta T riesce a infondere in queste nove brevi tracce. Da ascoltare in solitudine, abbandonando possibilmente per poco meno di mezzora tutto ciò che ci circonda.
Artist: Kosta T
Etichette:
Acoustic,
Kosta T,
Silent Flow,
soundtrack
Ubicazione:
Russia
Friday, 11 January 2013
Gluid - "The Metamorphosis EP" (esc.rec. 033)
"Initially this music was commissioned
by theatre company Noortje Licht as a soundtrack for 'De
Gedaanteverwisseling' (The Metamorphosis), based on the book by Franz
Kafka. The show/installation (2010) was a seamless
combination of acting, extremely inventive video projections by Douwe
Dijkstra and music by Bram van den Oever (Gluid). Quite exceptional
for such a small theatre company. After some minor alterations, this soundtrack now
became a breathtaking stand-alone Gluid release. And just like the
world famous psychological thriller by Kafka, it haunts you with
hallucinatory beauty."
Carovane che proseguono il loro percorso all’interno di menti sedute ai bordi di un precipizio. Ossessioni racchiuse in una camera d’aria sgonfia. Tutto può ancora succedere in questo lento divenire stratificato. Rimbalzi ristretti dominano il pensiero prigioniero e indifeso dinnanzi alla sua schiavitù compiacente. Faticose marce, schiene dolorose e Renè Aubry che invade la scena sorridente. Sogni in 3/4 dissolti in evoluzioni piramidali. La musica di Gluid cattura con il suo incedere felpato e tenebroso e permette di fare passeggiate tra le vie più oscure della mente. Un'elettronica che si adagia tra morbidezze ambient e rigidità classiche. Questa musica inizialmente è stata la colonna sonora per una rappresentazione teatrale della Metamorfosi di Kafka. Ora, dopo qualche modifica e grazie al supporto dell'olandese esc.rec. questa musica diventa accessibile in forma gratuita. Thanks.
Carovane che proseguono il loro percorso all’interno di menti sedute ai bordi di un precipizio. Ossessioni racchiuse in una camera d’aria sgonfia. Tutto può ancora succedere in questo lento divenire stratificato. Rimbalzi ristretti dominano il pensiero prigioniero e indifeso dinnanzi alla sua schiavitù compiacente. Faticose marce, schiene dolorose e Renè Aubry che invade la scena sorridente. Sogni in 3/4 dissolti in evoluzioni piramidali. La musica di Gluid cattura con il suo incedere felpato e tenebroso e permette di fare passeggiate tra le vie più oscure della mente. Un'elettronica che si adagia tra morbidezze ambient e rigidità classiche. Questa musica inizialmente è stata la colonna sonora per una rappresentazione teatrale della Metamorfosi di Kafka. Ora, dopo qualche modifica e grazie al supporto dell'olandese esc.rec. questa musica diventa accessibile in forma gratuita. Thanks.
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| Gluid (Bram van den Oever) |
Artist: Gluid
Title: TheMetamorphosis EP
Label: esc.rec.
Style: soundtrack, electronic, classic
Date: January 03, 2013
Label: esc.rec.
Style: soundtrack, electronic, classic
Date: January 03, 2013
Source: F.M.A.
Etichette:
adventurous,
Bram van den Oever,
classical,
electronic,
esc.rec.,
Franz Kafka,
Gluid,
soundtrack,
The Metamorphosis EP
Ubicazione:
Paesi Bassi
Tuesday, 18 September 2012
walkingsoundtracks - "tightrope" (self released)
"It’s sufficient to add a bunch of
foreign language words in a composition to make everything more
fascinating, generally just a few will pay attention to the content,
probably cause it’s meaningless.
The mysterious aura of a foreign
language, or the sound of a voice giving us safety, like falling
asleep to a fairy tale, following a distant whisper disappearing.
what do you do sitting alone on your
balcony, when everything is perfect?
I wanna tell somebody." (Nicola Di Croce)
Una passeggiata intorno al pianeta
Terra. Godfrey Reggio (Koyaanisqatsi) osserva divertito. Si potrebbe
pensare ad un remake con colonna sonora rivisitata. Voci dal pianeta,
il suono dell’agonia e della malattia che noi stessi abbiamo
creato. Un’elettronica che non si fa sentire...la vedo seduta in
una sala d’aspetto. Creare musica con le macchine...passato,
presente, futuro o solamente una parentesi? "Fall voice"
accende il fuoco che mancava per rendere l’ambiente completamente
confortevole. Gli scenari futuri che quotidianamente ci vengono
proposti non sono invitanti...mentre continuo a ricevere inviti al
coraggio o all’autocommiserazione. Desktop desertici...eppure
riesco a intravedere delle ombre e a udire delle voci...e ci sono
anche dei suoni! John Zorn che abbassa il capo travestito da Tuareg.
L’organizzata civiltà é qui vicina e lo percepisco dalle sirene
frenetiche e dalla geometria dei tempi. Cerco un enorme traliccio
come nascondiglio per sostituire i miei indumenti. Eccomi...il
viaggio é finito. Buongiorno a tutti!
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| walkingsoundtracks (Nicola Di Croce) |
Title: tightrope
Label: self released (Bandcamp)
Style: experimental/soundtrack
Date: September 09, 2012
Etichette:
ambient,
electronic,
experimental,
Godblesscomputer,
Lorenzo Nada,
Nicola Di Croce,
soundtrack,
tightrope,
walkingsoundtracks
Ubicazione:
Italia
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