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Sunday, 27 November 2011

[NS042] Wacky Southern Current - "In a Realm of Uncertain Summer"

"Wacky Southern Current returns to No-Source for a new album of hauntingly beautiful instrumental music. “In a Realm of Uncertain Summer” sees Marco Cervellin find middle ground between instrumental soundtracks, acoustic moods, and post rock sensibilities."


Ritorna per la californiana (Belmont?) No-Source, Marco Cervellin, con il suo interessante progetto chiamato Wacky Southern Current ad un anno circa di distanza dall'incantevole "Like the wind within the hollow tree". In questo nuovo “In a Realm of Uncertain Summer” ci si abbandona in atmosfere rarefatte, tempi lunghi e dilatati, melodie delicate. Air ed Ennio Morricone che si ritrovano seduti confidenzialmente sugli scogli di un mare estivo. Morbidezza ritmica essenziale, tra organi seventies, slide guitar e sovrapposizioni di arpeggi. Marco Cervellin dimostra ancora una volta di avere una grande sensibilità musicale sapientemente distribuita in un minimalismo acustico emotivo, lontano anni luce da un ambient floscia e piatta  che ci circonda quotidianamente. Strutture semplici ma efficaci. Un album perfetto per abbandonarsi in pensieri liquido-vaporosi o semplicemente da tenere in sottofondo in compagnia di buoni amici, lo scoppiettio della legna di un piccolo caminetto e del buon vino italiano.



Wacky Southern Current (Marco Cervellin)
Title: In a Realm of Uncertain Summer
Label: NO-SOURCE
Date: 14 November 2011




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Wacky Southern Current - Intro by No-Source

Wednesday, 9 February 2011

[sec056] Azoora - "Instrumentals Vol 1"

Continua il legame che oramai si protrae da alcuni anni tra Azoora e 23 Seconds. Questa è la sesta release che la band offre al catalogo della netlabel di Gothenburg (Svezia). In questo "Instrumentals vol.1" gli Azoora si cimentano in un esperimento strumentale firmato dal poli-strumentista John Purcell (che tra l'altro è nello staff dell'etichetta come produttore) e dal batterista Ben Cochrane, abbandonando così per una volta la calda e sensuale voce del cantante Paul Loader. Il risultato sono sette tracce dal ritmo sostenuto, come la prima "Balls out", con un thrilling-piano ossessivo e un synth  ritmicamente impazzito che colorano l'intero pezzo.
"Cirque du Lune" è un malinconico brano suddiviso in due parti in cui  il piano, dal vago sapore di un  dimenticato film francese dei primi anni 70, rimane nuovamente il perno centrale, dando l'appoggio a svariati interventi chitarristici e a lamenti sonori contorti. "23 seconds to love" è forse il punto in cui sento di più la mancanza della voce di Paul; ad essere sincero in alcuni momenti mi canticchiavo mentalmente una linea melodica perfetta per la timbrica vocale del cantante qui assente. Flauti che disegnano melodie  in un luogo desolato in mezzo al deserto in cui Morricone e gli Smiths si guardano dritti negli occhi prima di un eventuale duello. Uno degli episodi migliori dell'album. La funambolica "Sleepdrone" rimane costantemente su un filo in tensione in attesa di un'esplosione o una caduta imminente che mai arriverà. "Floating in the sun" circola spensierata su una ritmica semi-disco anni 70 e solo in questa traccia giunge un lontano eco di voci umane, forse a creare un sottile collegamento per il prossimo album di Azoora in formazione completa che arriverà a noi nell'estate 2011.

23 seconds to love
Balls Out

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Tuesday, 25 January 2011

[RB093] moji moji - "N"

Resting Bell, raffinata netlabel berlinese fondata nel 2007 da Christian Roth presenta la sua prima release del 2011 spostandosi sino in Argentina, esattamente a Buenos Aires. Moji moji (Lucas Page) non è nuovo alla scena netlabel, avendo pubblicato nel Febbraio 2010 per l'Argentina Hipi Duki Muzik il suo primo Ep intitolato "Detroit de le Maire", ispirato dallo stretto di La Maire, situato tra la Terra del Fuoco e Isla de los Estados. In questo nuovo "N" moji moji cerca l'ispirazione nei paesaggi mozzafiato del nord-ovest argentino creando un album dal suono molto personale e definito, dimostrando di saper giocare abilmente con la strutturazione dei brani. "De los Molles al rincón del Coya", la prima traccia, è un'eccellente composizione che raggiunge quasi gli 8 minuti con un riff ripetuto diverse volte pieno di vitalità e freschezza. Il brano si apre successivamente ad una parte centrale rarefatta, divisa tra un piano, un battimani dal pitch abbassato, una grancassa piena e scura ed una slide guitar che caratterizzerà il suono di quasi tutto l'album. "El robot de San Francisco Solano..." è un ottimo brano in cui moji moji ci da prova delle sue capacità compositive, spaziando tra differenti dinamiche. Qui sento alcuni echi lontani arrivare dall'indimenticabile "Ok computer" dei Radiohead. In "Camino del Colorado" si passa da un intro molto ambient, intriso di bells acute e slide guitar ad un crescendo che lentamente mi trasporta con i capelli al vento verso lunghe strade senza orizzonte. I paesaggi western ben descritti da Ennio Morricone nei film di Sergio Leone prendono nuova forma in "La hamaca de Iruya", una carovana dalle ruote scricchiolanti che avanza lenta tra cactus ed aridi paesaggi assolati. "N" è un album evocativo e cinematografico. Basta chiudere gli occhi e sapere immaginare...forme e figure si creeranno da sole senza alcun sforzo.

El robot de San Francisco Solano...
La hamaca de Iruya

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