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Friday, 4 December 2015

Jan Grünfeld – “Music for plants” (La bèl 031 / Headphonica 109)

"The tracks of “Music for plants”are based on a live improvisation with electric guitar and a looping machine. Jan Grünfeld has recorded the music in the summer of 2014 on a huge balcony of an old villa in Bad Muskau, right at the German-Polish border – a very arcadian place! The music is free, like a suntrap. The plants grow better with Jan Grünfeld’s music! But not turn up too loud! And do not forget to water!" (Text from release page)

Movimenti delle palpebre al rallenty. L'odore della notte spalmato su abiti disordinati. Instancabili cicale giocano a nascondino tra le pieghe di campi incolti. Una spirale sonora che attira e respinge flussi di note che si confidano segretamente tra di loro. La natura dipinge con colori tenui le pareti fluide di questo carezzevole quadro sonoro. Si sorvolano cime di elevata bellezza nell'ipnotica "full bloom". Scaricare i pesi superflui per ottenere una migliore lievitazione e risvegliarsi di soprassalto tra le strade notturne infrasettimanali di un'assonnata città mitteleuropea. C'è questa intimità che mi abbraccia e a momenti mi sembra di essere seduto accanto a Jan, nel balcone di questa vecchia villa dove sono nate queste tenui entità sonore vestite di ambient, ma con una profondità che penetra nel sottosuolo, sia terrestre che umano. (feel alife)


Jan Grünfeld

Artist: Jan Grünfeld (official site)
Title: Music for plants
Label: La bèl, Headphonica
Style: acoustic, guitar, ambient
Date: October 07, 2015






Wednesday, 27 February 2013

abc100 - "dirty dishes from a hostile cosmos" (Headphonica 106)

Alexandr Sinyagin in arte abc100 mi stupisce ad ogni sua nuova uscita. Sin dalla prima traccia dell'ultimo album "dirty dishes from a hostile cosmos" (piatti sporchi da un cosmo ostile, stupendo titolo) rilasciato come sempre dall'affezionata Headphonica. "AgrhhLaser" si muove tra un lo-fi psichedelico che girovaga tra le fasi r.e.m di un'umanità assopita. Tintinnii che si riversano su ruvide basi ricoperte di eczemi.  In "Jina and Mike" si ritrovano alcune sonorità che ricordano il precedente ed eccellente "Exit Site", uscito nel febbraio 2012. "Night" raggiunge gli apici di una creatività effervescente, spumeggianti bollicine neuronali nelle stanze buie di un party organizzato in una stazione spaziale. abc ha la particolarità di far mantenere l'ascolto attento. Il flusso della sua musica è in continua evoluzione, mai seduta in zone di sosta pigre ma allettanti. abc è visionario, diretto e fantasioso...le giuste doti per far muovere la musica un po' più in là.

Artist: abc100
Title: dirty dishes from a hostile cosmos
Label: Headphonica
Style: electronica, experimental
Date: February 19, 2013


Thursday, 13 December 2012

Jan Grünfeld - "A Trace" (Headphonica 105)

"The last four or five years I followed a trail. Plenty of footprints. I collected tracks, pointing in different directions. Now the traces are almost beyond recognition. But you can still listen to it. This is so cool! Goodbye little island!" (Jan Grünfeld)

Ci sono degli artisti a cui ci si affeziona e quando giunge improvvisamente un loro nuovo album è sempre una piccola emozione. Anche se bisogna ammettere che in questi tempi moderni vissuti all'interno di social network e sommersi da milioni di informazioni, la distanza tra ascoltatore e artista si è fatta veramente sottile. Ed infatti alcuni brani di questo nuovo lavoro di Jan Grünfeld ho avuto modo di apprezzarli nei mesi passati all'interno della sua pagina Soundcloud. Il musicista tedesco prosegue il suo discorso, o meglio, il suo sentiero segnato da numerose impronte, con determinazione e personalità. Intimità acustica, tra allegre cicale innamorate che danzano sugli arpeggi malinconico/speranzosi della chitarra di Jan (In the fields). Intravedo i capelli di Robert Smith spuntare dal tronco di un albero (The ticket). Confidenze timidamente trasmesse con le corde della chitarra a pochi amici fidati. "A Trace" è come il fuoco di un caminetto, dove tra uno scoppiettio e l'altro e misteriose ombre proiettate sul muro in sfumati movimenti, l'ambiente si intiepidisce regalando alle persone presenti un'inconsapevole benessere. Jan Grünfeld sa costruire eccellenti colonne sonore per scene comuni di vita quotidiana (compresi anche i rumori domestici).




Jan Grünfel

Artist: Jan Grünfeld (FB)
Title: A Trace
Label: Headphonica
Style: acoustic,guitar,ambient
Date: December 11, 2012








Sunday, 29 April 2012

Marcel Pequel - "From one to nine" (Headphonica 098)

"In my tracks I can’t see any images, but only I can feel some kind of emotions, for example nostalgy, sadness, fear, hope etc. Because of reasons above I didn’t named my tracks, but just numbered them, so every listener of my music can make his own opinion about every single track (not suppose to feel something because of some title of track)."


Nove brani numerati da 1 a 9. Semplici e minimalisti. Un pianoforte e un sottile riverbero...nulla di più. Nessun virtuosismo o grande pretesa. Nove sentimenti nudi e confidenziali. Piacevole e rilassante...forse un poco malinconico. Marcel Pequel proviene da Danzica (Polonia) e questa è la seconda release in collaborazione con headphonica. La prima, "The 12 months", datata 2008, contiene dodici tracce (sempre esclusivamente suonate con il solo pianoforte) dedicate ad ogni mese dell'anno.


Artist: Marcel Pequel
Label: Headphonica
Style: Piano/Classical
Date: April 25, 2012

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Thursday, 15 March 2012

The Plastic Jazz Orchestra - "39°" (Headphonica 096)


The Plastic Jazz Orchestra was formed by Bernd Burnson in late 2006 as an ensemble electronique for modern music. Tragically Bernd Burnson passed away in summer 2007 and left behind a bunch of young people determined to create something completely different, something new in terms of musical expression. So the tracks from ’39°’ by The Plastic Jazz Orchestra had never been compositions in their origins but handcrafted pieces of what we call music.


Sin dai primi suoni di "33 cent", primo brano di "39°" della Plastic Jazz Orchestra, capisco che questo è un grande album. Elettronica a cinque stelle, un'impressionante cura per ogni particolare  e l'inconsueta capacità di donare una continua e diversificata progressione ritmica e strutturale ad ogni traccia, evitando banali ripetizioni. "Mosaic" è electro-groove al 100%, una cadenza sui quarti secca e precisa, un'elettro-marcia che mi fa dondolare la testa avanti e indietro come un'anatra meccanica di un Luna-Park situato a pochi isolati dalla casa di Philip K. Dick. "Steps, Stairs, Mountains and Valley" è una soluzione condensata di jazz rovesciata in un frullatore elettronico...sono completamente ammaliato dalla bravura e dalla destrezza elettronica della Plastic Jazz Orchestra. Un'eccezionale capacità nel miscelare influenze e generi, dal jazz al drum'n'bass, dal funk ad un'elettronica mitteleuropea reinventata, fino ad arrivare ad uno spettacolare shuffle (Bye Bye Altay) fra Steely Dan, Gershwin e presente prossimo. Il massimo dei voti alla ricerca dei suoni e all'inventiva delle soluzioni ritmiche ("C'mon Kids" ne è l'esemplare perfetto). Nota di merito alla netlabel Headphonica (questa volta associata con 2419 record label), che a poche settimane dall'ottimo "Exit site" di ABC100, ritorna con questo altro grande album e che sembra aver fotografato con nitidezza lo stato attuale dell'elettronica. Per donazioni o per l'acquisto del Cd a tiratura limitata visitare la pagina Bandcamp della Plastic Jazz Orchestra.


The Plastic Jazz Orchestra
Title: 39°
Artist: The Plastic Jazz Orchestra
Label: Headphonica/2419 Record Label
Style: Electronic/NoJazz/Sample
Date: 12 March 2012


33 Cent
Steps, Stairs, Mountains and Valleys
Bye Bye Altai

OTHER REVIEWS:
Musica Selection (AR)
tonmagnet (DE)




mosaic from deckkraft on Vimeo.

Thursday, 23 February 2012

[HPCD095] Abc100 - "Exit site"

“I’m making music, bringing its ideas from the literature. [...] It’s not a secret that it’s all about the dynamics of the syllable or in other words in the images series. I’m trying to move this dynamic to music from the literature. I’m building images of my tracks in coordination with schemes I learned in books of great authors. That is how I’m making the picure of artistic colors on the fabric of sound.”

Adoro questo tipo di elettronica. Fantasiosa ed eccentrica ma mai pesante, fatta di ritagli presi da chissà dove e rielaborati sotto altre forme. Continui cambi di ritmo e di stile che mantengono l'ascolto in uno stato di veglia permanente. La noia segregata all'interno di un baule nelle profondità marine. Suoni grassi e ruvidi, elettro-psichedelia compressa in brani che raramente superano i 2 minuti e che s'incastrano tra di loro disinvoltamente senza curarsi di pause e silenzi. Piccoli raggi dance in alcune ritmiche in 4/4. Le voci filtrate nei modi più disparati creano in alcuni casi effetti demoniaci. Graffi e carezze in un unica indecifrabile sensazione di piacere. Ninne nanne per bambini precocemente complessati. ABC100 (Alexandr Sinyagin, Moscow) dimostra anche questa volta di possedere una creatività eccentrica e singolare. Dopo lo stupendo "Cosmic Dance of Tanzania" rilasciato nel Dicembre 2010 da Webbed hand e l'album "A lot of crab", disponibile nella sua pagina BandCamp, ecco "Exit site", una nuova pagina di elettronica del nuovo millennio.

ABC100 (Alexandr Sinyagin)
Title: Exit site
Artist: ABC100
Style: Electronica/Glitch/Sound-Collage
Date: 19 February 2012

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ABC100 - "caribba666-1 deg mode"
ABC100 - "let"
ABC100 - "astro tape lazer tv station"

Monday, 24 October 2011

[HPCD092] Cloud Mouth – "Songs from the sewer" (the birddog days)


"This is music that was born out of euphoric dreams, and frustrating realities. Coming from a land where Monotonous hums lumber around like sleepy giants through empty avenues; on the edge of sleep, all that keeps them awake are the uncontrollable outbursts coming from the toothless mouths hiding in the palms of their hands, when they feel sister sleep tugging at their eyelids they cover their ears with their hands and let the mouths lull them to wakefulness."


Un vasto campionario di strumenti per questa nuova release targata Headphonica, ottima netlabel tedesca dalle originali proposte attiva dal 2006. L'artista in questione è Shawn Jackinsky, che qui si presenta con lo pseudonimo di Cloud Mouth (giunto oramai alla terza release con questa etichetta) e in passato attivo con il nome Birddog. "Songs from the sewer" è un album molto particolare, registrato parecchi anni fa e ritrovato impolverato dentro a qualche misterioso cassetto. Sei tracce che miscelano drum machine scarne ed essenziali e numerosi strumenti acustici con semplicità e originalità. Linee vocali che sono lamenti, battiti ritmici in distorsione, suoni piegati e reversati. Clarinetti, flauti, fisarmoniche, didgeridoo...un'orgia di strumenti che nell'insieme creano un effetto strampalato ed eccentrico. In "A feather for frog's first wing" mi sembra di vedere gli Steps Ahead semi-ubriachi improvvisare una piccola jam con un fisarmonicista lungo una via di Bucarest. Le registrazioni a volte raggiungono uno stridulio alle soglie della distorsione, lo-fi spontaneo e genuino...sequenze digitali lontane anni luce. Una piccola jazz-folk-band in tournee nei Balcani...le immagine trasmesse sono troppe e si sovrappongono disordinatamente. Sognante, sporco e stravagante.

Cloud Mouth (Shawn Jackinsky)
Title: Songs from the sewer
Artist: Cloud Mouth (F.M.A.)
Label: Headphonica
Date: 11 October 2011

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Cloud Mouth - "a feather for frog's first wing"
Cloud Mouth - "Clouds form"

Saturday, 14 May 2011

[HPCD090] / Gosprom - "20"

C'è molta freschezza in questa nuova uscita di Headphonica che dopo averci regalato l'incantevole "Summerflag" di Jan Grünfeld ritorna con la band Ucraina (Kharkov) dei Gosprom. Nome che viene preso in prestito dall'imponente edificio costruito negli anni "20 nella suddetta città. I membri dichiarati della band sono 3 (Mariana Diakova, Dima Sysoev, Kostya Otkydach) anche se guardando alcune foto e ascoltando la loro musica sembrano essere molti di più. Non nuovi all'ambiente netlabels i Gosprom sono giunti ora alla loro terza release, seconda per  Headphonica. La loro musica risente di molte influenze...si attraversano atmosfere jazzy, funky, pennellate di trip-hop, il tutto proposto con brio e freschezza. L'uso in alcuni brani del clarinetto e di piatti graffiati, con l'aggiunta di un accattivante "taglio" delle voci rende il "Gosprom sound" decisamente affascinante ed originale. I brani sono cantati in lingua madre e quindi il risultato è ancora più singolare. Tra le mie tracce preferite spiccano la graffiante "Japan punk", eccellente esperimento di una base dal sapore punk farcita di scratch, clarinetti e dal ritornello molto B52's. La ritmica jazz-funk-dance di "Greenland" stimola movimento a piedi e gambe e l'incastro vocale tra la voce maschile/femminile dona al brano un atmosfera estremamente surreale. Notevole la capacità della band nell'amalgamare diversi stili e generi, un esempio su tutti il funk-hop-jazz di "San Francisco". Alcuni brani di "20" sono ripresi dalla precedente release uscita nel 2010. Simpatici e vigorosi.

Gosprom
Release Name: 20
Artist: Gosprom
Label: Headphonica
Date: 30 April 2011

DOWNLOAD ALBUM

DISCOGRAPHY:
[rfl009] Broadway (2008)
[HPCD090] Lazy (2010)

Gosprom - "Greenland"
Gosprom - "San Francisco"
Gosprom - "Japan Punk"

                                                 


Saturday, 16 April 2011

[HPCD089] Jan Grünfeld – Summerfugl

Ritorna Jan Grünfeld, musicista tedesco di Großkochberg, di cui apprezzai molto l'album "Ich Liebe es", uscito nel Maggio 2008 per Headphonica (in cui era presente anche una delicata versione acustica di "Enjoy the silence" dei Depeche Mode). Jan prosegue il suo cammino con lo stile che lo contraddistingue, dipingendo piccoli acquerelli acustici chitarristici macchiati di registrazioni ambientali varie (senza badare alla qualità sonora...fruscii e interruzioni brusche dell'audio sono spesso frequenti), che spaziano da suoni provenienti dalla natura a discorsi "rubati"dai luoghi più svariati. Parti vocali appena sussurrate, richiami di bambini su leggeri e deliziosi arpeggi di chitarra. Jan continua la sua scultura di un folk rumoristico dal vago sapore lo-fi, senza badare troppo alla perfezione dei suoni ma ascoltando i suoi sentimenti e condividendo piccoli attimi della propria vita con il resto del mondo che vorrà e saprà ascoltare. Più minimalista e introverso e meno immediato del precedente "Ich Liebe Es", "Summerfugl" (che in danese significa farfalla) sa offrire piacevoli sensazioni invogliando a selezionare la funzione repeat nel lettore mp3.

Release name:  Summerfugl                      
Artist:  Jan Grünfeld
Label: Headphonica

Date: 11 April 2011



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Jan Gruenfeld - "Summerfugl"
Jan Gruenfeld - "weltraumkuhjunge"
Jan Gruenfeld - "Golfer"