"Founded in the mid 90's - TRACING ARCS trip-hop sound is a musical blend of jazz, smooth downtempo beats, mellow electronica and the emotional and fascinating voice of Fran Kapelle. Wasteland contains seven new songs and three remixes - organic and electronic in the same breath." (Words from release page)
Dopo un'annata pigra (solo 2 releases nel corso del 2013) torna la svedese 23 Seconds, una delle netlabels storiche del panorama Creative Commons. Un'annata in cui anche altre netlabels che normalmente seguo hanno rallentato notevolmente le loro uscite (Headphonica, aaahh records) o addirittura terminato l'attività (No-Source). Fortunatamente l'ambiente mi appare ancora vitale e per ogni netlabels che conclude il suo cammino ce n'è un'altra che ne incomincia uno nuovo. E così, in questo insidioso inizio 2014, 23 Seconds mi delizia con questo nuovo album firmato Tracing Arcs, band inglese guidata da Fran Kapelle (vox) e Paul Addie (keyboards/programming), che torna dopo circa 5 anni da "Fin", album del 2008 rilasciato da Dusted Wax Kingdom. "Wasteland" scorre sinuoso su morbide ambientazioni trip-soul, dominate dalla calda voce di Fran Kapelle. "Unravel the Thread" mi conquista con la sua ritmica da gatto curioso e con la sua melodia che profuma delicatamente d'India. Locali notturni dalle insegne crepate accolgono persone solitarie alla ricerca di un prolungamento della notte. "Wasteland" si muove lentamente, seducendo con calma e determinazione, mescolando jazz, soul, trip-hop ed elettronica con ricercato equilibrio. In "Walk across the Wasteland" ci si trova soli, sperduti e assettati nel mezzo di un deserto dove la paura ha prosciugato l'ultima goccia di sentimento. Con il diploma della scuola di Bristol ben custodito dentro ad una borsa prodotta con materiali biodegradabili, Tracing Arcs ammaliano con un sound che riesce a rimanere sospeso nell'aria nonostante il suo peso e il suo spessore.
Artist: Tracing Arcs (FB)
Title: Wasteland
Label: 23 Seconds
Style: trip-hop, downtempo
Date: January 18, 2014
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Wednesday, 22 January 2014
Tracing Arcs - "Wasteland" (23 Seconds)
Etichette:
23 Seconds,
Downtempo,
Tracing Arcs,
Trip-Hop
Ubicazione:
United Kingdom
Wednesday, 4 December 2013
NetMusic Life - November 2013 Selection
These are some of the best tracks that I have heard in November 2013:
wim (ウィム) - "White Cat Sleeping" (Totokoko)
Pasini/Pilia - "First Light Of The Day" (La bèl)
Uniform Motion - "The Pen Fallacy" (No Source)
Madoka - "とうしんだい" (Mayoware Records)
Nheap - "Primary Colors" (Acustronica)
Mentz - "dots" (esc.rec.)
Gaetano Fontanazza - "Imasking" (Sucu Music)
A Finnish Contact - 'Detachable Words/Tangled Numbers' (Kohlhaas)
Cock & Swan - "Night Valley" (Hush Hush Records)
Alarmist - "Pal Magnet" (self released)
wim (ウィム) - "White Cat Sleeping" (Totokoko)
Pasini/Pilia - "First Light Of The Day" (La bèl)
Uniform Motion - "The Pen Fallacy" (No Source)
Madoka - "とうしんだい" (Mayoware Records)
Nheap - "Primary Colors" (Acustronica)
Mentz - "dots" (esc.rec.)
Gaetano Fontanazza - "Imasking" (Sucu Music)
A Finnish Contact - 'Detachable Words/Tangled Numbers' (Kohlhaas)
Cock & Swan - "Night Valley" (Hush Hush Records)
Alarmist - "Pal Magnet" (self released)
Wednesday, 13 November 2013
Cock & Swan - "Recess Tangle Vol.1" (Hush Hush Records)
"Hush Hush Records is proud to present Recess Tangle, Vol. 1, the first installment in a two-part collection of remixes taken from Cock & Swan’s recent album and Hush Hush debut, Secret Angles. The label reached out to a talented roster of local friends and respected international colleagues and ended up receiving 24 varied, top-shelf interpretations of the Seattle duo’s hypnotic dream-pop sound. Ranging from serene lullabies to propulsive dancefloor jams to intense nightmare soundtracks, the 12 tracks found on Recess Tangle, Vol. 1 offer a brilliant glimpse into both the diversity of the Seattle duo’s sound and the talents of the artists that have contributed remixes to this collection." (Words from Fluid Radio)
Il potere ipnotico della musica di Cock & Swan viene portato all'ennesima potenza da questo album di remix tratti da "Secret Angels", album rilasciato da Hush Hush Records nel settembre 2013. La voce già eterea di Ola Hungerford viene il più delle volte viene ripresa, trattata, filtrata producendo un effetto psicotico-alienante, già presente in dosi massicce nelle produzioni firmate Cock & Swan. Remix che spostano la musica del duo di Seattle nelle zone più buie del trip-hop, tra deformazioni visive e allucinazioni sonore. Questa è musica malata, insana. Musica che non disdice l'uso di droghe per possedere le chiavi segrete di porte ancora chiuse. Suoni lenti e pesanti, enormi massi con le gambe che con i loro passi fanno vibrare km² di territori desolati. Dodici remix di assoluta qualità che dimostrano la malleabilità della musica di Cock & Swan, sebbene il più delle volte si ha l'impressione di trovarsi di fronte a qualcosa di impalpabile e immateriale.
Artist: Cock & Swan (FB)
Title: Recess Tangle Vol.1
Label: Hush Hush Records
Style: trip-hop, dream-pop
Date: November 05, 2013
Il potere ipnotico della musica di Cock & Swan viene portato all'ennesima potenza da questo album di remix tratti da "Secret Angels", album rilasciato da Hush Hush Records nel settembre 2013. La voce già eterea di Ola Hungerford viene il più delle volte viene ripresa, trattata, filtrata producendo un effetto psicotico-alienante, già presente in dosi massicce nelle produzioni firmate Cock & Swan. Remix che spostano la musica del duo di Seattle nelle zone più buie del trip-hop, tra deformazioni visive e allucinazioni sonore. Questa è musica malata, insana. Musica che non disdice l'uso di droghe per possedere le chiavi segrete di porte ancora chiuse. Suoni lenti e pesanti, enormi massi con le gambe che con i loro passi fanno vibrare km² di territori desolati. Dodici remix di assoluta qualità che dimostrano la malleabilità della musica di Cock & Swan, sebbene il più delle volte si ha l'impressione di trovarsi di fronte a qualcosa di impalpabile e immateriale.
Artist: Cock & Swan (FB)
Title: Recess Tangle Vol.1
Label: Hush Hush Records
Style: trip-hop, dream-pop
Date: November 05, 2013
Etichette:
Cock & Swan,
dream-pop,
Hush Hush Records,
Trip-Hop
Ubicazione:
United States
Monday, 4 November 2013
NetMusic Life - October 2013 Selection
These are some of the best tracks that I have heard in October 2013:
Cock & Swan - "Crown of Milk" (Dandelion Gold)
Sun Glitters (feat. Sara) -"Slow" (BLDG5)
Hypo77 - "Heteroxenous Boundaries" (Bunkai-Kei)
You Are Not Real - "Lynx" (self released)
Layur - "Secangkir Teh, Rintik Hujan Dan Beberapa Baris Melodi" (totokoko)
Weerthof - "Toothbrush Tune" (esc.rec.)
Oceanus - "Sirens (Part II)" (Hawk Moon Records)
Darwin Raymond - "10,000 Ft and Watertower" (Subterranean Tide)
Jordan Rakei - "Selfish" (self released)
Artwork by Opalino Mind
Cock & Swan - "Crown of Milk" (Dandelion Gold)
Sun Glitters (feat. Sara) -"Slow" (BLDG5)
Hypo77 - "Heteroxenous Boundaries" (Bunkai-Kei)
You Are Not Real - "Lynx" (self released)
Layur - "Secangkir Teh, Rintik Hujan Dan Beberapa Baris Melodi" (totokoko)
Weerthof - "Toothbrush Tune" (esc.rec.)
Oceanus - "Sirens (Part II)" (Hawk Moon Records)
Darwin Raymond - "10,000 Ft and Watertower" (Subterranean Tide)
Jordan Rakei - "Selfish" (self released)
Artwork by Opalino Mind
Etichette:
Acoustic,
ambient,
beats,
chillwave,
electronica,
Glitch,
glitterswave,
guitar,
hip-hop,
neo-classical,
pop,
post-rock,
r&b,
Shoegaze,
Soul,
Trip-Hop
Friday, 18 October 2013
Cock & Swan - "Moonchill" (Dandelion Gold)
“Moonchill” is an EP by Cock & Swan constructed from samples of “Moonchild” by King Crimson.
Sono convinto che Cock & Swan siano una delle più belle realtà musicali in circolazione. Da poco usciti con Hush Hush Records con "Secret Angels", ipnotico album con uno dei sound più affascinanti che mi è capitato di ascoltare negli ultimi mesi. "Moonchill" è un EP costruito su samples di "Moonchild", quarta traccia dell'album di debutto dei King Crimson "In the Court of the Crimson King". Cinque brani in cui il basso sporco di Johnny Goss funge da fondamenta su scarni beats di batteria mentre all'esterno elementi chimici in libera uscita diffondono vapori che agevolano uno stato di piacevole ipnosi. Un suono di basso che mi viene voglia di abbracciare. "Moonchill" produce immagini notturne, strade semi-deserte e l'impercettibile suono della gente che dorme. Motori che si accendono, pattuglie della polizia annoiate e sirene di antifurti in lontananza. Il caldo suono di synth analogici dialoga amabilmente con narcotiche bells mentre la voce di Ola Hungerford è l'aria, lo spazio vuoto, ciò che unisce tutti gli elementi dando il tocco finale al suggestivo sound elaborato dal duo di Seattle. Candidata al mio personale ed inesistente premio di migliore band ascoltata quest'anno.
Artist: Cock & Swan
Title: Moonchill
Label: Dandelion Gold
Style: electronic, pop, trip-hop
Date: October 15, 2013
Sono convinto che Cock & Swan siano una delle più belle realtà musicali in circolazione. Da poco usciti con Hush Hush Records con "Secret Angels", ipnotico album con uno dei sound più affascinanti che mi è capitato di ascoltare negli ultimi mesi. "Moonchill" è un EP costruito su samples di "Moonchild", quarta traccia dell'album di debutto dei King Crimson "In the Court of the Crimson King". Cinque brani in cui il basso sporco di Johnny Goss funge da fondamenta su scarni beats di batteria mentre all'esterno elementi chimici in libera uscita diffondono vapori che agevolano uno stato di piacevole ipnosi. Un suono di basso che mi viene voglia di abbracciare. "Moonchill" produce immagini notturne, strade semi-deserte e l'impercettibile suono della gente che dorme. Motori che si accendono, pattuglie della polizia annoiate e sirene di antifurti in lontananza. Il caldo suono di synth analogici dialoga amabilmente con narcotiche bells mentre la voce di Ola Hungerford è l'aria, lo spazio vuoto, ciò che unisce tutti gli elementi dando il tocco finale al suggestivo sound elaborato dal duo di Seattle. Candidata al mio personale ed inesistente premio di migliore band ascoltata quest'anno.
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| Cock & Swan: Johnny Goss & Ola Hungerford |
Artist: Cock & Swan
Title: Moonchill
Label: Dandelion Gold
Style: electronic, pop, trip-hop
Date: October 15, 2013
Etichette:
Cock & Swan,
Dandelion Gold,
electronic,
pop,
Trip-Hop
Ubicazione:
United States
Monday, 30 September 2013
Muhr - "lucas arc" (Laverna 057)
"An arch, a curve, a passage that allows
senses to run through that thin, invisible line beyond which the
impulses issued by the receptors communicate a dimension that brushes
against wholeness. There is a variety of ways to represent these
feelings: images and sounds are the elements chosen by Muhr to try to
define these experiences. A careful research gives us a series of
beats, never predictable, a resemblance of primitive and dissonant
beats that immediately moulds within a melody assembly that slowly
weaves-in and begins to radiate precious imaginative essence. Four
short episodes, filled with languid romantic numbness, climaxing in
the last track that literally explodes in a silent sensual rapture,
thanks also to its associated video-clip. Muhr, alias Vincent Fugère,
is the hidden Master of Ceremony. His proceeding resolves through the
snapshot of a shutter, the silent pathway of a video-clip and the
slow pervading liturgy of the sound. Lucas Arc is all this: is a
sinuous body to be slowly revealed with the help of that nowadays too
often neglected “Love”. (Words from Laverna Archive.org page)
L'inizio è dei più promettenti, con una "The sound of silence" di Simon & Garfunkel nascosta dietro vecchie e polverose porte disposte disordinatamente in appartamenti trascurati. Un ritmo che sembra preso in prestito dalla ben più popolare "The cup song". Ciclicità ingannevoli di cui Peter Gabriel era un maestro, vengono insinuate nella prima parte di "lucas arc", splendido brano d'apertura di questo nuovo album firmato dall'artista canadese Vincent Fugére, alias Muhr. Autore un anno fa del pregevole "Hantises", magmatico album rilasciato per la propria netlabel Camomille, purtroppo messa a riposo dopo molti anni di attività e ottime release. Ma Vincent Fugére è un'artista che a quanto pare non sa stare fermo, e quindi ecco pronto un nuovo progetto chiamato trembl, luogo virtuale in cui incontrare musica ed arte in generale, oltre alle profonde fotografie-ritratto di donne a cui oramai Vincent ci ha abituato. Trip-hop scuro e cinematografico avvolge invece la seconda parte di "lucas arc". Bassi viscerali contrastano con un piano che si ricopre di profumi autunnali, immersi in una lentezza da profondità abissali. Muhr e Laverna sono perfetti, come due amanti segreti che si svelano improvvisamente. Quattro tracce, quello che basta, se sono tutte belle. E il video della celestiale "Curvature", che probabilmente non tutti sapranno apprezzare, ma che io considero estremamente affascinate.
Artist: Muhr
L'inizio è dei più promettenti, con una "The sound of silence" di Simon & Garfunkel nascosta dietro vecchie e polverose porte disposte disordinatamente in appartamenti trascurati. Un ritmo che sembra preso in prestito dalla ben più popolare "The cup song". Ciclicità ingannevoli di cui Peter Gabriel era un maestro, vengono insinuate nella prima parte di "lucas arc", splendido brano d'apertura di questo nuovo album firmato dall'artista canadese Vincent Fugére, alias Muhr. Autore un anno fa del pregevole "Hantises", magmatico album rilasciato per la propria netlabel Camomille, purtroppo messa a riposo dopo molti anni di attività e ottime release. Ma Vincent Fugére è un'artista che a quanto pare non sa stare fermo, e quindi ecco pronto un nuovo progetto chiamato trembl, luogo virtuale in cui incontrare musica ed arte in generale, oltre alle profonde fotografie-ritratto di donne a cui oramai Vincent ci ha abituato. Trip-hop scuro e cinematografico avvolge invece la seconda parte di "lucas arc". Bassi viscerali contrastano con un piano che si ricopre di profumi autunnali, immersi in una lentezza da profondità abissali. Muhr e Laverna sono perfetti, come due amanti segreti che si svelano improvvisamente. Quattro tracce, quello che basta, se sono tutte belle. E il video della celestiale "Curvature", che probabilmente non tutti sapranno apprezzare, ma che io considero estremamente affascinate.
Artist: Muhr
Etichette:
ambient,
Camomille,
electronica,
Laverna,
Muhr,
trembl,
Trip-Hop,
Vincent Fugére
Ubicazione:
Canada
Saturday, 14 September 2013
Cock & Swan - "Secret Angles" (Hush Hush Records 011)
"Secret Angles' marks the third album
and Hush Hush debut from Cock & Swan, the collaborative project
of Seattle musicians Johnny Goss and Ola Hungerford. Now a decade
into their partnership, their latest record is their strongest
statement yet, confidently showcasing their intoxicating and
darkly-lit take on experimental vocal-laced dream-pop. Propelled by
analog synthesizers, unplanned samples, muted drums, and faded
colors, Cock & Swan's absorbing aesthetic is intimate, timeless
music, best suited for hazy dusk moments and romantic midnight
excursions." (Words from release page)
Il 3/4 ipnotico di "Following", brano d'apertura del terzo album firmato Cock & Swan è da un paio di giorni un prigioniero involontario tra le pareti del mio cranio. Trip-hop e dream-pop riassunti in un sound unico che ha la qualità (o la pecca, dipende dai punti di vista) di rimanere omogeneo dalla prima all'ultima traccia di questo "Secret Angles". Tra le cose che apprezzo di più posso elencare le linee di basso, essenziali, calde e gommose e le ritmiche di batteria scarne ed asciutte (credo che sia tutta opera di Johnny Goss). Elementi che rendono assai riconoscibile questo lavoro, uniti naturalmente al cantato sussurrato di Ola Hungerford. Ipnotici campionamenti vocali in loop (Animal Totem), devastazioni ritmiche e clarinetti (Night Valley) fino a sopraggiungere a tempi dispari ciclicamente perfetti (Looking Out). Ammetto che ho dovuto ascoltare più volte queste dodici tracce per arrivare alla convinzione di trovarmi di fronte ad un lavoro eccellente. C'è l'intenso profumo della sperimentazione che mi risale le narici, dalle originali soluzioni ritmiche fino alla ricerca e alla sistemazione dei campionamenti e al sound generale dell'album. Forse è la glacialità e la linearità delle melodie vocali a darmi qualche perplessità, anche se devo ammettere che è una delle caratteristiche che rendono unico e riconoscibile "Secret Angles" tra migliaia di altre uscite digitali. Consigliato per viaggi notturni, notti insonni e a completamento di serate "stupefacenti".
Artist: Cock & Swan
Il 3/4 ipnotico di "Following", brano d'apertura del terzo album firmato Cock & Swan è da un paio di giorni un prigioniero involontario tra le pareti del mio cranio. Trip-hop e dream-pop riassunti in un sound unico che ha la qualità (o la pecca, dipende dai punti di vista) di rimanere omogeneo dalla prima all'ultima traccia di questo "Secret Angles". Tra le cose che apprezzo di più posso elencare le linee di basso, essenziali, calde e gommose e le ritmiche di batteria scarne ed asciutte (credo che sia tutta opera di Johnny Goss). Elementi che rendono assai riconoscibile questo lavoro, uniti naturalmente al cantato sussurrato di Ola Hungerford. Ipnotici campionamenti vocali in loop (Animal Totem), devastazioni ritmiche e clarinetti (Night Valley) fino a sopraggiungere a tempi dispari ciclicamente perfetti (Looking Out). Ammetto che ho dovuto ascoltare più volte queste dodici tracce per arrivare alla convinzione di trovarmi di fronte ad un lavoro eccellente. C'è l'intenso profumo della sperimentazione che mi risale le narici, dalle originali soluzioni ritmiche fino alla ricerca e alla sistemazione dei campionamenti e al sound generale dell'album. Forse è la glacialità e la linearità delle melodie vocali a darmi qualche perplessità, anche se devo ammettere che è una delle caratteristiche che rendono unico e riconoscibile "Secret Angles" tra migliaia di altre uscite digitali. Consigliato per viaggi notturni, notti insonni e a completamento di serate "stupefacenti".
Artist: Cock & Swan
Etichette:
Cock & Swan,
dream-pop,
Hush Hush Records,
Trip-Hop
Ubicazione:
United States
Monday, 29 April 2013
OHO - "9th Pawn" (self released)
"We met in India in Fall 2010
[Aurore/singer and Paul/instruments], and recorded our first song,
Free Electron, in a tiny Indian recording studio. When we came back
in different cities of Europe, we kept writing songs and shared them
by email, so we decided to start a recording project
ourselves. Aurore wrote the lyrics and melody of most songs
a-capella while she was in India. Then Paul added to this voice
all sorts of instruments (guitar, organ, bass, trumpet, percussions,
xylophone...), to built grooves and atmospheres that this voice
brings to his mind. This creation process also works the other way
around! Paul's instruments are a source of inspiration for Aurore,
who likes to layer lyrics and melodies as we play the songs...In
summer 2011, we recorded and produced our first EP « Land of the
Happy » in Paul's home-studio in Paris." (Words from OHO's biography on Facebook page)
"Someday, you say, I'll be my own example"...così termina la stupenda title-track del secondo album firmato OHO, duo composto dal poli-strumentista Paul e dalla vocalist Aurore. Sei tracce morbide e curate minuziosamente in ogni singolo aspetto. Lievi sfumature anni 70 collocate su leggiadre basi ritmiche pop elettroniche, accompagnate puntualmente da sinuose linee di basso. Liriche che raccontano di profughi, di furbe stelle che ci prendono in giro e farcite da brevi interventi di flauti, armoniche ed organi. L'alternanza delle voci di Paul e Aurore conferiscono varietà ai brani, spesso supportati da arpeggi di chitarra che insaporiscono i brani di spezie folktronike. A volte affiorano atmosfere cool primi anni 80 (soprattutto Everything but the girl) ma rielaborate sotto le luci del nuovo millennio. "Get ready with the prize. Now it won't take too long". Ne sono convinto. Questo pop raffinato merita sicuramente più di un premio. Disponibile in free download fino al 2 Maggio nella pagina Bandcamp del duo.
Artist: OHO
"Someday, you say, I'll be my own example"...così termina la stupenda title-track del secondo album firmato OHO, duo composto dal poli-strumentista Paul e dalla vocalist Aurore. Sei tracce morbide e curate minuziosamente in ogni singolo aspetto. Lievi sfumature anni 70 collocate su leggiadre basi ritmiche pop elettroniche, accompagnate puntualmente da sinuose linee di basso. Liriche che raccontano di profughi, di furbe stelle che ci prendono in giro e farcite da brevi interventi di flauti, armoniche ed organi. L'alternanza delle voci di Paul e Aurore conferiscono varietà ai brani, spesso supportati da arpeggi di chitarra che insaporiscono i brani di spezie folktronike. A volte affiorano atmosfere cool primi anni 80 (soprattutto Everything but the girl) ma rielaborate sotto le luci del nuovo millennio. "Get ready with the prize. Now it won't take too long". Ne sono convinto. Questo pop raffinato merita sicuramente più di un premio. Disponibile in free download fino al 2 Maggio nella pagina Bandcamp del duo.
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| OHO |
Artist: OHO
Etichette:
Folktronica,
OHO,
self released,
Trip-Hop
Ubicazione:
Parigi, Francia
Thursday, 25 April 2013
Doprah - "Stranger People/Whatever You Want" (self released)
"Take a trip to New Zealand Trip-hop
land, where the mood is sexual and the sounds are wet. The tracks by
Doprah are purely prickly and make us all hot and bothered
beneath the waistline. The Primal bass lines contradict gently the
soft and celestial melody to create a vibe filled with intent. The
contrast leads to a wide and resonating sound. Very very dope. A must
listen, malevolently dulcet."
Doprah è il nome dell'interessante progetto creato da Steven John Marr e Indi Force, duo proveniente dalla Nuova Zelanda. "Stranger People/Whatever You Want" è il singolo in free download che precede l'album "Wasting", in uscita a breve. Le influenze trip-hop bristoliane anni 90 sono evidenti, ma ciò non toglie bellezza e fascino a queste due tracce. "Stranger People" si muove su una ritmica sinuosa, che fa d'appoggio ai seducenti impasti vocali del duo. Un refrain che si imprime facilmente nella memoria, dalla melodia malinconica e sofferente, con echi che si dissolvono tra l'umidità di vegetazioni tropicali. "Whatever You Want" mantiene una morbidosità ritmica felina, con voci trattate da effetti e la presenza, anche in questo caso, di un refrain azzeccato, che ben presto ci si ritrova a cantare in coro tra le strade intasate di una città che rientra dal lavoro. Ottimo esordio.
Artist: Doprah (FB)
Doprah è il nome dell'interessante progetto creato da Steven John Marr e Indi Force, duo proveniente dalla Nuova Zelanda. "Stranger People/Whatever You Want" è il singolo in free download che precede l'album "Wasting", in uscita a breve. Le influenze trip-hop bristoliane anni 90 sono evidenti, ma ciò non toglie bellezza e fascino a queste due tracce. "Stranger People" si muove su una ritmica sinuosa, che fa d'appoggio ai seducenti impasti vocali del duo. Un refrain che si imprime facilmente nella memoria, dalla melodia malinconica e sofferente, con echi che si dissolvono tra l'umidità di vegetazioni tropicali. "Whatever You Want" mantiene una morbidosità ritmica felina, con voci trattate da effetti e la presenza, anche in questo caso, di un refrain azzeccato, che ben presto ci si ritrova a cantare in coro tra le strade intasate di una città che rientra dal lavoro. Ottimo esordio.
Artist: Doprah (FB)
Title: Stranger People/Whatever You Want
Label: self released
Style: trip-hop, electronic
Date: March 31, 2013
Label: self released
Style: trip-hop, electronic
Date: March 31, 2013
Etichette:
electronic,
pop,
self released,
Trip-Hop
Ubicazione:
Nuova Zelanda
Wednesday, 21 November 2012
The Fucked Up Beat - "Threnodies for Schizophrenic Seas" (HAZE netlabel 172)
"Songs recorded in NY during a hurricane
(November 2012).
La scura tribalità del suono The Fucked Up Beat mi conquista ascolto dopo ascolto. Usciti poco meno di un mese fa per PICPACK con l'album "Apparatus for Controlling the Mechanism of Floating Vessels", tornano ora con HAZE Netlabel (Bielorussia) con questo nuovo "Threnodies for Schizophrenic Seas". Eddie Palmer e Brett Zehner hanno registrato queste tracce mentre New York era impegnata a difendersi dall'uragano Sandy. Il meticoloso lavoro di collage musicali continua anche in questo nuovo album, collezionando sample old-jazz e soundtracks di pellicole in bianco e nero. Il tutto ricontestualizzato in un ambiente ombroso e fumoso , in una rigida attesa di un evento naturale impossibile da dominare. Da una grande vetrata di un grattacielo di New York l'uragano assume le sembianze di un gigante affamato. Un concept album dai titoli iper-descrittivi che stupisce per l'omogeneità delle sue sonorità imbevute di un trip-tribal-hop impegnato e concettuale.
The Fucked Up Beat - "Schizophrenic Trees/ A Storm"
The Fucked Up Beat - "A Sea Shanty For Staten Island Ships/ Holy the Solitudes of Skyscrapers and Pavements!"
Experimental Schizo Noir Trip Hop. The Fucked Up
Beat. A sound project by Eddie Palmer of New York, NY and Brett
Zehner of San Diego, CA created in October 2011. Songs are recorded
through e-mail using keyboards, experimental percussion and field
recordings. Beats/Field Recordings by B.Zehner. Sounds/Instruments by
E.Palmer. Music for Non Fascist Living. Capitalism Is An Abusive
Relationship."
La scura tribalità del suono The Fucked Up Beat mi conquista ascolto dopo ascolto. Usciti poco meno di un mese fa per PICPACK con l'album "Apparatus for Controlling the Mechanism of Floating Vessels", tornano ora con HAZE Netlabel (Bielorussia) con questo nuovo "Threnodies for Schizophrenic Seas". Eddie Palmer e Brett Zehner hanno registrato queste tracce mentre New York era impegnata a difendersi dall'uragano Sandy. Il meticoloso lavoro di collage musicali continua anche in questo nuovo album, collezionando sample old-jazz e soundtracks di pellicole in bianco e nero. Il tutto ricontestualizzato in un ambiente ombroso e fumoso , in una rigida attesa di un evento naturale impossibile da dominare. Da una grande vetrata di un grattacielo di New York l'uragano assume le sembianze di un gigante affamato. Un concept album dai titoli iper-descrittivi che stupisce per l'omogeneità delle sue sonorità imbevute di un trip-tribal-hop impegnato e concettuale.
Artist: The Fucked Up Beat (FB)
Title: Threnodies for Schizophrenic Seas
Label: HAZE netlabel
Style: sound-collage, experimental
Date: November 13, 2012
Label: HAZE netlabel
Style: sound-collage, experimental
Date: November 13, 2012
The Fucked Up Beat - "A Sea Shanty For Staten Island Ships/ Holy the Solitudes of Skyscrapers and Pavements!"
Etichette:
experimental,
HAZE netlabel,
Sound-Collage,
The Fucked Up Beat,
Threnodies for Schizophrenic Seas,
Trip-Hop
Ubicazione:
New York, Stati Uniti d'America
Tuesday, 4 September 2012
Muhr - "Hantises" (Camomille 018)
"Vincent Fugère’s last album, Dream
Dictionary ( released on Les Enregistrements Variables, which is
now on this very site ), dwelled in the grime of nightmares with
ghostly pianos, noise and lamented guitars. This time Muhr goes back
to his roots, taking in some of the aspects from his The Kodama
Institute ep as well as his older, more beaty work to release ”
Hantises “.
While some tracks are heavy, with trip-hop beats
crumbling under the pressure of the weighty atmospheres, some others
rely on space and sparseness. On hantise, you enter the physical
manifestation of the terrain thread in Dream Dictionary; as terror
and gloom slowly creep on the horizon, you are forced to look inside
and find the calm and light-heartedness to face it."
Drum patterns pastosi ed efficaci che in alcuni momenti prendono le sembianze e i profumi di una torta farcita al cioccolato...viene il desiderio di tagliarne una fetta e assaporare. Lento e pesante. É come se la forza di gravità avesse modificato improvvisamente le sue leggi. Sole grigio affumicato. Giornata sbiadita con Photoshop. Elicotteri nel cielo a cercare gli ultimi temerari coltivatori di marijuana. Un timido dj di un torbido pub di periferia cerca di far ballare con un po' di latin quelle atipiche persone che hanno ancora voglia di divertirsi. I boschi che circondano la città sono poco sicuri ma buona parte del popolo è cosciente che tra breve dovrà affrontare un intenso combattimento con le proprie paure. Eppure tra i piú giovani qualcuno é convinto che i colori rubati saranno restituiti senza lotte e senza scontri. Buonsenso...che bella parola! Buonsenso. Vincent Fugère ha creato un album dal sound miracoloso, che sfiora alcune tappe del trip-hop del recente passato, riuscendo ad avvolgere l'ascolto con una sensualità magmatica ed apocalittica in cui filtra uno spettro di luce irresistibile. Lo inseguo sino alla fine della sua corsa, dove il contrasto è più netto con la materia in ombra. Lì, in terra, abbandonato, c'è un biglietto lievemente impolverato...raccolgo e leggo: speranza.
Drum patterns pastosi ed efficaci che in alcuni momenti prendono le sembianze e i profumi di una torta farcita al cioccolato...viene il desiderio di tagliarne una fetta e assaporare. Lento e pesante. É come se la forza di gravità avesse modificato improvvisamente le sue leggi. Sole grigio affumicato. Giornata sbiadita con Photoshop. Elicotteri nel cielo a cercare gli ultimi temerari coltivatori di marijuana. Un timido dj di un torbido pub di periferia cerca di far ballare con un po' di latin quelle atipiche persone che hanno ancora voglia di divertirsi. I boschi che circondano la città sono poco sicuri ma buona parte del popolo è cosciente che tra breve dovrà affrontare un intenso combattimento con le proprie paure. Eppure tra i piú giovani qualcuno é convinto che i colori rubati saranno restituiti senza lotte e senza scontri. Buonsenso...che bella parola! Buonsenso. Vincent Fugère ha creato un album dal sound miracoloso, che sfiora alcune tappe del trip-hop del recente passato, riuscendo ad avvolgere l'ascolto con una sensualità magmatica ed apocalittica in cui filtra uno spettro di luce irresistibile. Lo inseguo sino alla fine della sua corsa, dove il contrasto è più netto con la materia in ombra. Lì, in terra, abbandonato, c'è un biglietto lievemente impolverato...raccolgo e leggo: speranza.
Title: Hantises
Label: Camomille
Style: trip-hop/electronic
Date: August 31, 2012
Ubicazione:
Montréal, Québec, Canada
Friday, 30 March 2012
mmpsuf - "Retina" - (Sutemos 031)
"Music is visible. Together with other objects of the outside world, it reaches the light- and beauty-sensitive cells, and surges its way to the mind. The mind, this light- and beauty-sensitive system, is always waiting. I say I don't believe in Gods, but I think I can hear them. In the crowds, in your pain and in this music inside us. I say I don't believe in Gods, but when they want us to meet them, they're screaming so loud trying to remind us the fog we are in. We are the light - and beauty-sensitive system, we are the sensitive network: Gods' retina. mmpsuf album *Retina* is dedicated to beauty. No mater how sad."
E così, all'improvviso, dal prato verde delle netlabels, nei primi giorni di una precoce e calda primavera, ecco spuntare un altro splendido fiore: "Retina". mmpsuf (Vilnius, Lituania), sono gli autori di questo ottimo Ep. Un duo formato da Eglė Sirvydytė (voce, piano, basso) e Aivaras Ruzgas (elettronica varia). Ad un anno dal loro primo Ep, "Expeditors", uscito all'inizio del 2011 e scaricabile gratuitamente dal loro sito, ecco qua un altro piccolo gioiello. Sarà la voce incantevole di Eglė, sarà l'uso "profondo" e consapevole dell'elettronica, sarà quel che sarà, ma questi brani hanno qualcosa di spirituale, un passaggio al prossimo livello, quello situato nelle vicinanze del divino (se a divino diamo il significato di altissimo, eccellente, perfetto). "Retina" prende forma lentamente, con un'assimilazione graduale. E gioca rischiando, aprendosi con "The beauty", forse il brano più cupo qui presente, buio e angoscioso, sicuramente di non facile apprezzamento per tutti i palati. Con una cassa cavernosa ed un reverse insistente. La pianta cresce, ed in un oscurità ancora accentuata iniziano a spuntare i primi germogli con "The sailors", con ritmiche elettroniche che rimandano a Bjork e a sapori trip-hop primordiali (Portishead?). E quando sopraggiunge "God's Retina" si entra nell'atmosfera semi-religiosa di cui accennavo. Cori ipnotizzanti su ritmiche sincopate, la voce di Eglė che accarezza pelle e cuore, ultraterreno capolavoro di questo EP. Il custode del Paradiso ha oramai aperto le sue porte e con "The winds" si sale abbandonando il proprio corpo con improvvisi sprofondamenti nell'immaterialità (con tanto di trombe ad accoglierci). Eccoci arrivati..."The rooms" ci attende, c'è chi si siede a gambe incrociate respirando profondamente, chi accenna un imbarazzato inchino, chi chiude gli occhi delicatamente accecato di fronte a questa bianca e pura intimità. "Retina" è dedicato alla bellezza..."Retina" è bellezza musicale.
Title: Retina
Artist: mmpsuf
Label: Sutemos
Style: Electronic/Acoustic/Experimental
Date: March 18, 2012
DOWNLOAD
mmpsuf - "God's Retina"
mmpsuf - "The winds"
OTHER REVIEWS:
Muzik Dizcovery (GB) - Esprits Critiques (FR) - Pensieri e Motivi (IT) Projecto Cellophane (PT) Netlabelism
mmpsuf live (Eglė Sirvydytė): The Rooms from mmpsuf on Vimeo.
E così, all'improvviso, dal prato verde delle netlabels, nei primi giorni di una precoce e calda primavera, ecco spuntare un altro splendido fiore: "Retina". mmpsuf (Vilnius, Lituania), sono gli autori di questo ottimo Ep. Un duo formato da Eglė Sirvydytė (voce, piano, basso) e Aivaras Ruzgas (elettronica varia). Ad un anno dal loro primo Ep, "Expeditors", uscito all'inizio del 2011 e scaricabile gratuitamente dal loro sito, ecco qua un altro piccolo gioiello. Sarà la voce incantevole di Eglė, sarà l'uso "profondo" e consapevole dell'elettronica, sarà quel che sarà, ma questi brani hanno qualcosa di spirituale, un passaggio al prossimo livello, quello situato nelle vicinanze del divino (se a divino diamo il significato di altissimo, eccellente, perfetto). "Retina" prende forma lentamente, con un'assimilazione graduale. E gioca rischiando, aprendosi con "The beauty", forse il brano più cupo qui presente, buio e angoscioso, sicuramente di non facile apprezzamento per tutti i palati. Con una cassa cavernosa ed un reverse insistente. La pianta cresce, ed in un oscurità ancora accentuata iniziano a spuntare i primi germogli con "The sailors", con ritmiche elettroniche che rimandano a Bjork e a sapori trip-hop primordiali (Portishead?). E quando sopraggiunge "God's Retina" si entra nell'atmosfera semi-religiosa di cui accennavo. Cori ipnotizzanti su ritmiche sincopate, la voce di Eglė che accarezza pelle e cuore, ultraterreno capolavoro di questo EP. Il custode del Paradiso ha oramai aperto le sue porte e con "The winds" si sale abbandonando il proprio corpo con improvvisi sprofondamenti nell'immaterialità (con tanto di trombe ad accoglierci). Eccoci arrivati..."The rooms" ci attende, c'è chi si siede a gambe incrociate respirando profondamente, chi accenna un imbarazzato inchino, chi chiude gli occhi delicatamente accecato di fronte a questa bianca e pura intimità. "Retina" è dedicato alla bellezza..."Retina" è bellezza musicale.
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| mmpsuf |
Artist: mmpsuf
Label: Sutemos
Style: Electronic/Acoustic/Experimental
Date: March 18, 2012
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mmpsuf - "God's Retina"
mmpsuf - "The winds"
OTHER REVIEWS:
Muzik Dizcovery (GB) - Esprits Critiques (FR) - Pensieri e Motivi (IT) Projecto Cellophane (PT) Netlabelism
mmpsuf live (Eglė Sirvydytė): The Rooms from mmpsuf on Vimeo.
Tuesday, 22 March 2011
[Lav39] Elisa Luu - "Ebbrezza"
Un felice incontro quello tra Laverna ed Elisa Luu. Era come se prima o poi dovesse accadere. Laverna, che oramai si può considerare una netlabel storica del panorama italiano (è attiva dal 2004), artefice di release che spaziano dall'elettronica all'ambient rigorosamente curate dall'art-work ai contenuti, questa volta si apre all'universo sonoro di Elisa Luu, oramai affermata musicista elettro-acustica della scena contemporanea italiana e non solo, sempre ben disposta a collaborazioni con Netlabels (Ipologica, La bèl, Lost Children,etc,etc) e a compilation di pregevole fattura. Ad appena due mesi da IPO24, ultima fatica di Elisa con Ipologica ecco arrivare "Ebbrezza", quattro brani di immensa bellezza in cui si denota una crescita della musicista romana, che sembra abbandonarsi a delicati momenti di sottile intimismo e riflessione. Dopo la descrizione accurata e poetica di Mirco Salvadori nelle release page non è facile aggiungere altre cose. L'EP si apre con H1, il brano più ritmico dell'album (con la partecipazione di Giulio Maresca di Ipologica). Atmosfere e ambientazioni dal sapore Massive Attack e trip-hop. Un continuo succedersi di suoni in continua evoluzione, una ritmica profonda e quasi tribale, un viaggio ipnotico tra echi, riverberi e manipolazioni. "18 sett" è solitudine elettronica, è navigare nella propria coscienza alla ricerca dell'ultimo pregiudizio da uccidere, è il suono che proviene dalla profondità e l'oscurità degli oceani. In "Propolis" affiora invece il passato jazzistico di Elisa. Un apertura pianistica tra reverse misurati ci accompagna verso un finale che, riprendendo Mirco Salvadori, sono "note che si disperdono verso l'alto fino a toccare l'apice ed esplodere nel lento drumming che placa la sete e dona il sorriso dell'Ebbrezza".
Elisa Luu sta costruendo un suono che la contraddistingue sempre di più, ampliandolo e modellandolo con la sensibilità e l'esperienza di una novella artigiana elettronica.
Release name: Ebbrezza
Artist: Elisa Luu
Label: Laverna
Date: 18 March 2011
DOWNLOAD
Elisa Luu feat Giulio Maresca - "H1"
Elisa Luu - "18 Sett."
Elisa Luu sta costruendo un suono che la contraddistingue sempre di più, ampliandolo e modellandolo con la sensibilità e l'esperienza di una novella artigiana elettronica.
Release name: Ebbrezza
Artist: Elisa Luu
Label: Laverna
Date: 18 March 2011
DOWNLOAD
Elisa Luu feat Giulio Maresca - "H1"
Elisa Luu - "18 Sett."
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Tuesday, 15 February 2011
[trip.10] THE SPHERICAL MINDS - "transpheres"
Facendo un giro panoramico tra le mie netlabels preferite ho trovato questo affascinante album che distrattamente avevo trascurato circa un mese fa, al tempo della sua uscita. Si tratta di "transpheres" di THE SPHERICAL MINDS, rilasciato dalla belga Tripostal. Il progetto nasce in Francia nel 2001 dall'unione di Paul Chantereau, Valentin Chantereau, Mathieu Maestracci e Clement Vullion con l'intento di esplorare nuove sonorità unendo strumenti acustici quali violoncello e pianoforte ad atmosfere tipicamente trip-hop-dub. Il risultato di questo esperimento sono due album rilasciati rispettivamente nel 2003 ("De ira", Thundering Records) e nel 2005 ("Fern", Carte Postal Records). Così dopo sei anni di assenza ecco tornare queste menti sferiche ed intelligenti con 5 nuovi brani che riescono ad unire con seducente disinvoltura strutture progressive, componenti dub e ambient, post rock e ritmi latin senza mai esagerare e mantenendo il controllo su ogni elemento, donando all'album un'omogeneità ed un suono estremamente originali. L'apertura iniziale con la lunga suite "Fautless Coming Time" (12'), brano che sorvola su diverse atmosfere con struggenti cambi di dinamiche ed intensità, prepara l'ascoltatore per un fluente ed emozionante viaggio. La sinuosa "CoDA Music" sfiora sfumature dub sull'uso di effetti nella ritmica iniziale, che poco dopo divergono in profumi sudamericani appoggiando l'intera prima parte su di un meraviglioso dialogo di pianoforte, per terminare con una seconda parte che marcia su un incedere di basso moog con solo "sotterraneo" di chitarra e distorsioni ritmiche. The Spherical Minds possiedono una capacità di unire le diverse influenze che mi tenta ad usare un aggettivo che non adopero quasi mai: geniali. La commovente "Raising in the city"riesce a passare con naturale spigliatezza da un intro pop song francese primi anni 80 (ricordate Lio?) ad una malinconica melodia di pianoforte dal vago sapore post-rock rallentando con estrema semplicità l'andamento del brano per poi terminarlo coraggiosamente con due minuti di suono in loop in lenta dissolvenza. "Kokkola transition" cattura immediatamente con la sua seducente e sinuosa ritmica in 3/4, la voce femminile (in reverse? tagliata?) assolutamente fantastica e le distorsioni azzardate sul rullante (in un primo momento pensavo che mi si fossero fuse le cuffie) terminando poi con quattro minuti di puro dub teso e avanguardistico. "Life (vest) under your seat" riprende il discorso prog iniziato in apertura dell'album...10 minuti che spaziano tra scuro trip hop, delicati arpeggi di chitarra, pianoforti intimiditi ed elettronica dosata. The Spherical Minds non hanno paura di osare e regalano al mondo un album denso, creativo e completo. Una scatola magica in cui si può trovare tutto quello che si vuole. Grazie.
CoDA Music
Kokkola Transition
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The Spherical Minds
CoDA Music
Kokkola Transition
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The Spherical Minds
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Thursday, 13 January 2011
[S27-063][SBWS074] Non Dolet - "Inner"
Ottima release dalla netlabel scozzese Section 27 che, in gemellaggio con la russa Subwise, ci propone questo album variegato di Non Dolet, progetto sperimentale di una giovanissima e talentuosa ragazza russa chiamata Alisa, studente al conservatorio come ingegnere del suono con specialità in psicoacustica. "Inner" è un album malinconico, grigio-bianco-nero come la sua copertina. Alisa nuota come un pesce-vela tra i generi mantenendo comunque un suono uniforme e personale. Si va da brani elettronici low-tempo con rarefatti interventi sonori riverberati come l'iniziale "Inner" o il semi-dub di "Train #312", un lento e polveroso treno in viaggio verso la Siberia orientale. "Searching The Water" è la perfetta colonna sonora per un film western datato 2011 girato nella steppa russa. Verso la metà dell'album si presentano in modo timido e riservato piccoli gioiellini elettro-acustici come la pianistica "Lost" e la seguente e drammatica "Famish Affection". C'è molta espressione nella musica di Non Dolet e in me provoca una sorta di trance visionaria. L'album si conclude in bellezza con due splendide composizioni, la cupa ma speranzosa "Train Of Thoughts" e l'intima "Pillow book". Prima grande release del nuovo anno.
P.S. Per chi fosse interessato alle copie fisiche della release si può scrivere a [nondolet.a@gmail.com]
Train Of Thoughts
Pillow Book
Train 312
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P.S. Per chi fosse interessato alle copie fisiche della release si può scrivere a [nondolet.a@gmail.com]
Train Of Thoughts
Pillow Book
Train 312
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